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Inaugurazione Anno Accademico 2016-2017

 

Con l'oboe di Mission e l'immagine dei due giovani volti di Alessandra Covezzi e Flavia Roncalli, le due studentesse morte di meningite a pochi mesi di distanza e ricordate dal Rettore Gianluca Vago, si è aperta la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2016-2017 dell'Università Statale di Milano.

Stile asciutto e attentamente antiretorico quello scelto dal Rettore Vago per la sua quarta inaugurazione, "racconto minimo del valore di essere qui ogni giorno" lo definisce, mettendo al centro l'idea "semplice ed enorme al tempo stesso" della "trasmissione ai giovani della conoscenza e del valore del dubbio" e sottolineando - in un'Aula Magna dove la presenza di Ennio Morricone accompagna nel più felice dei modi questa visione -  quanto il tempo trascorso in università debba essere "tempo di crescita, di riflessione, di critica e di cultura", perché "creare cultura, e non solo professione, è il mandato civico che le società assegnano alle università".

Vago richiama con forza, con severità a tratti, la "responsabilità grande" - e sempre personale sottolinea - che accompagna la missione dei maestri: "Raccontare chi siamo, più ancora che quello che sappiamo, questo dobbiamo ai nostri studenti, lo devono i veri maestri ai propri allievi", ricordando quanto "ogni viltà, ogni opportunismo, ogni scorciatoia facile, ogni mediocre privilegio, ogni gratuita e svogliata inefficienza, ogni superficiale pressapochismo" siano "una ferita che lacera la speranza dei nostri ragazzi, tradisce la loro speranza, piega la loro fiducia".La consegna della pergamena al beo dottore Ennio Morricone

Presente nell'intervento del Rettore il riferimento al progetto del Campus nell'area di Expo, che "pur con qualche transitoria incertezza" sembra avere trovato infine le condizioni per la sua realizzazione. Ringraziando il Ministro Maurizio Martina, il Presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, e il Sindaco di Milano, Beppe Sala, per il sostegno da entrambi dimostrato, Vago ricorda che il Campus è stato proposto "con l’idea che la Statale possa dare un contributo importante alla creazione di uno spazio condiviso dove ricerca, formazione e diffusione della cultura scientifica trovino le condizioni migliori per realizzarsi". "Per noi questo progetto ha un valore straordinario - continua Vago - […] dopo un secolo una nuova rinascita, una nuova città degli studi. Pensiamo possa averlo anche per la città tutta e forse per il paese".

Ripercorrendo l'anno trascorso, il Rettore cita il lavoro fatto per potenziare ulteriormente la formazione e la ricerca di ambito biomedico, ambito nel quale la Statale rivendica un primato almeno nazionale, il nuovo Centro di ricerca pediatrica realizzato con il supporto di Fondazione Invernizzi, l'aumento del valore delle borse di dottorato "per cercare, se non di colmare, almeno di rendere meno imbarazzante il divario con quanto accade nei paesi del mondo più avanzati", le nuove iniziative didattiche, tra cui il Dottorato di ricerca in Studi sulla criminalità organizzata, unico in Italia, l'avvio dei lavori per la ristrutturazione degli spazi in via Mercalli e annuncia il progetto di riunificazione delle attività didattiche e di formazione professionale dell'intera area odontoiatrica, che potrebbe trovare una nuova sede all'Ospedale Niguarda, partner recente, ma già consolidato, della Statale.

Dopo il discorso del Presidente della Conferenza degli studenti, Filippo Fleishhacker - che ha definito la trasmissione di valori, conoscenza e curiosità in uno spazio di libertà laico e plurale l’anima vera dell'università, così come la magìa della musica lo è per il cinema - è stata la volta di Kurt Deketelaere, Segretario generale della LERU - l'associazione delle Università di ricerca europee della quale la Statale è membro, unico ateneo italiano. Nel suo intervento, dal titolo "The Role of European Research-Intensive Universities in the Post-Truth Society", Deketelaere ha richiamato la responsabilità delle università europee nel riaffermare la guida del ragionamento razionale, di una visione fondata sull'evidenza scientifica dei fatti, in uno scenario che da più versanti vede l'emergere di preoccupanti tentazioni irrazionalistiche.

