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Decreto norme sugli affidamenti

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Decreto del 28 febbraio 2013 n. 14885

Decreto

IL RETTORE

  • Vista la legge 30 dicembre 2010, n. 240 “Norme in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”;
  • Visto lo Statuto dell’Università degli Studi di Milano;
  • Viste le delibere del 16/06/2012 e del 26/06/2012 con le quali rispettivamente il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione, nelle more dell’emanazione del Regolamento Generale d’Ateneo, hanno approvato le norme destinate a disciplinare le procedure relative all’attribuzione degli insegnamenti per affidamento;
  • Visto il D.R. n. 14851 del 20/02/2013 con il quale è stato emanato il “Regolamento sui doveri accademici di professori e ricercatori dell’Università degli Studi di Milano”;
  • Considerato che il Senato Accademico nella seduta del 19/02/2013 ha nuovamente approvato le norme destinate a disciplinare le procedure relative all’attribuzione degli insegnamenti per affidamento;

DECRETA

In attesa dell’emanazione del Regolamento Generale d’Ateneo, le procedure relative all’attribuzione degli insegnamenti per affidamento sono disciplinate dalle norme  di seguito riportate

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Art. 1 - Insegnamenti attribuiti per affidamento

  1. Entro il 31 marzo di ogni anno, nel quadro della programmazione didattica annuale, i Consigli dei Dipartimenti referenti principali dei corsi di laurea, di laurea magistrale e a ciclo unico individuano gli insegnamenti previsti dai Regolamenti didattici dei corsi che non abbiano trovato copertura mediante l’attribuzione dei compiti didattici istituzionali a docenti degli stessi Dipartimenti o eventualmente a docenti di altri Dipartimenti dell’Ateneo che concorrono al funzionamento dei corsi con il ruolo di associati. I Consigli dei Dipartimenti referenti principali possono attribuire la responsabilità dei predetti insegnamenti a professori e ricercatori del medesimo settore scientifico-disciplinare o del relativo settore concorsuale o di settore affine appartenenti agli stessi Dipartimenti, ovvero proporre ai Consigli dei Dipartimenti associati, ove previsti, di procedere con la stessa modalità all’attribuzione degli insegnamenti nei rispettivi ambiti, qualora se ne verifichi la possibilità. Gli insegnamenti possono essere altresì conferiti, con delibera dei Consigli dei Dipartimenti referenti principali dei corsi di studio, a professori e ricercatori di altro Dipartimento dell’Ateneo, previo nulla osta del Dipartimento di appartenenza.
    Gli incarichi di insegnamento sono svolti a titolo gratuito nell’ambito dei compiti didattici ordinari di competenza del docente interessato, ovvero a titolo retribuito, quando se ne verifichino le condizioni, ai sensi della normativa d’Ateneo in materia, e si disponga delle risorse necessarie.
    Nel caso di corsi di studio gestiti congiuntamente da più Dipartimenti, gli adempimenti di cui al presente comma sono assolti dal Consiglio del Dipartimento associato, individuato nel Regolamento didattico d’Ateneo come responsabile delle procedure amministrative.
     
  2. Qualora si verifichi l’impossibilità di provvedere mediante affidamento diretto della copertura dell’insegnamento vacante, ai sensi del comma precedente, e dopo aver accertato ulteriormente la necessità dell’attivazione dell’insegnamento per le esigenze formative del corso di studio di riferimento, il Consiglio del Dipartimento referente principale o associato può, nei limiti delle risorse a disposizione, proporne la copertura mediante affidamento, previa selezione pubblica. Il Consiglio di Amministrazione autorizza il ricorso all’affidamento previa acquisizione del parere favorevole del Senato accademico.
     
  3. La selezione pubblica per il conferimento degli affidamenti deve assicurare la valutazione comparativa dei candidati e la pubblicità degli atti. La selezione è indetta con apposito bando emanato con decreto del Rettore, pubblicizzato per via telematica sul sito web dell’Ateneo e sul sito web del Dipartimento interessato.
    Nei bandi devono essere indicati:
    1. i requisiti richiesti e le modalità di partecipazione alla selezione;
    2. il termine per la presentazione delle domande, che non potrà essere inferiore a quindici giorni dalla data di pubblicazione del bando;
    3. il Dipartimento e il corso di studio di riferimento, la denominazione dell’insegnamento, il relativo settore scientifico-disciplinare, il numero di ore da svolgere e il numero di crediti formativi;
    4. il periodo di svolgimento dell’attività formativa;
    5. se l’affidamento è conferito a titolo gratuito o a titolo retribuito;
    6. i criteri di valutazione delle candidature.
       
    La domanda di partecipazione alla selezione deve essere prodotta in carta libera e deve essere inviata al Rettore, corredata del curriculum e dell’elenco dei titoli e delle pubblicazioni scientifiche.
    Il Consiglio del Dipartimento interessato dovrà ultimare le procedure di selezione e deliberare sul conferimento dell’affidamento entro trenta giorni dalla data di scadenza di presentazione delle candidature.
     
