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Parte sesta - DISPOSIZIONI GENERALI  

Art. 53 - Attività su contratti e convenzioni

  1. Ai sensi della normativa in vigore le strutture dell’Ateneo possono, nel rispetto dei loro fini istituzionali e a condizione che non vi osti l’espletamento delle ordinarie e primarie funzioni didattiche e scientifiche, svolgere attività avvalendosi di risorse erogate da soggetti pubblici o privati, sulla base di contratti e convenzioni, anche su commissione. I contratti e le convenzioni possono avere per oggetto:
    1. attività di ricerca pura o applicata finanziata da terzi;
    2. attività di consulenza;
    3. attività di formazione;
    4. analisi e altre prove disciplinate da tariffari;
    5. attività cliniche in campo veterinario;
    6. cessione di risultati di studi o ricerche svolti in ambito universitario.
  2. Le strutture dell’Ateneo possono altresì promuovere la stipula di convenzioni per lo sviluppo di ricerche in collaborazione con soggetti pubblici o privati, ovvero al fine di avvalersi di strutture, attrezzature e servizi extrauniversitari per lo svolgimento di attività di ricerca o di supporto alla didattica.
  3. Per la realizzazione di ampi programmi di ricerca o di supporto alla didattica che siano di interesse di tutto l’Ateneo ovvero di parti rilevanti dello stesso, possono essere stipulate con soggetti pubblici e privati convenzioni-quadro che rinviino per la loro attuazione a successivi specifici accordi.
  4. Le strutture svolgono le attività in oggetto uniformandosi alle pertinenti norme del Regolamento d’Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, adottato ai sensi dell’art. 15 dello Statuto, alle disposizioni previste dal presente articolo e all’apposito Regolamento che disciplina le attività medesime, approvato dal Consiglio di amministrazione, previo parere del Senato accademico.

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Art. 54 - Invenzioni e brevetti

  1. In armonia con le vigenti disposizioni normative in materia, nel caso di risultati che diano luogo a invenzioni brevettabili, a modelli di utilità o ad altri titoli assimilabili suscettibili di tutela, raggiunti da personale docente o da personale tecnico-amministrativo universitario nell’adempimento delle mansioni attinenti ai rispettivi ruoli, nel corso di un’attività di ricerca svolta nell’Ateneo o anche all’esterno, tramite l’utilizzo di know-how, attrezzature e strutture universitarie, di finanziamenti e comunque di risorse economiche amministrate dall’Ateneo, di capacità, competenze e contributi di soggetti dipendenti dallo stesso, la titolarità dell’invenzione spetta all’inventore che può depositare una domanda di brevetto a nome proprio o cedere i diritti a terzi compresa l’Università. Ai fini dell’applicazione del presente comma, sono equiparati ai dipendenti universitari i soggetti non strutturati nei ruoli dell’Ateneo che operino a qualsiasi titolo nelle strutture universitarie per attività di ricerca.
  2. Appartengono all’Università le invenzioni scaturite da attività di ricerca finanziata in tutto o in parte da enti pubblici diversi dall’Università o da privati. Con riferimento a tali invenzioni l’Ateneo concorda in via preventiva con i soggetti finanziatori le modalità di esercizio della propria titolarità.
  3. Per le invenzioni suscettibili di tutela che derivino dall’esecuzione di attività di ricerca commissionata all’Ateneo da terzi, la titolarità spetta di norma in misura paritaria all’Università e al committente, fatta salva l’opzione riconosciuta al committente al trasferimento dei diritti di sfruttamento commerciale in regime di esclusività, a fronte dell’assunzione da parte dello stesso delle spese di brevettazione e del riconoscimento a favore dell’Ateneo di un corrispettivo distinto da quello previsto per l’esecuzione dell’attività di ricerca. L’assegnazione diretta dei risultati al committente potrà essere considerata in relazione a contributi inventivi, apporti di background tecnologico e/o di personale significativamente diversi tra le parti. I contratti stipulati tra l’Ateneo e il committente devono regolamentare il regime giuridico ed economico della brevettabilità dei risultati delle ricerche, salvaguardando in ogni caso il diritto morale degli inventori. Ricadono nella fattispecie di cui al presente comma anche le attività di consulenza commissionate, quando esse, per la natura e le caratteristiche che rivestono, possano generare risultati brevettabili.
  4. Negli accordi di valorizzazione dei risultati della ricerca sotto forma di iniziative imprenditoriali partecipate dall’Università, la disciplina relativa alle invenzioni brevettabili tiene conto dell’interesse strategico dell’Ateneo a instaurare rapporti stabili e certi di collaborazione e/o alla valorizzazione in chiave imprenditoriale di risultati non altrimenti sviluppabili.
  5. Per le invenzioni che abbiano origine da attività svolta nell’ambito di convenzioni di collaborazione scientifica stipulate dall’Ateneo con soggetti terzi, è previsto, di norma, un regime di comproprietà industriale a pari quota, salvo che si possa evidenziare in modo chiaro una diversa ripartizione della titolarità, motivata dall’accertato diverso contributo inventivo al raggiungimento del risultato prestato da ciascuna parte. Per la definizione del modello di determinazione delle quote di titolarità delle invenzioni generate presso soggetti terzi con il coinvolgimento di personale dell’Ateneo ospitato su base convenzionale presso detti soggetti, sarà considerato altresì l’apporto, in termini di dotazione infrastrutturale, messo a disposizione del personale universitario.
  6. Un’apposita Commissione, nominata con mandato triennale rinnovabile consecutivamente una volta sola, dal Consiglio di amministrazione, su proposta del Rettore, sentito il Senato accademico, esprime le proprie valutazioni di congruità, anche nella forma di pareri preventivi, sulle proposte di brevetto avanzate dai responsabili, sui brevetti depositati ogniqualvolta si renda necessario, sulle clausole riguardanti la proprietà industriale contenute nei contratti di ricerca commissionata, di valorizzazione dei brevetti e negli accordi di ricerca e convenzioni con altri enti, nonché su ogni altro aspetto che attenga alla materia, ivi inclusi i rapporti di rilevanza strategica con l’industria per la valorizzazione di risultati della ricerca universitaria.
  7. La Commissione per i brevetti prevista al comma precedente è composta da esperti, docenti dell’Ateneo, o esterni, in possesso di comprovata competenza nella materia in oggetto sotto i diversi profili: scientifico (con particolare riguardo ai settori più direttamente interessati ad ipotesi di brevettabilità), giuridico ed economico, in numero compreso tra cinque e sette. La Commissione è presieduta da un professore in servizio nominato dal Consiglio di amministrazione, su proposta del Rettore, sentito il Senato accademico, contestualmente alla nomina degli esperti. Fa parte della Commissione il Direttore del Centro di Ateneo per l’Innovazione e il Trasferimento tecnologico. Alle riunioni della Commissione partecipa di diritto il Prorettore delegato al Coordinamento e alla promozione della ricerca.
  8. Per valutazioni di particolare complessità, la Commissione per i brevetti si può avvalere di qualificati esperti della materia ovvero di professionisti iscritti all’Albo dei consulenti in proprietà industriale.
  9. Tutte le questioni inerenti alla materia della proprietà industriale, comprese le modalità di funzionamento della Commissione per i brevetti, sono disciplinate da un apposito Regolamento approvato, previo parere del Senato accademico, dal Consiglio di amministrazione nel rispetto delle norme di legge, delle disposizioni contemplate dal presente articolo e del Regolamento d’Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità di cui all’art. 15 dello Statuto.

