Articoli 3, 4, 5, 6

Art. 3 - Commissioni paritetiche docenti-studenti

  1. Ai sensi del comma 6 dell’articolo 39 dello Statuto, presso ciascun Dipartimento sono costituite, in relazione ai corsi di laurea, di laurea magistrale e a ciclo unico di cui il Dipartimento è referente principale le Commissioni paritetiche docenti-studenti previste dall’articolo 2, comma 2 lettera g), della legge 240/2010, quale osservatorio permanente delle attività didattiche. Nel caso di corsi di studio gestiti a livello interdipartimentale, le Commissioni sono costituite nell’ambito dei pertinenti Collegi didattici.
  2. Le Commissioni sono composte, secondo modalità stabilite dal Regolamento di ciascun Dipartimento o con deliberazione del competente Collegio interdipartimentale, da un egual numero di docenti e di studenti, non inferiore per ciascuna componente al numero dei corsi di laurea, di laurea magistrale e a ciclo unico di cui il Dipartimento è referente principale e, comunque, non inferiore a quattro. I docenti sono designati dal Consiglio di Dipartimento in modo da garantire, per quanto possibile, la rappresentatività di ogni corso di studio di cui il Dipartimento è responsabile. Salvo indisponibilità, la stessa rappresentatività deve essere garantita per la componente studentesca, la cui designazione compete ai rappresentanti degli studenti presenti nel Consiglio di Dipartimento. Qualora, in prima applicazione, la componente studentesca presente nel Consiglio di Dipartimento non sia rappresentativa di tutti i corsi di studio che fanno capo al Dipartimento, la Commissione può cooptare in soprannumero studenti che non siano componenti del Consiglio, individuandoli secondo modalità stabilite dal Regolamento del Dipartimento. Il Presidente di ciascuna Commissione è designato dal Consiglio di Dipartimento ovvero dal Collegio didattico interdipartimentale di riferimento, tra i professori di prima o di seconda fascia, con mandato triennale rinnovabile consecutivamente una sola volta. Il Presidente nomina un Vice Presidente scegliendolo, di norma, fra gli studenti.
  3. Sono compiti delle Commissioni paritetiche:
    1. monitorare l’offerta formativa, la qualità della didattica, l’attività di servizio agli studenti da parte dei professori e dei ricercatori;
    2. formulare pareri circa la compatibilità tra i crediti assegnati alle attività formative e i relativi obiettivi programmati;
    3. individuare indicatori per la valutazione dei risultati raggiunti nelle materie di cui al punto a), da sottoporre al Nucleo di valutazione, anche in relazione alle procedure di valutazione della didattica messe in atto dagli organi dell’Ateneo e nazionali;
    4. misurare ai sensi della normativa in vigore i risultati ottenuti nell’apprendimento;
    5. verificare il livello di soddisfazione espresso dagli studenti sui singoli insegnamenti, sulle altre attività formative e sui corsi di studio nel loro complesso, in accordo con gli interventi operati dall’Ateneo e in collaborazione con il Nucleo di valutazione;
    6. redigere entro il 31 dicembre di ogni anno una relazione annuale contenente proposte al Nucleo di valutazione volte al miglioramento della qualità e dell’efficacia dei corsi di studio, anche in relazione ai risultati ottenuti nell’apprendimento, in rapporto alle prospettive occupazionali e di sviluppo personale e professionale, nonché alle esigenze del sistema economico e produttivo. La predetta relazione è altresì trasmessa al Senato accademico, al Dipartimento o ai Dipartimenti di riferimento, ai competenti Collegi didattici e Comitati di direzione delle Facoltà o Scuole;
    7. svolgere attività divulgativa delle politiche di qualità dell’Ateneo nei confronti degli studenti;
    8. formulare pareri sull’istituzione, attivazione ed eventuale disattivazione dei corsi di laurea, di laurea magistrale e a ciclo unico.
  4. Le Commissioni sono tenute ad esprimere i pareri richiesti entro il termine di trenta giorni dalla richiesta. La mancata formulazione del parere entro il predetto termine equivale ad assenso.
  5. Il servizio di segreteria delle Commissioni paritetiche è garantito dalla Direzione di ciascun Dipartimento.

