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TITOLO V - Centri di ricerca e strutture di servizio

Art. 47 - Centri dell’Ateneo

  1. Per esigenze collegate alle funzioni istituzionali dell’Ateno che richiedano la costituzione di strutture operative specifiche, dotate di autonomia nei limiti determinati dal presente Statuto e dai Regolamenti d’Ateneo, e comunque nel rispetto del principio della semplificazione dell’organizzazione interna, il Consiglio di amministrazione, previo parere obbligatorio del Senato accademico, eventualmente su proposta dei Dipartimenti interessati, può deliberare la costituzione di Centri con cartatteristiche di stabilità in relazione alle attività e ai servizi svolti ovvero di durata pluriennale, rinnovabile.
    I Centri dell’Ateneo sono costituiti con decreto rettorale.
  2. Le norme per la costituzione, l’organizzazione e il funzionamento dei Centri dell’Ateneo sono fissate, per i rispettivi ambiti di competenza, dal Regolamento generale d’Ateneo e dal Regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, nonché, per gli aspetti più specifici, dal Regolamento di ciascun Centro.
    Il Regolamento di ciascun Centro ne definisce le finalità, prevede le modalità operative del Centro, ne determina il grado di autonomia gestionale e l’eventuale durata, stabilisce gli organi che gli sono preposti, tenuto conto delle sue funzioni e specificità e del necessario raccordo con l’articolazione organizzativa e funzionale dell’Amministrazione centrale. Devono comunque essere previsti un organo di indirizzo, un Presidente e/o un Direttore scientifico e un Coordinatore responsabile degli aspetti tecnici e organizzativi, scelto di norma fra il personale tecnico-amministrativo di elevata professionalità e di profilo pertinente. 
    I Regolamenti dei Centri d’Ateneo sono approvati dal Senato accademico previo parere favorevole del Consiglio di amministrazione; i Regolamenti dei Centri interdipartimentali o integrati sono approvati dai Dipartimenti interessati e dal Senato accademico, previo parere favorevole del Consiglio di amministrazione; i Regolamenti dei Centri convenzionati sono approvati dal Dipartimento o dai Dipartimenti interessati e dal Senato accademico, previo parere favorevole del Consiglio di amministrazione. Le eventuali modifiche sono deliberate con le medesime procedure.
  3. Tutti i Centri dell’Ateneo sono sottoposti alla verifica, di norma ogni triennio, del Nucleo di Valutazione.
  4. Il Presidente o Direttore scientifico di ciascun Centro è tenuto a trasmettere al Senato accademico e al Consiglio di amministrazione, nonché ai Dipartimenti interessati se il Centro è interdipartimentale, una relazione annuale sull'attività svolta, approvata dall’organo di indirizzo.
  5. Gli articoli che seguono definiscono i modelli di riferimento per ciascuna tipologia di Centro. 
    La durata dei Centri di cui agli articoli 48, 50 e 51 è limitata al periodo stabilito all’atto della loro costituzione e può essere rinnovata sulla base dei risultati conseguiti e del permanere di finalità che lo giustifichino, secondo le medesime procedure seguite nella loro costituzione, subordinatamente alla verifica positiva da parte del Nucleo di Valutazione.

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Art. 48 - Centri interdipartimentali di ricerca

  1. I Centri interdipartimentali di ricerca possono essere costituiti per sostenere e potenziare attività di ricerca di rilevante impegno, su progetti di durata pluriennale e che coinvolgano le attività di professori e ricercatori afferenti a più Dipartimenti.
    La costituzione dei Centri può essere connessa alla partecipazione a progetti scientifici promossi da enti pubblici di ricerca o ad altre ricerche che l'Università svolga sulla base di contratti o convenzioni.
  2. Le risorse di personale, finanziarie e di spazi per lo svolgimento dell'attività devono essere garantite dai Dipartimenti che promuovono la costituzione del Centro; a tali Dipartimenti  compete altresì di definire nella proposta costitutiva la composizione degli organi preposti al  coordinamento del Centro. Le risorse per il funzionamento possono provenire anche da enti esterni, secondo la normativa stabilita nel Regolamento d'Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità.

