Voi siete qui

TITOLO I - DISCIPLINA DELLE INVENZIONI CONSEGUITE NELL’ESECUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO E NELL’AMBITO DELL’ATTIVITA’ DI RICERCA

§ SEZIONE I – AMBITO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI

inizio pagina

Art. 1 - Oggetto della disciplina

 1. Sono disciplinati dal primo Titolo del presente Regolamento, in attuazione dell’art. 55 del Regolamento generale d’Ateneo e dell’art. 68 del Regolamento d’Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, tutti i risultati raggiunti da uno o più soggetti di cui all'art. 4, nel corso di un'attività di ricerca svolta nell’Università e rientrante nell’ambito dell’attività scientifica cui il personale stesso svolge nell’adempimento dei compiti attinenti al suo ruolo, suscettibile di protezione tramite un brevetto d'invenzione, un modello di utilità o altro titolo assimilabile. Rientrano anche nell’oggetto della disciplina le attività di ricerca svolte da soggetti di cui all'art. 4 all’esterno dell’Università.

inizio pagina


Art. 2 - Titolarità

 1. Nel rispetto dell’art. 65 del Codice della proprietà industriale (DL n. 30/2005), qualora la ricerca sia finanziata interamente dall’Università, la titolarità dell’invenzione spetta all’inventore che può depositare una domanda di brevetto a nome proprio o cedere i diritti a terzi compresa l’Università. Nel caso che gli inventori siano più d'uno, ciascuno di essi esercita questo diritto in modo indipendente.
 2. Nel caso in cui l’inventore non ceda i diritti di proprietà dell'invenzione all’Università, egli ha l’obbligo di dare comunicazione alla propria amministrazione dell’avvenuta cessione di tale proprietà a terzi e/o del deposito della domanda di brevetto entro 30 giorni dalla suddetta cessione o dal deposito stesso.
 3. Tutte le invenzioni scaturite da attività di ricerca finanziata in tutto o in parte da enti pubblici diversi dall’Università o privati, appartengono all’Università. La stessa, con riferimento alle invenzioni, negozia preventivamente con i soggetti finanziatori della ricerca le modalità di esercizio della propria titolarità.
 4. La disciplina si applica alle attività di ricerca svolte dai soggetti di cui al successivo art. 4 ovunque essi operino.

inizio pagina


Art. 3 - Nozione di “attività di ricerca svolta dall'Università”

 1. Si intende per “attività di ricerca” l’attività svolta, anche all'esterno dell'Ateneo, dai soggetti di cui all’art. 4, nell’esercizio delle proprie mansioni, avvalendosi di know-how, di attrezzature e strutture appartenenti all’Università e/o di finanziamenti e, comunque, di risorse economiche da quest’ultima amministrate, e/o di capacità, competenze e contributi inventivi di soggetti dipendenti dell’Università, salvo che sia diversamente disposto da norme o da clausole contrattuali disciplinanti l’attività in questione.

inizio pagina


Art. 4 - Nozione di “inventore universitario”

 1. Rientra nella qualifica di “inventore universitario” il personale dipendente docente e tecnico – amministrativo dell'Università degli Studi di Milano.
 2. Rientrano inoltre nella qualifica di “inventore universitario” soggetti non strutturati nei ruoli dell’Università che però collaborino a progetti di ricerca di quest'ultima quali, ad esempio: assegnisti, collaboratori, studenti, borsisti e dottorandi che abbiano espresso l'intenzione di cedere i propri diritti inventivi all'Università.