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Art. 55 - Pubblicazioni e diritti d’autore

  1. L'Ateneo è titolare del diritto patrimoniale d'autore sulle opere dell'ingegno di carattere creativo pubblicate a proprio nome, cura e spese. Il contenuto del diritto è quello previsto dalla normativa vigente a proposito della protezione del diritto alla utilizzazione economica dell'opera, con particolare riferimento al diritto di pubblicare, riprodurre e distribuire l'opera.
  2. L’Ateneo può, con fondi a disposizione del bilancio o con fondi di pertinenza dei Dipartimenti o di altre strutture interessate, contribuire in tutto o in parte alle spese per la pubblicazione di opere di proprio interesse per motivi di ordine scientifico, didattico o culturale, di cui gli sia stato ceduto in tutto o in parte il diritto allo sfruttamento economico da parte dell’autore o degli autori, secondo le modalità stabilite dall’apposito Regolamento approvato dal Consiglio di amministrazione, sentito il Senato accademico, che determina altresì la misura del compenso spettante all’autore o agli autori. Il Regolamento disciplina inoltre le procedure volte a dare attuazione al principio, affermato dallo Statuto, della libertà di accesso alla letteratura scientifica nel rispetto della tutela della proprietà intellettuale.
  3. Per la pubblicazione, la diffusione e la commercializzazione delle opere di cui ai precedenti commi è possibile stipulare, ai sensi della vigente normativa, del Regolamento d’Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità e del Regolamento previsto al comma 2, contratti di edizione o di distribuzione nei quali disciplinare tutti gli aspetti tecnici ed economici connessi.
  4. Sulle opere realizzate ai sensi dei commi 1 e 2 del presente articolo, l'Università può cedere in via non esclusiva a terzi, o all'autore stesso, il contenuto del proprio diritto di utilizzazione, secondo le modalità, i tempi e le condizioni previsti dal Regolamento indicato al comma 2, fatto salvo il diritto di deposito nell’Archivio Istituzionale della ricerca.
  5. L'Ateneo può, con fondi a disposizione del bilancio o con fondi di pertinenza dei Dipartimenti o di altre strutture interessate, sostenere in tutto o in parte le spese per la pubblicazione di opere di cui non abbia la titolarità del diritto alla utilizzazione economica, la cui diffusione sia tuttavia di interesse dell'Istituzione universitaria per motivazioni scientifiche, didattiche o culturali, secondo quanto previsto dal Regolamento di cui al comma 2. In questo caso deve essere convenuto con l’autore o gli autori il diritto dell’Ateneo a recuperare le spese sostenute per la pubblicazione sull’eventuale compenso corrisposto dall’editore all’autore o agli autori.
  6. Le pubblicazioni realizzate ai sensi del comma 1 del presente articolo devono riportare la denominazione dell'Università. Le pubblicazioni realizzate ai sensi del comma 2 devono, di norma, riportare la denominazione dell’Università e della struttura interessata; qualora ciò non sia possibile, deve essere indicato che le opere sono edite con il contributo dell’Ateneo. Per le pubblicazioni realizzate ai sensi del comma 5 deve essere indicato che esse sono edite con il contributo dell'Ateneo.