  4. Possono partecipare alla selezione per l’attribuzione di affidamenti:
    1. professori e ricercatori di ruolo e assistenti del ruolo ad esaurimento dell’Ateneo o di altra Università dello stesso settore scientifico-disciplinare dell’insegnamento messo a bando o del relativo macrosettore;
    2. ricercatori a tempo determinato dello stesso settore scientifico-disciplinare dell’insegnamento messo a bando o del relativo macrosettore, in servizio presso l’Ateneo, nei limiti orari indicati al comma 3, terzo capoverso, dell’art. 5 del Regolamento sui doveri accademici dei professori e dei ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, ovvero in servizio presso altri Atenei previo nulla osta degli stessi;
    3. tecnici laureati di cui all’art. 50 del D.P.R. 11.7.1980, n. 382; lettori di madre lingua straniera di cui all’art. 28 del D.P.R. 382/1980 e collaboratori ed esperti linguistici di cui alla legge 21.6.1995, n. 236 con esperienza professionale attinente all’insegnamento bandito.
    Gli affidamenti sono comunque conferiti prioritariamente a professori e ricercatori universitari di ruolo.
     
  5. Nella valutazione dei candidati si terrà conto:
    1. del curriculum complessivo di ciascun candidato;
    2. dell’attività didattica svolta in relazione al settore scientifico-disciplinare cui afferisce l’insegnamento da coprire per affidamento o al relativo macrosettore;
    3. dei titoli scientifici e delle pubblicazioni riferibili all’ambito disciplinare per il quale è attivata la procedura di copertura;
    4. delle esperienze professionali maturate e che abbiano attinenza con l’insegnamento.
    In caso di più domande, il Consiglio di Dipartimento può deliberare di avvalersi di una Commissione istruttoria, formata da docenti dello stesso settore scientifico-disciplinare dell’insegnamento oggetto del bando o del relativo settore concorsuale o di settore affine, incaricata di svolgere la valutazione comparativa e di formulare allo stesso Consiglio una motivata proposta di attribuzione dell’insegnamento.
    Le delibere di affidamento sono verificate e validate dai competenti uffici amministrativi.
     
  6. Gli affidamenti sono conferiti per un anno accademico, ovvero, nel caso di moduli curriculari, per il periodo corrispondente alle esigenze che ne hanno motivato l’accensione.
    I docenti ai quali sono attribuiti insegnamenti per affidamento hanno la piena responsabilità, quali professori ufficiali, del regolare svolgimento delle attività didattiche loro affidate, ivi compresi gli obblighi di ricevimento degli studenti, la presidenza delle commissioni per gli esami di profitto, la funzione di relatore di tesi di laurea. Per il periodo di affidamento dell’insegnamento, essi fanno parte del Collegio didattico del corso di studio cui l’insegnamento in questione fa capo.
     
  7. Compatibilmente con le disponibilità di bilancio, sono di norma retribuibili, sempre che il loro assolvimento risulti, per i professori e i ricercatori dell’Ateneo, aggiuntivo rispetto all’impegno orario istituzionale previsto ai sensi del Regolamento sui doveri accademici dei professori e dei ricercatori dell’Università degli Studi di Milano:
    1. gli affidamenti relativi ad insegnamenti vacanti a seguito del congedo annuale dei titolari, quando non risulti possibile o didatticamente opportuno disattivarli per un anno e non si possa provvedere con una mutuazione;
    2. gli affidamenti relativi a insegnamenti già tenuti da professori di ruolo trasferiti o venuti comunque a mancare, a condizione che si tratti di insegnamenti di base o caratterizzanti o comunque irrinunciabili rispetto agli obiettivi formativi dei corsi di studio;
    3. gli affidamenti relativi ad insegnamenti di base o caratterizzanti, o comunque irrinunciabili per lo svolgimento del corso di studio, ivi compresi quelli iterati per far fronte al carico didattico. Nel caso di insegnamenti attivati in più corsi di studio, la richiesta di retribuibilità dovrà essere corredata dall’indicazione dei motivi didattici e organizzativi per i quali non si ricorre ad eventuali mutuazioni;
    4. gli affidamenti relativi ad insegnamenti affini o opzionali di rilievo sostanziale per la fisionomia didattica dei corsi di studio, non mutuabili da altri insegnamenti, purché risultino seguiti da un numero congruo di studenti (con almeno 35 esami annui mediamente superati nell’ultimo triennio), ovvero rispondano a particolari e irrinunciabili esigenze didattiche accertate dal Dipartimento, che in tal caso provvede con propri fondi alla copertura dei costi relativi. Per gli insegnamenti di cui alla presente lettera, attivati per la prima volta, si potrà prevedere l’immediata retribuibilità solo se si tratti di insegnamenti indispensabili in relazione agli obiettivi formativi del corso di studio o per i quali si ipotizzi sin dal primo anno un consistente carico didattico. In questo secondo caso, ove l’insegnamento venga mantenuto attivo anche nell’anno seguente, la retribuibilità sarà comunque subordinata all’avvenuta effettuazione di un numero di esami in linea con i minimi richiesti.