inizio pagina


§ SEZIONE II – PROCEDIMENTO DI BREVETTAZIONE - OBBLIGHI E FACOLTA’ DELL’INVENTORE

inizio pagina

Art. 5 - Obblighi di riservatezza

 1. L’inventore al quale non spetta la titolarità dell’invenzione, a norma di quanto stabilito dall'art. 2 comma 3, ha l’obbligo di agire nell’esercizio della propria attività di ricerca con la dovuta diligenza e di perseguire con scrupolo e rigore la tutela degli interessi dell’Università; ha altresì l’obbligo di osservare la massima riservatezza in ordine al progredire delle ricerche e ai risultati conseguiti; tale obbligo è esteso ad ogni altro soggetto che collabori a qualsiasi titolo alle ricerche stesse.
 2. L'inventore che a norma dell'art. 2 comma 1 sia titolare dell'invenzione e abbia manifestato la volontà di cedere all'Università i diritti sull'invenzione è tenuto ai medesimi obblighi di cui al comma precedente.
 3. Tutti i soggetti che partecipano alle procedure di brevettazione e/o trasferimento tecnologico, compresi i componenti del Consiglio della struttura cui afferisce l’inventore, sono tenuti ad osservare, nei reciproci rapporti e nelle modalità di comunicazione, la massima riservatezza, al fine di non recare danno agli eventuali diritti brevettuali connessi ai risultati inventivi di cui si tratta.

inizio pagina


Art. 6 - Procedimento di brevettazione – Diritto sussidiario dell’inventore a conseguire il brevetto

 1. L’inventore non titolare dell'invenzione, o il titolare che abbia già espresso l'intenzione di cedere la proprietà dell'invenzione all'Università, deve comunicare tempestivamente all'ufficio competente, mediante idonea documentazione, ogni risultato inventivo brevettabile e darne contemporaneo avviso al Direttore della struttura di appartenenza, il quale provvede ad informare il Consiglio della struttura stessa.
 2. Nel caso di più inventori, l'entità del contributo inventivo di ciascuno deve essere dichiarata al momento della presentazione della proposta all'ufficio competente.
 3. L'ufficio competente, raccolta la documentazione necessaria e completata la fase di istruttoria, trasmette al Presidente della Commissione per i brevetti, di cui al Titolo III del presente Regolamento, la documentazione fornita dall’inventore corredata da una relazione illustrativa, con l'obbiettivo di farla esaminare nella prima seduta utile della Commissione. Il Presidente stesso provvede a convocare la Commissione citata la quale esprimerà il proprio parere e formulerà la propria proposta in merito all'opportunità di brevettare. Tale proposta verrà sottoposta alla prima seduta utile del Consiglio di Amministrazione.
 4. Nel caso in cui gli organi di governo dell'Ateneo decidano di non procedere alla brevettazione, o altrimenti valorizzare l'invenzione a nome dell’Università, l’autore dell’invenzione può subentrare nel diritto di procedere alla brevettazione direttamente a proprio nome, assumendosi personalmente ogni spesa e tassa relative al brevetto e al suo mantenimento in vigore.
 5. L'Università potrà rinunciare all'acquisizione dell'invenzione, anche se già deliberato positivamente in merito, qualora, per cause non imputabili all'amministrazione, la domanda non sia stata depositata entro quattro mesi dalla delibera di approvazione.

inizio pagina


§ SEZIONE III - DIRITTI ED OBBLIGHI DELL’UNIVERSITÀ

inizio pagina

Art. 7 - Sfruttamento del brevetto e onere della riservatezza

 1. L’Università è tenuta a promuovere ogni azione ritenuta atta alla valorizzazione del brevetto stesso, sia esso già concesso o allo stato di domanda.
 2. Nell’esercizio dell’attività promozionale di cui al comma precedente, l’Università è tenuta a rispettare il regime di riservatezza da cui è coperta l’invenzione.

inizio pagina


Art. 8 - Corrispettivo dovuto all’Università in caso di valorizzazione del brevetto

