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Disciplina dei Corsi di perfezionamento e altri servizi didattici integrativi e dei Corsi per master

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Disciplina dei Corsi di perfezionamento e altri servizi didattici integrativi e dei Corsi per master

Art. 30 - Corsi di perfezionamento

  1. L’Università promuove, anche in collaborazione con altri enti e soggetti, pubblici e privati, corsi di perfezionamento e di aggiornamento che, senza dare luogo, per le loro diverse caratteristiche, ai master universitari di cui al successivo art. 31, provvedano comunque allo sviluppo e all’addestramento di competenze e capacità di livello superiore.
  2. Salvo casi regolati in maniera specifica, le proposte di accensione di corsi di perfezionamento, comprensive del piano finanziario e dell’indicazione delle modalità di attivazione degli insegnamenti, sono avanzate dalle singole Facoltà, o da più Facoltà, anche su iniziativa di Dipartimenti ed Istituti, e sono approvate, per le rispettive competenze, dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione.
    Le proposte vanno deliberate dagli organi proponenti nell’anno accademico antecedente quello di svolgimento, di norma entro il 31 marzo.
  3. Le attività di cui sopra possono essere organizzate anche in forme consorziate, previa la stipula di convenzioni e accordi con enti e soggetti esterni.
    Esse sono di norma finanziate con i contributi richiesti ai partecipanti e con gli eventuali apporti degli enti e soggetti esterni, secondo le disposizioni previste dal Regolamento d’Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, anche prevedendo agevolazioni per i partecipanti meritevoli.
  4. Le mansioni eventualmente prestate dai docenti dell’Ateneo per le attività inerenti ai corsi di perfezionamento, ove non comprese nel monte ore annuo previsto per le attività di insegnamento, possono dare luogo, ad emolumenti specifici, ai sensi della vigente normativa.

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Art. 31 - Corsi per master universitari

