Clinica medica 6 anno

A.A. 2020/2021
3
Crediti massimi
36
Ore totali
SSD
MED/09
Lingua
Italiano
Obiettivi formativi
L'insegnamento si propone di fornire agli studenti:
a) le conoscenze sulle più comuni patologie internistiche comprese quelle oncologiche;
b) gli strumenti necessari per elaborare il percorso diagnostico differenziale e il piano terapeutico di tali patologie;
c) le conoscenze necessarie per elaborare un percorso diagnostico e terapeutico sui principi della metodologia clinica e della medicina basata sull'evidenza.
Risultati apprendimento attesi
Gli studenti devono:
a) saper elaborare - ipotesi diagnostiche delle più comini patologie internistiche attraverso l'anamnesi e l'esame obiettivo del paziente - un iter diagnostico attraverso esami di laboratorio e strumentali;
b) interpretare criticamente gli esami richiesti per finalizzare il processo diagnostico;
c) impostare la terapia delle più comuni patologie internistiche.
Programma e organizzazione didattica

Single session

Responsabile
Programma
Programma 5° anno:
A
La raccolta e l'interpretazione delle evidenze cliniche
La raccolta di evidenze dal paziente
L'indagine anamnestica
1. Raccogliere la storia clinica del paziente, organizzando per problemi le informazioni acquisite e rispettando i seguenti criteri:
- Identificazione del motivo iatrotropo e della sua storia
- Completezza dell'esplorazione dei principali sintomi e degli eventi patologici maggiori
- Ricerca di informazioni mirate e pertinenti
- Correttezza della terminologia impiegata
- Riconoscimento dell'agenda del paziente nelle sue componenti di interpretazione dei sintomi, vissuto di malattia, contesto e aspettative

L'esame fisico
2. Organizzare la ricerca mirata dei segni clinici in relazione ai problemi attivi del paziente
3. Rilevare e interpretare autonomamente i principali segni patologici raccolti dal paziente, Valutare lo stato di salute generale del paziente

Le indagini di primo livello
4. Interpretare le principali indagini di primo livello, con particolare attenzione alle seguenti:
- es. Emocromocitom., reticolociti - enzimi miocardici - esame delle urine
- indici di funzionalità renale - indici biochimici di necrosi, - ecografia addominale
- indici di flogosi colestasi e sintesi epatica - ecocardiografia
- elettroliti sierici - sierologia autoanticorpale
- glicemia - sierologia delle epatiti virali
5. Analizzare sistematicamente l'ECG e riconoscerne le principali anomalie per quanto riguarda: asse elettrico, disturbi del ritmo e della conduzione (battiti ectopici ventricolari e sopraventricolari, fibrillazione atriale, flutter atriale, tachicardie sopraventricolari, tachicardie ventricolari, fibrillazione ventricolare, BBD, BBS, BAV), alterazioni ischemiche, ipertrofia del ventricolo sinistro.
6. Interpretare l'emogasanalisi (EGA) e riconoscere i quadri di acidosi e alcalosi respiratoria, metabolica, mista, e i quadri di alterazione degli scambi respiratori.
7. Analizzare una radiografia del torace in particolare per quanto riguarda:
- esplorazione sistematica di parenchima polmonare, piani pleurici, cuore e mediastino, seni costofrenici e diaframma, trachea e grossi bronchi, piano osseo;
- riconoscimento dei principali quadri patologici (con attenzione particolare verso: pneumotorace, versamento pleurico, addensamenti polmonari di natura flogistica o sostitutiva, edema polmonare acuto)

La raccolta di evidenze dalla letteratura medica

8. Identificare le conoscenze che devono essere acquisite per il corretto inquadramento di un problema clinico e tradurle in domande che ammettano risposta dalla letteratura medica
9. Impostare una strategia di ricerca per la consultazione delle banche dati bibliografiche
10. Valutare criticamente la letteratura riguardante l'accuratezza di metodi diagnostici e l'appropriatezza del loro impiego, la prognosi di una malattia, l'efficacia di un intervento
11. Discutere in quale modo le evidenze reperite possono essere applicate al paziente in questione
B
Decisioni diagnostiche
Valutazione della gravità
12. Dati un sintomo, un segno o un'alterazione di laboratorio, proporre strategie finalizzate a valutare la gravità del quadro attraverso:
- la stratificazione (soglie) dell'intensità dell'alterazione in categorie di gravità;
- la ricerca delle complicanze o danni d'organo presenti (indicatori di progressione di malattia) o che il paziente potrebbe sviluppare a breve, medio e lungo termine;
- la ricerca di comorbidità o di condizioni anche fisiologiche, quali l'età, che possono influenzare la storia naturale/prognosi, il successo e le complicanze del trattamento della malattia di base.