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Art. 49 - Centri funzionali

  1. I Centri funzionali di Ateneo, comunque denominati, possono essere costituiti in relazione a obiettivi e funzioni di elevato impegno e qualificazione, non riconducibili ad altri organismi dell’Università, assicurando le necessarie risorse finanziarie e di personale.
    Qualora le risorse siano assicurate in tutto o in parte da Dipartimenti, il Centro si configura come Centro interdipartimentale o come Centro integrato supportato sia dall’Ateneo sia dai Dipartimenti interessati, secondo le condizioni stabilite alla sua costituzione o deliberate successivamente.
  2. Possono essere costituiti Centri funzionali d’Ateneo, interdipartimentali o integrati, per funzioni quali quelle:
    1. collegate ad attività coordinate di supporto delle funzioni istituzionali dell’Ateneo che comportino un rilevante impegno gestionale anche rivolto all’esterno e che possano anche implicare l’utilizzazione di apparati tecnici di particolare complessità;
    2. che si riferiscano alla conservazione, utilizzazione e valorizzazione, anche con la promozione di specifiche attività, di nuclei omogenei e di particolare rilevanza e pregio del patrimonio bibliografico, archivistico, strumentale e museale dell’Ateneo, ovvero dei suoi orti botanici;
    3. che implichino la gestione coordinata di grandi attrezzature e di laboratori scientifici di alta complessità di interesse di uno o più Dipartimenti, di Centri interdipartimentali di ricerca e di gruppi di ricerca interni all’Ateneo, fatte salve le eventuali, ulteriori utilizzazioni, purché non a detrimento degli utenti istituzionali, sulla base di convenzioni o a condizioni da concordare, da parte di soggetti esterni. 
    4. che implichino la gestione centralizzata a fini scientifici e didattici di strutture tecniche e specialistiche per lo studio, la diagnosi e la cura delle malattie degli animali, lo studio delle pratiche di allevamento, la gestione di terreni agricoli e delle coltivazioni di pertinenza con i relativi immobili per la ricerca e la sperimentazione agraria, secondo il modello previsto dalla legge 9 dicembre 1985, n. 705.
      I Centri funzionali possono svolgere attività rivolta all’esterno e in conto terzi, secondo le norme in vigore.
      I Centri si avvalgono di dotazioni di personale tecnico-amministrativo in relazione alle rispettive specifiche funzioni.

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Art. 50 - Centri di servizio

  1. Per l’erogazione di servizi in ambiti o settori specifici, che richiedano la disponibilità di personale dedicato, l’Università può costituire, su proposta del Direttore generale, appositi Centri di servizio, di Ateneo o interdipartimentali.
    I Centri di servizio si avvalgono di dotazioni di personale tecnico-amministrativo in relazione alle rispettive specifiche funzioni.

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Art. 51 - Centri di ricerca convenzionati

  1. I Centri di ricerca convenzionati possono essere costituiti su iniziativa di professori e ricercatori, previa acquisizione di finanziamenti provenienti da enti pubblici e privati o da privati.
  2. I Centri di ricerca convenzionati sono costituiti per una durata non superiore a sei anni e sono rinnovabili.
    Nel caso in cui la valutazione delle attività del Centro da parte del Nucleo di valutazione non sia positiva, il Consiglio di amministrazione, previo parere del Senato accademico, può deliberare di non rinnovare il Centro al termine della durata prevista ovvero di scioglierlo anticipatamente.

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Art. 52 - Spin off universitari

  1. Coerentemente con i criteri e gli obiettivi di cui al secondo capoverso del quarto comma dell’articolo 2 del presente Statuto e nel rispetto della normativa vigente in materia, l’Università favorisce la costituzione di società con caratteristiche di spin off o di start up universitari che abbiano come scopo lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi o processi produttivi mediante l’utilizzazione imprenditoriale delle competenze, delle conoscenze e dei risultati delle attività istituzionali, anche prevedendo che professori e ricercatori a tempo pieno dell’Ateneo vi assumano responsabilità formali.
    La normativa specifica relativa alle modalità di costituzione e di partecipazione alle società in questione, alle attività e all’impegno temporale dei proponenti in favore delle stesse, ai rapporti da instaurare con l’Ateneo e alle regole volte a prevenire i conflitti di interesse è determinata, ai sensi della normativa in vigore, da un apposito Regolamento, approvato dal Consiglio di amministrazione, previo parere obbligatorio del Senato accademico.
  2. La costituzione di spin off o di start up universitari deve essere comunque giustificata dalla presenza e dall’apporto di competenze distintive presenti in Ateneo e non deve creare conflitti di interesse con le attività istituzionali e con le strutture che in esso operano. L’Ateneo può porre temporaneamente a disposizione delle società in questione proprie risorse, sulla base di una apposita convenzione.
  3. La partecipazione dell'Ateneo alle suddette società è sistematicamente monitorata e può essere favorita da iniziative, intraprese anche in collaborazione con altri soggetti, volte a realizzare condizioni di contesto favorevoli attraverso incentivazioni quali attività di promozione, erogazione di servizi, incubazione in apposite strutture.