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Art. 56 - Uso degli spazi universitari

  1. Negli spazi universitari possono essere ospitate tutte le manifestazioni strettamente connesse con le attività didattiche, scientifiche e di ricerca universitarie promosse da docenti o strutture dell’Ateneo e quelle organizzate in applicazione dell'articolo 10, comma 2, dello Statuto, previa domanda motivata, inoltrata dal richiedente con le procedure e nei tempi indicati dal Regolamento per la concessione dei spazi, approvato dal Consiglio di amministrazione. In questi casi, compresi i casi in cui le manifestazioni di cui al presente comma siano organizzate in tutto o in parte con il contributo di enti pubblici o privati che non abbiano fini di lucro, gli spazi sono concessi a titolo gratuito, fatto salvo l’eventuale rimborso delle spese secondo le disposizioni previste dal predetto Regolamento. Qualora le suddette manifestazioni siano sostenute da enti pubblici o privati ovvero gli spazi siano richiesti da componenti interne per lo svolgimento di attività congressuali e altre manifestazioni culturali e si preveda che gli organizzatori concedano a loro volta gli spazi a fini espositivi, l’uso degli stessi è da intendersi a titolo oneroso, secondo le condizioni stabilite dal predetto Regolamento.
  2. L’Ateneo può concedere in uso temporaneo gli spazi interni ed esterni agli edifici universitari a soggetti pubblici e privati per lo svolgimento di attività e manifestazioni di carattere culturale, di eventi espositivi, di concorsi e selezioni ovvero per riprese fotografiche e cinematografiche, purché le iniziative non contrastino con le finalità istituzionali dell’Ateneo e sia salvaguardato in via prioritaria lo svolgimento delle ordinarie attività universitarie. Non possono essere concessi spazi per iniziative a carattere politico. Nei casi contemplati dal presente comma gli spazi universitari sono concessi esclusivamente a titolo oneroso secondo le tariffe contenute nel Regolamento previsto al comma 1, fatte salve le eccezioni di cui al successivo comma 4.
  3. I soggetti pubblici o privati interessati ad ottenere l’autorizzazione all’uso temporaneo di spazi dell’Ateneo devono rivolgere richiesta formale seguendo le modalità e i termini specificati nel predetto Regolamento. In caso di accoglimento della richiesta il soggetto è chiamato a sottoscrivere apposito contratto per la concessione d’uso. La concessione in uso degli spazi e dei locali dell’Università comporta il rispetto e il corretto uso degli stessi e degli arredi e attrezzature in dotazione da parte del soggetto utilizzatore.
  4. In casi particolari e motivati, l’uso temporaneo degli spazi universitari da parte di soggetti esterni può in via eccezionale essere autorizzato a titolo gratuito o previo rimborso delle spese secondo le disposizioni impartite dall’apposito Regolamento.

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Art. 57 - Uso del logo dell’Università