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Art. 4 - Collegi didattici

  1. I Collegi didattici sono costituiti e operano ai sensi dei commi 2, 3 e 4 dell’articolo 39 dello Statuto, fatte salve le competenze e le responsabilità didattiche dei Dipartimenti, come stabilite dai commi 1, 4, 5 e 6 dello stesso articolo 39, dalle pertinenti disposizioni del precedente articolo 2 del presente Regolamento e dalle ulteriori specificazioni eventualmente stabilite da ciascun Regolamento di Dipartimento.
  2. Spetta ai Collegi didattici provvedere alla gestione collegiale e ordinaria delle attività didattiche e formative dei corsi di laurea, di laurea magistrale e a ciclo unico che ad essi fanno capo, provvedere agli adempimenti necessari ai percorsi di carriera degli studenti, avanzare richieste e proposte nelle materie di pertinenza ai Consigli dei Dipartimenti di riferimento, assumere i compiti delegati eventualmente conferiti dagli stessi Dipartimenti.
  3. Con riferimento ai corsi di studio di pertinenza, rientra tra i compiti dei Collegi:
    1. formulare suggerimenti ai Dipartimenti referenti principali e associati in materia di revisione degli ordinamenti e dei regolamenti didattici;
    2. formulare proposte in materia di organizzazione della didattica e delle relative attività di supporto;
    3. avanzare proposte ai Dipartimenti referenti principali ai fini della programmazione annuale dell’offerta formativa e della predisposizione dei manifesti degli studi;
    4. esprimere ai Dipartimenti referenti principali le esigenze didattiche degli insegnamenti e delle altre attività formative, formulando eventuali proposte ai fini della loro copertura e dell’adozione degli opportuni miglioramenti;
    5. applicare i piani didattici e coordinare i contenuti degli insegnamenti e delle altre attività formative e sovrintendere al loro svolgimento, garantendone la coerenza e il livello qualitativo rispetto agli obiettivi formativi e alle indicazioni fornite dai Dipartimenti referenti principali e, per quanto di competenza, dal Comitato di direzione della Facoltà o Scuola cui questi sono raccordati, tenendo conto dei rilievi e degli elementi di valutazione espressi dai pertinenti organi dipartimentali e di Ateneo;
    6. organizzare, ai sensi della normativa in vigore e sulla base dei criteri indicati dai Dipartimenti referenti principali:
      - lo svolgimento delle prove di accesso ai corsi di studio a numero programmato;
      - lo svolgimento delle prove non selettive di verifica della preparazione iniziale degli studenti immatricolati ai corsi di laurea, indirizzando coloro che presentano lacune formative ad apposite attività di recupero e coordinandone la realizzazione;
      - la verifica del possesso da parte dei candidati all’iscrizione ai corsi di laurea magistrale degli specifici requisiti curriculari e l’accertamento dell’adeguatezza della loro preparazione personale;
    7. definire, su proposta del Presidente del Collegio, la composizione delle commissioni per gli esami di profitto degli insegnamenti e delle commissioni preposte allo svolgimento delle prove finali dei corsi di laurea e alla valutazione delle tesi di laurea magistrale, da sottoporre alla approvazione dei Consigli dei Dipartimenti referenti principali, salvo attribuzione da parte di questi ultimi delle relative deleghe;
    8. designare, su proposta del Presidente del Collegio, i correlatori delle tesi di laurea magistrale;
    9. avanzare richieste per il potenziamento e l’attivazione dei servizi didattici;
    10. esaminare e approvare i piani di studio individuali degli studenti, i programmi da svolgere all’estero e le richieste di riconoscimento di crediti formativi;
    11. deliberare, a richiesta degli interessati, sul riconoscimento degli studi compiuti e dei titoli conseguiti;
    12. applicare i criteri d’Ateneo per la Garanzia della Qualità dei corsi di studio;
      m) assolvere a tutti gli altri compiti conferiti, anche con delega operativa, dai Consigli dei Dipartimenti interessati.