  8. Gli insegnamenti di base e caratterizzanti, o comunque irrinunciabili, dei corsi di laurea, di laurea magistrale e a ciclo unico sono, di norma, iterati ogni qualvolta il numero degli esami sostenuti nell’anno precedente, moltiplicato per il rapporto tra gli iscritti nell’anno in corso e gli iscritti dell’anno precedente, sia superiore a 250. In presenza di un numero di esami inferiore a quello richiesto, il Consiglio del Dipartimento interessato può proporre al Consiglio di amministrazione lo sdoppiamento degli insegnamenti solo qualora si renda necessario, per motivate ragioni didattiche e funzionali, un miglior rapporto docenti/studenti. Il Consiglio di amministrazione delibera, sentito il Senato accademico.
     
  9. I professori di prima e di seconda fascia dell’Ateneo possono usufruire di compensi aggiuntivi per l’affidamento di insegnamenti a condizione che svolgano almeno 120 ore di didattica frontale o equivalente, ai sensi dell’art. 3, comma 3 terzo capoverso, del Regolamento sui doveri dei professori e dei ricercatori, come compito istituzionale nell’ambito dei corsi di laurea, di laurea magistrale e a ciclo unico, nelle scuole di specializzazione, nei corsi di dottorato di ricerca, nei master universitari e nei corsi di perfezionamento. I ricercatori di ruolo dell’Ateneo possono essere destinatari di compensi aggiuntivi per l’affidamento di insegnamenti a condizione che svolgano almeno 60 ore di didattica frontale, ai sensi dell’art. 4 del Regolamento sui doveri accademici dei professori e dei ricercatori. I ricercatori a tempo determinato dell’Ateneo possono essere destinatari di compensi aggiuntivi per l’affidamento di insegnamenti a condizione che svolgano attività di didattica frontale per almeno 30 ore, se titolari dei contratti di cui alla lettera a) del comma 3 dell’art. 2 del Regolamento d’Ateneo per il reclutamento dei ricercatori a tempo determinato, per almeno 60 ore, se titolari dei contratti di cui alla lettera b) della medesima norma regolamentare, ai sensi dell’art. 5, comma 2, del Regolamento sui doveri accademici dei professori e dei ricercatori.
    La misura dei compensi, anche differenziata in relazione all’entità dell’impegno richiesto, è fissata dal Consiglio di amministrazione, sentito il Senato accademico.
    I docenti responsabili di insegnamenti con meno di 30 esami annui superati nell’ultimo triennio, nel caso in cui assumano presso l’Ateneo un secondo insegnamento per affidamento, lo fanno a titolo gratuito, fatte salve situazioni specifiche, accertate dal Dipartimento interessato che, in tali casi, provvede con propri fondi alla copertura dei costi relativi.
    I professori e i ricercatori non possono, di norma, assumere più di un affidamento retribuito per un insegnamento o moduli con carico didattico corrispondente a 60 ore. Qualora, per esigenze particolari, vengano loro attribuiti a titolo di affidamento due insegnamenti o moduli con carico didattico orario superiore, la retribuzione è comunque limitata a 60 ore.
    Qualora l’affidamento sia retribuito, il compenso è corrisposto in un’unica soluzione al termine dell’incarico, subordinatamente all’approvazione da parte del Direttore del Dipartimento interessato del registro online delle lezioni compilato dall’incaricato. Lo stesso Direttore dovrà attestare, per i professori e i ricercatori dell’Ateneo, che hanno effettivamente assolto agli obblighi didattici di cui al primo capoverso del presente comma.
     
  10. Ai professori e ai ricercatori dell’Ateneo è consentito, previo nulla osta, di assumere affidamenti fuori sede limitatamente a un insegnamento o moduli con carico didattico corrispondente a 60 ore, sempre che assumano gli impegni didattici indicati al comma 9 - primo capoverso - e, in caso di necessità, non si sottraggano all’assunzione di compiti didattici aggiuntivi per i corsi di studio dell’Ateneo.
    La concessione dei nulla osta a svolgere attività didattica in altre sedi è disposta dal Rettore, previo parere dei Consigli dei Dipartimenti di appartenenza dei docenti, sentito il Senato accademico, anche sulla base di specifici accordi e convenzioni con gli Atenei interessati.
     
  11. Per l’attivazione di insegnamenti necessari per le esigenze formative dei corsi di studio dell’Ateneo e ai quali non possa provvedere ai sensi di quanto stabilito dal presente articolo, l’Università può ricorrere all’attivazione di contratti di insegnamento secondo le disposizioni dell’art. 23 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, come modificato dal decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito nella legge 4 aprile 2012, n. 35, e nel rispetto delle norme dello specifico Regolamento emanato ai sensi dell’art. 21 dello Statuto.

    Il presente decreto, entra in vigore il giorno successivo alla data di pubblicazione sul sito Web d’Ateneo e si applica agli incarichi didattici da attribuirsi per affidamento a decorrere dall’Anno Accademico 2013/2014.

    Milano, 28/02/2013

    IL RETTORE
    Gianluca Vago

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