Riconoscere il paziente critico e le emergenze mediche: utilizzare pressione arteriosa, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, glicemia, EGA, ECG e quadro clinico del paziente per stabilire il grado di urgenza di un provvedimento diagnostico o terapeutico.

Utilizzare le principali classificazioni impiegate nella definizione di gravità del quadro clinico o della prognosi (Classificazione NYHA per lo scompenso cardiaco; classificazione di Child nella cirrosi epatica, etc.).

Discutere le ricadute che la definizione di gravità del paziente può avere nei confronti delle decisioni diagnostiche e terapeutiche.

Diagnosi differenziale
13. Impostare strategie appropriate di diagnosi differenziale mostrando di essere in grado di:
- stabilire gerarchie tra le alternative diagnostiche sulla base dell'attribuzione di probabilità a priori di malattia in rapporto alle conoscenze epidemiologiche e alla valutazione critica delle informazioni anamnestiche ed obiettive offerte dal caso clinico;
- individuare le principali condizioni necessarie e quelle sufficienti per porre una determinata diagnosi;
- utilizzare le caratteristiche di sensibilità e specificità delle indagini diagnostiche integrandole con le probabilità a priori delle diverse ipotesi prese in considerazione;
- formulare strategie diagnostiche fondate sull'impiego di indagini sensibili per l'esclusione iniziale di ipotesi (meno probabili ma dotate di caratteristiche di urgenza o evolutività) e di indagini specifiche per la conferma delle ipotesi più probabili;
- scegliere i tests diagnostici più appropriati sulla base delle caratteristiche di accuratezza, invasività, costo;
- valutare l'effettiva utilità della diagnosi per il paziente
14. Per la particolare frequenza o rilevanza clinica che esse rivestono, la discussione delle seguenti alterazioni fisiche, sintomatologiche o degli esami di laboratorio verrà privilegiata ai fini della valutazione delle capacità acquisite nel raccogliere e nell'integrare le informazioni ottenute dal paziente (punti 1-7) e nell'impostare strategie di diagnosi differenziale (punti 12,13):
- Dispnea - Sanguinamento digestivo
- Dolore toracico - Anemia
- Sincope - Piastrinopenia
- Dolore addominale - Porpora
- Vomito - Linfoadenopatia
- Diarrea - Splenomegalia
- Edemi (localizzati e generalizzati) - Febbre
- Squilibri elettrolitici e acido-base - Calo ponderale
- Ittero - Dolore articolare e muscolare
- Ascite

Ai fini della valutazione diagnostica, verranno prese in esame le patologie già affrontate nell'ambito delle diverse cliniche specialistiche, le patologie chirurgiche (cfr. Programma d'esame di Clinica Chirurgica) e alcune patologie o condizioni patologiche non sempre affrontate sistematicamente in precedenza, quali:
- Malattia tromboembolica venosa (TVP, TEP) - SIADH
- Sarcoidosi - Rabdomiolisi
- Amiloidosi - Morbo di Wilson
- Ipoglicemia e iperglicemia