 1. L'inventore che a norma dell'art.2 comma 1 sia titolare dell'invenzione e la brevetti a proprio nome o ceda il diritto a terzi diversi dall’Università, in caso di sfruttamento economico dell’invenzione, secondo l’art. 65 del Codice della proprietà industriale, è tenuto  a corrispondere all’Università una quota dei proventi, negoziabile tra il 30 ed il 50%.
 2. Tutti i contratti finalizzati alla valorizzazione dei brevetti dell’Università, tra cui i contratti di cessione o di concessione di licenze, esclusive o non esclusive, di sfruttamento degli stessi brevetti devono essere a titolo oneroso.
 3. Le condizioni, i termini ed i corrispettivi dei contratti di cui al comma 2 saranno oggetto di negoziazione tra l'Università e il contraente e dovranno essere approvati dal Consiglio d'Amministrazione.
 4. I contratti sopra indicati devono salvaguardare le aspettative di valorizzazione dell'Università e prevedere clausole di garanzia in tal senso, anche sotto il profilo economico, per il caso in cui il contraente conceda a propria volta a terzi diritti di sfruttamento commerciale sui brevetti dell’Università.

inizio pagina


Art. 9 - Compenso dovuto all’inventore nel caso di licenza o di cessione del brevetto o dei risultati inventivi

 1. L’Università, qualora il brevetto sia concesso in licenza o sia alienato, è tenuta a corrispondere all’inventore un compenso consistente in una percentuale del corrispettivo che viene versato all’Università dal licenziatario o dall’acquirente.
 2. Il compenso spettante all’inventore ammonta al 50% degli introiti riscossi dall’Università per la licenza o cessione dei diritti brevettuali, dedotte le spese sostenute per il conseguimento del brevetto ed il suo mantenimento.
 3. L'inventore, qualora rientri tra i soggetti di cui all'art. 4 comma 1, potrà rinunciare, in tutto o in parte, alla quota a lui spettante in favore della struttura cui afferisce e per le attività connesse con le ricerche da lui condotte.
 4. Il rimanente 50% degli introiti è attribuito al bilancio universitario, con destinazione prioritaria all’apposito capitolo previsto per le spese di brevettazione delle ricerche universitarie.
 5. Nel caso di più inventori, la ripartizione dell’importo fra loro terrà conto dell’importanza del contributo da ciascuno così come dichiarato nella presentazione della domanda all'ufficio competente secondo quanto previsto dall'art. 6 comma 2.
 6. In conformità con l'art. 8 del Regolamento d'Ateneo per la creazione di Spin Off, in caso di trasferimento di diritti dell’Università allo Spin off secondo le modalità previste dal Regolamento sopra citato, il socio dello Spin-off che risulti inventore della proprietà industriale trasferita non accede alle ripartizioni operate dall’Università sui proventi di detto trasferimento.
 7. Qualora l'Università trasferisca a terzi i soli risultati inventivi, senza averli brevettati, ad essa spetta il 30% degli introiti.

inizio pagina


Art. 10 - Iter di brevettazione

 1. Al fine di attuare il principio enunciato nel primo comma del precedente articolo 7, l’Università provvede al mantenimento dei propri brevetti e delle domande di brevetto soltanto se esistano serie e comprovate possibilità di valorizzazione dei brevetti stessi.
 2. Qualora non emergano possibilità di valorizzazione, l’Università potrà decidere di sospendere la prosecuzione della domanda di brevetto od il mantenimento del brevetto stesso, dandone comunicazione all'inventore e agli eventuali cotitolari e rendendosi disponibile alla cessione della propria quota di proprietà del brevetto all’inventore o, in subordine, agli eventuali cotitolari a fronte di un corrispettivo che comprenda le spese brevettuali sostenute e, se del caso, l'investimento nella ricerca.
 3. Qualora la Commissione per i brevetti valuti che al fine della prosecuzione dell'iter brevettuale sia opportuna una compartecipazione ai costi di prosecuzione del brevetto da parte dell'inventore, può trasmettere questa proposta al Consiglio d'Amministrazione, previa verifica di disponibilità da parte dell'inventore.

inizio pagina