  1. L'Università promuove secondo la normativa vigente, e nel rispetto delle disposizioni che seguono, corsi di perfezionamento scientifico e di alta qualificazione formativa, funzionali allo sviluppo di più elevate capacità applicative e professionali e ad una migliore preparazione agli esiti occupazionali dei frequentanti.
    Alla conclusione dei suddetti corsi sono rilasciati i titoli di master universitario di primo o di secondo livello secondo quanto determinato dalla normativa nazionale in materia.
    I corsi costituiscono parte integrante della offerta didattica delle Facoltà ovvero rispondono a finalità di formazione permanente e sono rivolti a chi abbia conseguito la laurea o la laurea magistrale. La laurea conseguita secondo gli ordinamenti in vigore anteriormente all’applicazione del DM n. 509/1999 è titolo di ammissione ai corsi sia di primo sia di secondo livello.
    I corsi di master rientrano tra le attività ordinarie delle Facoltà, che devono conseguentemente sovrintendere al loro buon esito, raccordandolo con le attività complessive che fanno loro capo.
    Le denominazioni "master universitario" e "master dell'Università degli Studi di Milano" si applicano esclusivamente ai corsi organizzati ai sensi delle disposizioni che seguono.
  2. I corsi per master universitari sono comprensivi di attività didattica frontale e di altre forme di addestramento, di studio guidato e di didattica interattiva, di livello adeguato al grado di perfezionamento e di formazione che si intende perseguire, per un numero di ore complessivamente non inferiore a 500, distribuite di norma sull'arco di almeno sei mesi e comunque in modo da garantire un efficace apprendimento, accompagnate da un periodo di tirocinio, funzionale, per durata e per modalità di svolgimento, ai medesimi obbiettivi.
    All'insieme delle attività suddette, integrate con l'impegno da riservare allo studio e alla preparazione individuale, corrisponde l'acquisizione da parte degli iscritti di almeno 60 crediti complessivi, oltre a quelli acquisiti per conseguire la laurea o la laurea magistrale.
    Il conseguimento del master universitario è subordinato al superamento di una prova finale di accertamento delle competenze complessivamente acquisite, tenuto anche conto dell'attività di tirocinio.
    La prova finale è pubblica e si svolge davanti a una commissione composta da cinque docenti designati dalla Facoltà proponente il master, dei quali almeno uno non componente del Comitato ordinatore di cui al successivo punto 5.
  3. La frequenza da parte degli iscritti alle varie attività di pertinenza del corso per master è obbligatoria ed è verificata secondo le modalità stabilite per ciascun corso.
    Possono avere accesso alla prova finale solo gli iscritti che abbiano partecipato ad almeno i due terzi delle attività formative previste.
    Il conseguimento dei crediti corrispondenti all'articolazione delle varie attività di perfezionamento e di addestramento è subordinato a verifiche periodiche, debitamente registrate, di accertamento delle competenze acquisite in relazione agli ambiti seguiti.
    Le verifiche periodiche di profitto e la prova finale non danno luogo a votazioni, ma solo a un giudizio di approvazione o di riprovazione, con conseguente ripetizione, in questo caso, della prova.
  4. Date le caratteristiche di questa particolare tipologia formativa, è quanto mai importante che, sia nella fase di progettazione, sia in quelle successive, si ricerchi uno stretto rapporto con i settori produttivi e professionali che possano avere un più diretto interesse allo svolgimento ed alla riuscita del master, e siano eventualmente disponibili ad accogliere gli iscritti per le attività di stage e di tirocinio. Iniziative funzionali in questa prospettiva andranno condotte e sviluppate sia a livello di Ateneo, sia da parte delle Facoltà e dei singoli settori interessati.
  5. Le responsabilità del coordinamento di ciascun corso per master sono assunte da un coordinatore e da un comitato ordinatore, composto da un minimo di sei membri, almeno tre dei quali docenti di ruolo in servizio presso l'Ateneo, i quali svolgano per il master una significativa attività formativa corrispondente per ognuno all’erogazione di non meno di tre crediti. Possono farne parte docenti in servizio presso altre università, anche estere, ed esperti esterni di alta qualificazione, nonché rappresentanti degli ambiti professionali e produttivi più direttamente interessati agli obiettivi formativi del corso.
    La responsabilità di coordinatore, che non implica obbligatoriamente lo svolgimento diretto di attività formative per il master, può essere attribuita a un docente dell’Ateneo per un solo master ogni anno.
    Compete alla Facoltà o alle Facoltà che hanno proposto l’attivazione del corso per master designare il professore coordinatore unitamente ai componenti del comitato ordinatore, nonché eventuali altre figure, individuate tra i docenti esterni, alle quali attribuire specifiche funzioni in relazione alle esigenze. Le eventuali variazioni nella composizione del comitato ordinatore e nella designazione del coordinatore devono essere parimenti deliberate dalle medesime Facoltà.
    I corsi per master devono prevedere l’apporto di un numero adeguato e diversificato di competenze. Alla realizzazione di ogni corso devono concorrere di norma non meno di dieci tra docenti in servizio presso l’Ateneo ed esperti esterni.
  6. Le attività del master sono annotate dai docenti responsabili di ciascun modulo o attività su un apposito registro predisposto dall’Amministrazione, tenuto a disposizione nella sede di svolgimento del master e controfirmato dal coordinatore, che provvederà a trasmetterlo al Preside a conclusione delle attività (prova finale compresa), unitamente alla sua relazione conclusiva sullo svolgimento del corso.
  7. Le proposte di accensione di nuovi corsi per master o di riattivazione di master già funzionanti sono avanzate dalle singole Facoltà, o da più Facoltà, e sono approvate, per le rispettive competenze, dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione.
    Ciascuna proposta deve illustrare gli obiettivi formativi del master e le funzioni professionalizzanti ad esso attribuite in relazione al particolare settore occupazionale al quale il master si riferisce e all’offerta didattica di primo o di secondo livello alla quale si raccorda, ovvero precisare le finalità del corso nel quadro delle possibili iniziative di formazione avanzata permanente dell’Ateneo.
    Le proposte vanno deliberate dagli organi proponenti nell'anno accademico antecedente quello di svolgimento entro il 31 marzo.
  8. Ciascuna proposta di attivazione di un corso per master deve altresì indicare, seguendo la modulistica predisposta dai competenti uffici dell’Ateneo:
    a) il piano articolato degli insegnamenti e delle altre attività formative e di perfezionamento e dei tirocini e la suddivisione dei relativi crediti, anche ai fini di eventuali riconoscimenti in altri percorsi di studio;