  4. I Collegi didattici sono composti secondo le disposizioni previste dal comma 2, primo capoverso, dell’articolo 39 dello Statuto. I docenti di insegnamenti comuni a più corsi di studio fanno parte di tutti i relativi Collegi, salvo che decidano di partecipare soltanto a uno o più di questi, dandone comunicazione ai rispettivi Presidenti, ai Direttori dei Dipartimenti nel cui ambito i Collegi operano e al Rettore. Alle riunioni dei Collegi partecipano, con diritto di voto, anche i ricercatori che svolgono attività didattica integrativa nei corsi di studio di riferimento dei Collegi, nonché i collaboratori ed esperti linguistici e i lettori di scambio che operano per gli stessi corsi; vi partecipano, altresì, senza che la loro presenza sia considerata ai fini della determinazione del numero legale per la validità delle sedute, i professori e i ricercatori di altro Ateneo a cui siano attribuiti per affidamento compiti didattici nei corsi di studio medesimi.
  5.  I Regolamenti dei Dipartimenti referenti principali possono prevedere la partecipazione ai Collegi didattici dei professori a contratto e del personale tecnico-amministrativo che concorra direttamente alla didattica, con le limitazioni e secondo le modalità fissate dal comma 5 dell’articolo 39 dello Statuto. Gli stessi Regolamenti stabiliscono, inoltre, le modalità della partecipazione alle sedute dei Collegi didattici dei docenti responsabili di insegnamenti o moduli ufficialmente mutuati.
  6. Il Regolamento della Facoltà di Medicina e Chirurgia reca disposizioni in merito alla partecipazione ai Collegi didattici interessati del personale del Servizio sanitario cui siano attribuiti compiti didattici nei corsi di studio delle professioni sanitarie.
  7.  I Collegi didattici si riuniscono in seduta ordinaria di norma non meno di quattro volte nel corso dell’anno accademico e comunque quando il Presidente ne ravvisi la necessità. Rispetto alla fissazione dell’ordine del giorno, alla validità e alla conduzione delle sedute e alla approvazione delle delibere, si applicano, per quanto compatibili, le corrispondenti norme previste per i Consigli di Dipartimento.
  8. I verbali delle sedute dei Collegi didattici, a firma del Presidente o di chi ne abbia fatto le veci, e del Segretario, sono conservati a cura dello stesso Presidente, e da questo trasmessi in copia al Direttore del Dipartimento referente principale, che provvede a sottoporre le proposte e gli argomenti ivi contenuti al Consiglio di Dipartimento, e al Presidente del Comitato di direzione della Facoltà o Scuola cui il predetto Dipartimento è raccordato. I verbali, corredati dai relativi estratti, devono essere altresì trasmessi alla Direzione generale dell’Ateneo per i conseguenti adempimenti amministrativi.
  9. Il Presidente del Collegio didattico è eletto dal Collegio didattico nel proprio ambito, di norma tra i professori appartenenti al Dipartimento referente principale o responsabile, secondo le modalità previste dal secondo capoverso del comma 3 dell’articolo 39 dello Statuto. Il Presidente del Collegio didattico rimane in carica per un triennio ed è immediatamente rieleggibile una sola volta. A lui compete monitorare lo svolgimento delle attività didattiche gestite dal Collegio e verificare il pieno assolvimento degli impegni di competenza dei singoli docenti, intervenendo direttamente nei casi di particolare urgenza ovvero sottoponendo alla valutazione del Consiglio del Dipartimento di appartenenza le situazioni che lo richiedano. Il Presidente esercita, inoltre, le eventuali attribuzioni delegategli dal Direttore del Dipartimento referente principale.
  10. I Regolamenti interni dei Dipartimenti referenti principali possono prevedere la designazione di un Vicepresidente che coadiuva il Presidente nello svolgimento delle sue funzioni, anche con il conferimento di compiti delegati.
  11. I Collegi didattici interdipartimentali sono costituiti e operano ai sensi del comma 4 dell’articolo 39 dello Statuto e nel rispetto delle disposizioni, per quanto applicabili, stabilite dai precedenti commi del presente articolo. Le disposizioni relative a ciascun Collegio didattico interdipartimentale, comprensive della determinazione delle deleghe deliberative loro conferite, costituiscono parte integrante dei Regolamenti interni dei Dipartimenti associati. Ferme restando le disposizioni operative di cui alle norme statutarie e regolamentari, la condizione di referente principale per le procedure che ne richiedano l’individuazione, è attribuita al Dipartimento di appartenenza del Presidente di ciascun Collegio didattico interdipartimentale, fatte salve diverse disposizioni specifiche stabilite nei Regolamenti interni dei Dipartimenti associati.
  12. I Regolamenti interni dei Dipartimenti referenti principali possono prevedere la costituzione di Commissioni con i compiti di cui all’ultimo capoverso del comma 2 dell’articolo 39 dello Statuto.