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Art. 53 - Centri e consorzi interuniversitari

  1. L'Università può promuovere o partecipare alla costituzione di Centri di ricerca o di servizi interuniversitari e a Consorzi interuniversitari per il perseguimento di finalità comuni sulla base di atti convenzionali approvati dal Consiglio di amministrazione, previo parere obbligatorio del Senato accademico, su proposta dei Dipartimenti interessati, secondo la normativa specifica fissata nel Regolamento generale d'Ateneo.ù
  2. L'Università può altresì promuovere o partecipare a consorzi o società consortili, a fondazioni e ad associazioni per il perseguimento di finalità connesse alle proprie funzioni istituzionali, secondo le modalità ed entro i limiti fissati dal Regolamento generale d'Ateneo e dal Regolamento d'Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità.
  3. Le modalità di partecipazione e di coinvolgimento dell’Università negli enti di cui ai due commi precedenti sono sottoposte a verifiche periodiche da parte del Consiglio di amministrazione, il quale, avendo acquisito il parere obbligatorio del Senato accademico e la motivata valutazione  del Nucleo di valutazione dell’Ateneo, accerta la congruità delle attività svolte rispetto agli obiettivi da perseguire e la coerenza delle risorse impiegate rispetto ai risultati ottenuti.

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Art. 54 - Sistema bibliotecario d'Ateneo

  1. L'Università promuove lo sviluppo del Sistema bibliotecario d'Ateneo, inteso come l’insieme delle strutture preposte alla conservazione, alla gestione, allo sviluppo e alla valorizzazione del patrimonio bibliotecario e documentale e all’accesso alle connesse risorse  on line di cui l’Ateneo ha la disponibilità. Ne sono parti integranti: a) la competente struttura dirigenziale preposta all’organizzazione generale e all’erogazione di servizi; b) le singole strutture bibliotecarie; c) un organo collegiale di indirizzo e di consulenza  denominato Commissione d’Ateneo per le Biblioteche. 
    Il Sistema bibliotecario d'Ateneo deve comunque configurarsi come un insieme di servizi coordinati e integrati, funzionali alle esigenze scientifiche e didattiche delle diverse aree disciplinari, organizzati e gestiti in modo da assicurare l’uso più efficace delle risorse. 
    Al Sistema bibliotecario d’Ateneo è attribuita una quota annua di risorse sui fondi di competenza del bilancio universitario, ai fini del suo  funzionamento, dell’incremento del patrimonio bibliografico e  del potenziamento delle strutture che lo compongono.
  2. L’Università favorisce il coordinamento delle strutture appartenenti al Sistema bibliotecario anche mediante l’attivazione di servizi centralizzati a livello di Ateneo, l'accorpamento e la razionalizzazione di compiti e funzioni, lo sviluppo e l’adeguamento delle tecnologie, la formazione e l'aggiornamento del personale addetto, fatte salve le competenze scientifiche e gestionali delle singole strutture bibliotecarie.
  3. L’Università promuove la costituzione di Biblioteche operanti come autonome strutture di servizio, anche con funzioni di raccordo per le strutture aggregate che non ne siano state ancora assorbite. Le Biblioteche autonome sono individuate sulla base di criteri oggettivi, riferiti alle dimensioni e alle condizioni di funzionamento. Le strutture scientifiche e didattiche di riferimento delle Biblioteche autonome sono i Dipartimenti delle aree interessate, fatte salve le eventuali funzioni di raccordo delegate ai Comitati di direzione delle Facoltà o Scuole per quanto di pertinenza 
    Le Biblioteche autonome sono rette da specifici Regolamenti predisposti dai Consigli ad esse preposti, approvati dal Senato accademico previo parere favorevole del Consiglio di amministrazione, sentiti i Dipartimenti interessati e la Commissione d’Ateneo per le Biblioteche. Ad esse compete una dotazione finanziaria annua a carico del bilancio universitario stabilita dal Consiglio di amministrazione, sulla base dei criteri definiti dal Senato accademico, cui si aggiungono gli eventuali contributi diretti da parte dei Dipartimenti  che usufruiscono dei suoi servizi, nonchè gli eventuali stanziamenti di enti esterni o di privati. Le Biblioteche in questione godono di autonomia gestionale nei limiti stabiliti dal Regolamento d'Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità e dispongono di personale in relazione alle varie funzioni da espletare, assegnato dal Consiglio di amministrazione.
  4. Le norme generali riguardanti le modalità di aggregazione e organizzative delle Biblioteche e le condizioni funzionali e dimensionali sulla cui base poter acquisire risorse finanziarie e di personale sono contenute nel Regolamento generale d'Ateneo; norme più specifiche possono essere contenute nei Regolamenti dei Dipartimenti. Il Regolamento generale d’Ateneo determina altresì le norme relative alla  direzione e alla gestione delle Biblioteche, prevedendo un figura di Direttore responsabile dell'organizzazione del servizio, del personale e della gestione amministrativo-contabile, un Consiglio di indirizzo  e un Direttore scientifico.
     Il Direttore responsabile della Biblioteca partecipa con diritto di voto alle riunioni del Consiglio del Dipartimento o dei Consigli di Dipartimento che operano quali strutture di riferimento della Biblioteca.
  5. La Commissione d'Ateneo per le Biblioteche ha compiti di indirizzo e programmazione del Sistema bibliotecario. La Commissione avanza pareri e proposte nei confronti degli organi accademici, anche con riferimento alla ripartizione annua delle risorse attribuite al Sistema bibliotecario, e predispone relazioni periodiche sulle condizioni di quest’ultimo. La Commissione elabora e trasmette al Senato accademico le linee di indirizzo e sviluppo del Servizio bibliotecario d'Ateneo, anche in relazione alla predisposizione del documento di programmazione triennale, e svolge ogni altra funzione riferita al Sistema bibliotecario stabilita dagli organi di governo dell'Ateneo.
  6. Il Regolamento generale d'Ateneo determina la composizione della Commissione, presieduta da un professore di ruolo designato dal Consiglio di amministrazione su proposta del Senato accademico.