    b) le modalità di svolgimento e la periodicità delle verifiche di profitto;
    c) il carattere e i contenuti della prova finale;
    d) una chiara e sicura previsione delle attività di stage e tirocinio: e, questo, sia con riferimento alle loro caratteristiche, sia con riferimento agli enti presso i quali esse si svolgeranno. Alla proposta devono essere acclusi gli accordi eventualmente già sottoscritti o le lettere di intenti degli enti interessati o qualsiasi altra documentazione dalla quale si possano dedurre sicure garanzie circa il loro effettivo e soddisfacente svolgimento. Nel caso di corsi di master già attivati in passato, la proposta deve elencare i tirocini svolti nella precedente o nelle precedenti edizioni;
    e) la sede o le sedi di svolgimento delle attività e le risorse strutturali (aule didattiche, aule informatiche, laboratori, biblioteche ed altro) da impiegare, che ne garantiscano la piena funzionalità;
    f) il periodo di svolgimento del corso, ferme restando le date d’inizio (di norma non più di due per ogni anno accademico) stabilite dal Senato Accademico;
    g) il numero dei possibili iscritti da ammettere, determinato tenendo conto della disponibilità di risorse di docenza, di risorse strutturali e strumentali, nonché dei tirocini attivabili in rapporto agli obiettivi formativi del corso. Nel caso di una quantità di iscrizioni ridotta rispetto al numero potenziale degli iscrivibili, la valutazione circa l’attivazione o meno del master è demandata agli organi di governo dell’Ateneo in relazione agli equilibri economici dell’iniziativa;
    h) le modalità di ammissione al master;
    i) i titoli di studio richiesti per l'ammissione;
    l) in relazione al piano didattico di cui alla lettera a), le previsioni della docenza da impiegare nelle attività formative, comprendendovi sia personale in servizio presso l’Ateneo, sia personale in servizio presso altro Ateneo (fatto salvo il nulla osta dello stesso), sia (e, per certe attività, soprattutto) esperti esterni disponibili a collaborare allo svolgimento del corso, dalle adeguate competenze e con professionalità pienamente funzionali alle esigenze del master, così come attestate dai loro curricula. Per il personale in servizio presso l’Ateneo occorre specificare, nel rispetto delle norme in vigore, se l’attività prestata per il master rientri nei suoi impegni istituzionali o sia da considerare come compito aggiuntivo eventualmente da retribuire;
    m) l’indicazione degli insegnamenti e delle altre attività formative stabilite dal piano di cui alla lettera a), per le quali si deve eventualmente ricorrere a collaborazioni a contratto, secondo le procedure stabilite al riguardo dai Regolamenti di Facoltà per i corsi di laurea e di laurea magistrale e le eventuali determinazioni specifiche del Senato Accademico;
    n) i costi previsti e gli eventuali finanziamenti assicurati da soggetti esterni o direttamente dalla Facoltà o da altre strutture interne all’Ateneo. La valutazione della compatibilità finanziaria del master è compiuta direttamente dagli organi di governo dell’Ateneo in relazione alla valenza e alle funzioni del corso proposto;
    o) gli eventuali enti e soggetti esterni disposti a collaborare a vario titolo allo svolgimento del corso;
    p) le eventuali agevolazioni previste per i partecipanti meritevoli;
    q) una ipotesi di contributo d’iscrizione, fermo restando che compete al Consiglio di Amministrazione stabilirne l’ammontare;
    r) per i master di area medica, l'avvenuta autorizzazione della direzione generale delle aziende o delle strutture ospedaliere pubbliche o private, in cui si svolgono le attività formative, allo svolgimento da parte degli allievi del master medesimo di tutte le attività cliniche, diagnostiche e strumentali, anche su pazienti, che siano previste nel programma formativo;
    s) ogni eventuale altro elemento richiesto dal Senato Accademico.
  9. L’indicazione delle effettive attività di tirocinio di cui alla lettera d) del punto 8 costituisce uno degli elementi salienti di ogni proposta di master, anche ai fini della sua approvazione da parte degli organi di governo dell’Ateneo. Tale indicazione dovrà in ogni caso essere assicurata e verificata dal Preside o dai Presidi delle Facoltà promotrici del master entro la conclusione della prima metà del percorso formativo.
    Eventuali variazioni nel piano didattico e nella composizione della docenza che si rendessero necessarie in corso d’anno sono approvate dal Preside o dai Presidi delle Facoltà interessate, sentiti i rispettivi Consigli.
  10. Le modalità di funzionamento dei corsi per master sotto il profilo amministrativo, della gestione delle iscrizioni e delle carriere e di ogni altro aspetto, anche inerente all’acquisizione e al funzionamento di strumentazione e attrezzature, sono determinate dai competenti organi di governo e amministrativi dell’Ateneo nel quadro delle norme e delle procedure generali in vigore.
    Disposizioni particolari possono essere determinate dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, per quanto di competenza, in relazione a corsi organizzati con finanziamenti regionali e derivanti dal Fondo sociale europeo, qualora la normativa relativa, non di competenza dell’Ateneo, lo richieda.
  11. Concluso il corso, il coordinatore redige una relazione sulle attività svolte, allegandovi le valutazione delle stesse espresse dagli studenti frequentanti, raccolte ai sensi delle disposizioni dell’Ateneo in materia. La relazione va trasmessa al Preside o, nel caso di corso interfacoltà, ai Presidi, per l’esame delle Facoltà che hanno promosso l'attivazione del corso. Nel caso in cui venga richiesta l'attivazione del medesimo corso per master in un anno successivo, la relazione, che, qualora il corso non si sia ancora concluso, riguarderà solo la parte effettivamente svolta, va allegata alla relativa proposta.
  12. Le attività di ciascun corso per master sono oggetto di valutazione, secondo le modalità stabilite dal relativo Nucleo di Ateneo, al quale vanno trasmessi i questionari di valutazione somministrati agli iscritti e da loro compilati, nonché la relazione sulle attività svolte stesa dal coordinatore. Il giudizio positivo del Nucleo di valutazione è condizione per l’eventuale riattivazione del master l’anno successivo.
  13. Ferma restando l'autosufficienza ai fini didattici e del riconoscimento finale di ciascun corso per master attivato, possono essere previsti corsi organizzati in maniera seriale e coordinata su due distinte annualità, che possano dar luogo, per chi le abbia seguite entrambe, a riconoscimenti assimilabili, in particolare a livello internazionale, a quelli riservati a corsi di durata biennale.
    I corsi per master possono essere organizzati anche in forma consorziata, previe convenzioni ed accordi con enti e soggetti esterni, anche stranieri, nel rispetto delle disposizioni, per quanto compatibili, di cui al presente articolo.

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