  1. Il logo dell'Università riproduce un'immagine di Minerva, a rappresentazione della Sapienza, collocata sullo sfondo della Cà Granda, uno degli edifici più caratteristici della città di Milano, e circondata dalla scritta "Universitas Studiorum Mediolanensis".
  2. L’uso del logo è di competenza esclusiva e riservata dell'Ateneo, dei suoi Organi di governo e delle sue strutture scientifiche, didattiche, amministrative e di servizio, le quali sono tenute ad avvalersene in relazione alle loro attività istituzionali.
  3. L'autorizzazione all'utilizzo del logo dell'Università per inviti, manifesti e altro materiale riferito ad attività organizzate dalle strutture universitarie in collaborazione con altri enti pubblici o privati, purché connesse con le finalità istituzionali dell'Ateneo, è concessa dal Rettore, in connessione, quando se ne verifichino le circostanze, con l'applicazione delle norme, di cui al precedente articolo, sull'uso degli spazi universitari. Il Rettore può autorizzare l’uso del logo anche in relazione ad attività, atti od opere non gestiti direttamente dall’Ateneo, ma ai quali l’Ateneo partecipi in maniera determinante per il tramite delle proprie strutture, alle quali compete formulare la richiesta.
  4. L'uso del nome e del logo dell'Università in funzione di attività svolte da strutture dell'Ateneo in collaborazione con soggetti esterni non richiede l'autorizzazione preventiva del Rettore, quando dette attività derivino da accordi approvati dai competenti Organi di governo dell'Università.
  5. L'Università può altresì utilizzare il proprio logo autonomamente o in collaborazione con altri soggetti, ovvero concederne temporaneamente l'uso a terzi, per contrassegnare beni e oggetti da distribuire anche con finalità commerciali e di lucro. I relativi accordi di collaborazione e/o di concessione a terzi sono approvati dal Consiglio di Amministrazione e devono contenere condizioni che garantiscano un adeguato rientro economico a vantaggio del bilancio universitario.
  6. L'eventuale utilizzo a scopo pubblicitario da parte di terzi del nome dell'Università e di singole strutture universitarie ovvero di singole strutture universitarie, con o senza il parallelo uso del logo della stessa, può essere consentito dal Consiglio di amministrazione secondo le norme previste da uno specifico Regolamento, approvato dallo stesso Consiglio, che preveda le tipologie e l'entità dei relativi compensi a vantaggio del bilancio universitario. La concessione è comunque deliberata solo a condizione che non ne derivi nocumento al buon nome e all'immagine dell'Università.
  7. E’ di esclusiva pertinenza dell’Ateneo l’uso, per ragioni particolari, dei loghi precedentemente adottati, come formalizzati nelle previgenti norme regolamentari.

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Art. 58 - Attività culturali, sociali e ricreative

  1. In applicazione dell'articolo 10 dello Statuto, l'Ateneo promuove e favorisce, ai sensi della normativa in vigore, per il tramite di circoli e libere associazioni di dipendenti dell’Università regolarmente costituiti, lo svolgimento di attività culturali, sportive, sociali e ricreative in favore del proprio personale mediante l'apporto di specifiche risorse previste nel bilancio universitario. Le iniziative finanziate con fondi dell’Ateneo devono essere rivolte, senza alcuna distinzione, al complesso del personale come definito nel Regolamento previsto al successivo comma 3.
  2. I circoli e le libere associazioni di dipendenti devono operare come associazioni senza fine di lucro. L’impegno di coloro che vi collaborano deve essere gratuito e, fatto salvo il rimborso di specifiche spese, ai sensi del Regolamento di cui al comma 3, non deve gravare sui finanziamenti assegnati a valere sul bilancio universitario per l’organizzazione e la realizzazione delle attività in questione.
  3. Le risorse messe a disposizione dall’Ateneo per le finalità di cui al presente articolo sono utilizzate secondo le modalità stabilite da un apposito Regolamento approvato dal Consiglio di amministrazione, sentito il Senato accademico, sulla base degli accordi raggiunti con le organizzazioni sindacali in sede di contrattazione decentrata e di concerto con le associazioni previste ai precedenti commi. Le proposte avanzate dalla o dalle strutture associative sono vagliate da un’apposita Commissione nominata dal Rettore, i cui componenti sono individuati nell’ambito del Consiglio di amministrazione. L’assegnazione dei finanziamenti è disposta con decreto dello stesso Rettore.
  4. In conformità alla normativa in vigore, l’Università promuove e favorisce iniziative culturali, sociali, sportive e ricreative proposte dagli studenti dell’Ateneo, e rivolte, senza alcuna distinzione, alla generalità degli studenti, mediante l’apporto di specifiche risorse stanziate annualmente dal Consiglio di amministrazione, sulla base delle disponibilità di bilancio. Con apposito Regolamento approvato dal Consiglio di amministrazione, sentito il Senato accademico, sono stabiliti i requisiti per poter accedere ai finanziamenti in questione e disciplinate le modalità con le quali gli stessi sono conferiti.

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Art. 59 - Norme transitorie e finali

  1. Il presente Regolamento entra in vigore nei termini indicati all’articolo 14 dello Statuto.
  2. L’Ateneo e le sue strutture sono tenute ad uniformarsi al presente Regolamento entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, fatto salvo quanto diversamente disposto per specifiche situazioni nei pertinenti articoli.
  3. Sono fatti salvi i provvedimenti, anche regolamentari, adottati in conseguenza di procedure poste in essere in applicazione di norme approvate in via anticipata dai competenti Organi quali stralci dello stesso Regolamento.

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