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Art. 5 - Facoltà e Scuole

  1. Le Facoltà e le Scuole sono, ai sensi della normativa in vigore, strutture di raccordo con funzioni di coordinamento e di razionalizzazione delle attività didattiche e formative erogate dai Dipartimenti in esse raggruppati.

  2. Le modalità dell’aggregazione dei Dipartimenti alle Facoltà o Scuole e le funzioni e le competenze delle medesime, sono stabilite dall’articolo 40 dello Statuto. Le modalità specifiche del loro funzionamento sono determinate dai rispettivi Regolamenti, approvati ai sensi dell’articolo 23 dello stesso Statuto. Le proposte di aggregazione alle Facoltà o Scuole, formulate dai Consigli dei Dipartimenti nel rispetto delle disposizioni legislative e delle norme statutarie, sono approvate dal Senato accademico con il voto favorevole del Consiglio di amministrazione.

  3. Ai Comitati di direzione, organi deliberanti delle Facoltà e delle Scuole, competono le funzioni di cui al comma 6 dell’articolo 40 dello Statuto. Alla Facoltà di Medicina e Chirurgia e al suo Comitato di direzione si applicano le disposizioni di cui al comma 4 del medesimo articolo.

  4. I Comitati di direzione delle Facoltà e delle Scuole sono costituiti ai sensi del comma 7 dell’articolo 40 dello Statuto. I Direttori dei Dipartimenti raccordati, componenti di diritto dei Comitati, possono, in caso di indisponibilità, delegare a rappresentarli in seno agli stessi i Vicedirettori o altri componenti delle Giunte.

  5. I Regolamenti delle Facoltà e delle Scuole stabiliscono il numero dei professori e dei ricercatori componenti il Comitato di direzione, fatto salvo il limite massimo indicato al suddetto comma 7, primo capoverso, dell’articolo 40 dello Statuto, individuando quanti debbano essere designati tra i Presidenti dei Collegi didattici e dei Collegi didattici interdipartimentali e tra i responsabili delle attività assistenziali di competenza delle strutture, ove previste, e ripartendo la restante quota tra i Dipartimenti raccordati, sulla base dei carichi didattici di competenza dei professori e dei ricercatori in servizio presso ciascun Dipartimento nell’ambito del complesso dei corsi di studio di interesse. I Consigli di Dipartimento provvedono ad eleggere i propri rappresentanti tra i componenti delle rispettive Giunte. Il mandato della componente docente ha durata triennale ed è rinnovabile consecutivamente una sola volta.

  6. La componente studentesca in seno ai Comitati di direzione è, ove possibile, rappresentativa dei vari corsi di studio che fanno riferimento alla Facoltà o Scuola, ed è eletta secondo quanto disposto dal comma 3 dell’articolo 38 dello Statuto, ferma restando l’inapplicabilità del numero minimo di rappresentanti previsto dal secondo capoverso del predetto comma 3, qualora la prescritta percentuale del 15% dei componenti l’organo, sulla cui base deve determinarsi l’entità numerica dei rappresentanti degli studenti, sia inferiore a cinque.

  7. Le modalità di designazione del Presidente del Comitato di direzione delle Facoltà e delle Scuole sono stabilite dal comma 8 dell’articolo 40 dello Statuto.

  8. Rientra tra i compiti dei Comitati di direzione delle Facoltà e delle Scuole:

    1. verificare il piano generale annuale dell’offerta formativa dei corsi di studio che fanno capo ai Dipartimenti referenti principali raccordati alla Facoltà o alla Scuola, comprensivo del piano delle coperture, come predisposto dagli stessi Dipartimenti;
    2. verificare l’efficace e pieno utilizzo da parte dei Dipartimenti delle risorse di docenza e delle strutture destinate alla didattica;
    3. proporre al Senato accademico, sulla base delle richieste avanzate dai Dipartimenti raccordati e della valutazione delle risorse necessarie e di quelle disponibili, l’istituzione, l’attivazione e l’eventuale disattivazione dei corsi di studio;
    4. verificare l’andamento dei corsi di studio di pertinenza in rapporto alle risorse utilizzate, tenuto conto dei pareri espressi dalle Commissioni paritetiche docenti-studenti operanti presso i Dipartimenti referenti principali e delle valutazioni formulate dal Nucleo di valutazione; promuovere in collaborazione con i Dipartimenti raccordati iniziative adeguate al fine del miglioramento continuo dell’efficacia e della qualità della didattica e dei servizi formativi;
    5. formulare pareri in materia di revisione degli ordinamenti e dei regolamenti didattici;
    6. definire, nell’ambito delle disposizioni al riguardo dell’Ateneo, il calendario didattico di riferimento comune ai corsi di studio che fanno capo ai Dipartimenti raccordati alla Facoltà o alla Scuola, comprensivo dei periodi di svolgimento degli esami di laurea e di profitto;
    7. promuovere, in collaborazione con le competenti strutture d’Ateneo e con i Dipartimenti e i Collegi didattici, le attività di orientamento e di comunicazione verso l’esterno dell’offerta formativa che fa capo ai Dipartimenti raccordati alla Facoltà o alla Scuola e delle connesse attività;
    8. proporre ai Dipartimenti raccordati iniziative volte all’internazionalizzazione delle attività formative;
    9. coordinare e sovrintendere, ove necessario, allo svolgimento degli adempimenti indicati all’articolo 4, comma 3 lettera f), del presente Regolamento;
    10. assolvere a tutti gli altri compiti, anche delegati dai Dipartimenti raccordati, definiti in coerenza con le norme statutarie e regolamentari e secondo le opportune forme di collaborazione con le competenti strutture d’Ateneo, finalizzati alla più efficace promozione e al coordinamento di attività funzionali all’insieme dei corsi di studio che fanno capo alla Facoltà o alla Scuola.
  9. I Comitati di direzione formulano i loro pareri, come stabilito dal comma 4, primo capoverso, dell’articolo 37 dello Statuto, sulle proposte di assegnazione di posti di professore di ruolo e di ricercatore a tempo determinato e di trasferimento di ricercatori di ruolo, formulate dai Dipartimenti raccordati alla Facoltà o alla Scuola, motivandoli in relazione al quadro complessivo delle esigenze e dei bisogni e delle relative priorità sotto l’esclusivo profilo didattico e formativo dei corsi di studio che fanno capo alla Facoltà o Scuola. Eventuali pareri negativi non interrompono l’iter delle proposte.