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Art. 55 - Patrimonio storico, culturale e naturalistico

  1. L’Università provvede alla conservazione, al riordino e alla valorizzazione, nonché, ove possibile, all’incremento della documentazione di rilievo storico che la riguarda o avente comunque interesse in relazione ai suoi campi di attività, avvalendosi di una apposita struttura, denominata Archivio storico dell’Università degli Studi di Milano, dotata delle necessarie competenze, la cui configurazione è deliberata dal Consiglio di amministrazione, previo parere obbligatorio del Senato accademico, anche  tenuto conto delle tipologie organizzative di cui al presente Titolo.
  2. Raccolte, collezioni, orti botanici di valore storico, culturale e naturalistico posseduti o comunque detenuti dall’Università sono gestiti dai Dipartimenti di riferimento, che provvedono alla loro conservazione e valorizzazione, nonché, ove possibile, al loro incremento, garantendone la fruizione, ovvero assumono, su delibera del Consiglio di amministrazione, previo parere obbligatorio del Senato accademico, la configurazione organizzativa più consona con le loro caratteristiche, eventualmente anche museale, secondo le tipologie previste per i Centri funzionali di cui al presente Titolo.

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Art. 56 - Comitato per lo sport universitario

  1. Ai sensi della vigente normativa è costituito presso l’Ateneo il Comitato per lo sport universitario. Il Comitato promuove l'attività sportiva degli studenti e del personale universitario e sovrintende agli indirizzi di gestione degli impianti a disposizione e ai programmi di sviluppo delle varie attività. Il Comitato definisce, d’intesa con gli Enti locali, le modalità di utilizzo degli impianti sportivi di cui tali Enti hanno la disponibilità, predispone i programmi di edilizia sportiva e formula le relative proposte di finanziamento secondo quanto previsto dalle leggi in vigore.
  2. Il Comitato è costituito con decreto del Rettore, con mandato biennale rinnovabile, ed è composto:
    • dal Rettore o un suo delegato, con funzioni di Presidente;
    • da due membri designati dagli Enti sportivi universitari legalmente riconosciuti che organizzano l'attività sportiva degli studenti su base nazionale e internazionale;
    • da un docente e un rappresentante del personale tecnico e amministrativo designati dal Senato accademico;
    • da due studenti designati dalla Conferenza degli studenti;
    • dal Direttore generale o un suo delegato, anche con funzioni di segretario.
  3. L'attuazione e la realizzazione dei programmi di sviluppo delle attività sportive deliberati dal Comitato, nonché la gestione degli impianti sportivi universitari sono affidati, mediante convenzione, al Comitato Universitario Sportivo ovvero ad altri eventuali enti operanti nell’ambito dello sport universitario, individuati nel rispetto della normativa in materia di procedure di affidamento. Questi presentano ogni anno una relazione sulle attività svolte e sulla gestione delle risorse messe a disposizione dall'Università.

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