Concluso il momento più propriamente riservato all'apertura dell'anno accademico, la seconda parte della mattinata è stata dedicata alla cerimonia di conferimento della laurea magistrale honoris causa in "Scienze della musica e dello spettacolo" a Ennio Morricone.

Molto emozionato e come sempre accompagnato dalla moglie Maria, personalità tra le più significative del mondo musicale contemporaneo e tra le più universalmente celebrate, il Maestro Morricone è stato insignito della laurea magistrale in Scienze della Musica e dello Spettacolo, su proposta del Dipartimento di Beni culturali e ambientali, con la seguente motivazione: "Per aver svolto un ruolo decisivo nell'allargare i confini del pensiero musicale innanzi tutto attraverso il suo lavoro di scrittura, capace come pochi di mettere in relazione universi espressivi lontanissimi tra loro".

Nella laudatio, Cesare Fertonani, professore di Musicologia e storia della musica, ha sottolineato la visione di ampio respiro sviluppata da Morricone, compositore ma anche uomo di cultura dai moltissimi interessi, in cui il "fare musica si colloca in una multiforme dimensione sociale, etica e culturale oltre che propriamente estetica", una prospettiva sempre "aperta al rapporto con le altre forme di espressione, al confronto con il pubblico, alla riflessione sulla natura stessa della creatività artistica".

"È nell’organicità e nell'unicità di stampo di musica «assoluta» e musica «applicata» - due ambiti che in lui si illuminano reciprocamente - la sigla più profonda ma anche la qualità più specifica dell'arte di Morricone - ha ricordato Fertonani. Una integrazione assicurata da elementi che ricorrono in tutta la sua attività: "La saldissima tensione morale dell'atto compositivo, l'impulso costante alla sperimentazione linguistica, l'unitarietà delle tecniche di scrittura, la fiducia nelle potenzialità non soltanto espressive, emozionali e comunicative ma anche utopiche della musica e, non certo ultima, un'idea di contemporaneità antidogmatica e antiideologica e dunque quanto mai inclusiva e flessibile". Ripercorrendo il suo lavoro nel continuo "doppio movimento" tra "assoluto" e "applicato" - nelle tecniche compositive così come nelle dimensioni espressive -  la sua vocazione nell'unire le diversità si traduce  nella "grande lezione di onestà, tolleranza e democrazia di una musica che si apre al mondo, alla società e alle sue complesse esigenze di significazione e comunicazione, di una musica che non teme di confrontarsi con l'alterità, con il trascorrere del tempo e con le profonde trasformazioni tecnologiche e culturali, sempre salvaguardando la proprie ragioni di poetica e la propria libertà di espressione". Questa la ricchezza di un talento e di una personalità che - ha sottolineato Fertonani in chiusura - "come pochissimi altri compositori del nostro tempo ha avuto e ha la capacità dei grandi artisti di raggiungere un pubblico internazionale e, cosa ancora più difficile, transgenerazionale".

Infine, non poteva essere più consona al suo abito la lectio magistralis scelta dal Maestro Morricone: il brano originale di sua composizione Varianti per Ballista Antonio Canino ?Bruno, eseguito in prima assoluta dagli amici pianisti, Antonio Ballista e Bruno Canino, e a loro dedicato. Il brano è stato illustrato tra la prima e la seconda esecuzione (una ripetizione desiderata dal Maestro a beneficio della fruizione del pubblico) dallo stesso Morricone, ringraziato dall'ovazione di una commossa Aula Magna, forse mai così affollata, anche di appassionatissimi musicisti.

 

A chiusura della cerimonia l'Orchestra dell'Università degli Studi di Milano, diretta da Alessandro Crudele, ha eseguito di Ennio Morricone, Tema di Debora (dalla colonna sonora del film C'era una volta in America).

 

Per informazioni
Università degli Studi di Milano
inaugurazione@unimi.it