  10. Ai sensi delle disposizioni legislative e statutarie, la Facoltà di Medicina e Chirurgia assume anche le competenze conseguenti alle funzioni assistenziali, necessarie a garantire l’inscindibilità di queste dalle funzioni primarie di didattica e di ricerca. Nell’ambito del Comitato di direzione, per le questioni attinenti ai rapporti con la Regione Lombardia e le strutture del Servizio sanitario nazionale e regionale, alla stipula e all’attuazione degli accordi convenzionali connessi con gli insegnamenti clinici, opera una Commissione istruttoria che comprende il Presidente del Comitato di direzione della Facoltà e i Direttori dei Dipartimenti raccordati alla Facoltà. Alla Commissione istruttoria partecipa, quando gli argomenti all’ordine del giorno lo richiedano, il Prorettore alla sanità, ove esistente e se persona diversa dal Presidente del Comitato di direzione. In merito alle proposte di assegnazione di posti di professore di ruolo e di ricercatore a tempo determinato, di mobilità interdipartimentale e di trasferimento di ricercatori di ruolo che comportino da parte dei destinatari anche l’assunzione di funzioni assistenziali, formulate dai Dipartimenti raccordati alla Facoltà, il Comitato di direzione svolge una funzione di coordinamento e ne valuta la congruità esprimendo al riguardo il proprio parere.

  11. La Facoltà alla quale sono raccordati i Dipartimenti di area medico-veterinaria provvede anche a curare i rapporti con le istituzioni sanitarie veterinarie, fatte salve le competenze specifiche degli stessi Dipartimenti e della struttura ospedaliera universitaria, e a monitorare l’applicazione del sistema di certificazione e di accreditamento europeo del corso di laurea a ciclo unico in Medicina veterinaria.

  12. I Comitati di direzione si riuniscono in seduta ordinaria di norma non meno di quattro volte nel corso dell’anno accademico e comunque quando il Presidente ne ravvisi la necessità. Rispetto alla fissazione dell’ordine del giorno, alla validità e alla conduzione delle sedute e alla approvazione delle delibere, si applicano, per quanto compatibili, le corrispondenti norme previste per i Consigli di Dipartimento. I verbali delle sedute dei Comitati di direzione delle Facoltà e Scuole, a firma del Presidente o di chi ne abbia fatto le veci, e del Segretario, sono conservati a cura del Presidente, che ne trasmette copia ai Direttori dei Dipartimenti referenti, al Rettore e al Direttore generale.

  13. Per le esigenze di segreteria e comunque collegate alle loro funzioni, i Presidenti dei Comitati di direzione delle Facoltà e delle Scuole si avvalgono di personale dedicato reso disponibile dall’Amministrazione universitaria.

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Art. 6 - Norme finali

  1. Il presente Regolamento è approvato dal Senato accademico a maggioranza dei suoi componenti, con il voto favorevole del Consiglio di amministrazione. Esso è emanato con decreto del Rettore ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul sito web dell’Ateneo.

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