C
Decisioni terapeutiche

La scelta assieme al paziente di un intervento terapeutico
15. Stabilire e proporre al paziente strategie di intervento terapeutico basate su:
- conoscenza della storia naturale della malattia, delle possibili complicanze, degli effetti collaterali dei trattamenti al fine di definire l'opportunità e l'intensità di un intervento terapeutico;
- comprensione delle attitudini del paziente e motivazioni al trattamento;
- definizione degli obiettivi terapeutici (cura della malattia, prevenzione di complicazioni, prevenzione di recidive, rallentamento della progressione di malattia e limitazione di deterioramento strutturale e funzionale, alleviamento di sintomi e palliazione, preservazione della dignità del malato);
- definizione degli indicatori (segni o sintomi, esami strumentali, esami di laboratorio) utilizzati per monitorare l'efficacia della terapia, i suoi effetti collaterali, la sua durata, e per stabilire eventuali modificazioni di dosaggio.
- conoscenza del ruolo dell'età come fattore determinante nell'adeguare la scelta e il monitoraggio della terapia alla realtà del malato
Di seguito è riportato un elenco di condizioni patologiche che per prevalenza, gravità, evolutività, esemplarità saranno oggetto privilegiato di valutazione al fine di esplorare la maturità acquisita nelle decisioni terapeutiche:
- Asma bronchiale, attacco acuto e trattamento cronico
- BPCO e riacutizzazione di BPCO
- Polmoniti
- Ipertensione arteriosa
- Sindromi coronariche acute e croniche
- Fibrillazione atriale
- Scompenso cardiaco acuto e cronico
- Malattia tromboembolica venosa (TVP e TEP)
- Diabete mellito
- Cirrosi epatica scompensata (ascite, encefalopatia epatica, prevenzione del sanguinamento digestivo)
- Infezioni batteriche delle vie urinarie
- Insufficienza renale acuta e cronica
- Rabdomiolisi
- Disidratazione e ipovolemia
- Squilibri elettrolitici (K+, Ca++)
- Anemia
- Alcolismo
- Osteoporosi
- Addome acuto non chirurgico

Gestione del paziente con fattori di rischio
16. Riconoscere i fattori di rischio per patologie cardiovascolari o neoplastiche e utilizzare gli strumenti per la quantificazione del rischio.
17. Concordare strategie efficaci di prevenzione primaria e secondaria con il paziente portatore dei suddetti fattori di rischio.
Approccio e gestione del paziente oncologico
18. Riconoscere e gestire le specificità cliniche del malato oncologico, in particolare per quanto riguarda le complicanze attese nel corso delle principali terapie oncologiche; l'importanza, i limiti e i criteri per la corretta applicazione delle metodiche di screening
19. Orientare il paziente oncologico terminale e i familiari tra i servizi di assistenza per il malato terminale (Hospice, assistenza domiciliare integrata, etc.)
20. Illustrare i principi della terapia palliativa
21. Proporre una terapia per il controllo del dolore

D
La comunicazione delle informazioni cliniche al malato e al personale sanitario
22. Compilare una cartella clinica con particolare attenzione ai seguenti aspetti:
- esplicitazione del motivo iatrotropo, dei problemi attivi, della gravità del quadro clinico, delle principali ipotesi diagnostiche
- inquadramento degli aspetti della malattia nel contesto della personalità e dell'ambiente sociale e familiare del malato ai fini delle decisioni diagnostiche e terapeutiche
- esposizione sintetica degli obiettivi diagnostici e terapeutici
- organizzazione del diario clinico per problemi, segnalando i dati utili per le decisioni diagnostiche e terapeutiche, per la valutazione prognostica, per il monitoraggio della terapia e per la comunicazione con il paziente ed i suoi familiari.
23. Redigere una relazione di dimissione del paziente, riportando con chiarezza, completezza e sintesi:
- la diagnosi di dimissione del paziente
- i dati anamnestici salienti del paziente
- il motivo del ricovero
- il decorso del ricovero, organizzandolo in rapporto ai principali problemi (descrizione del quadro di presentazione iniziale, provvedimenti diagnostici o terapeutici, razionale delle decisioni prese, evoluzione) e riportando le condizioni del paziente alla dimissione
- le indicazioni per il periodo successivo alla dimissione: terapie farmacologiche (riportando con chiarezza il prodotto e il dosaggio unitario della confezione prescritta, il dosaggio, gli orari e le modalità di assunzione, la durata), interventi riabilitativi, consigli comportamentali, programma di controlli, criteri di allarme per l'accesso al curante o alle strutture sanitarie, tipo di supporto familiare o individuale da parte delle strutture operanti sul territorio.
-
24. Presentare un caso clinico per offrirlo alla discussione dei Colleghi (quadro di presentazione e sua interpretazione, razionale delle scelte e dei provvedimenti adottati e loro risultati, evoluzione)

Genomica in Medicina
Le tecnologie post-genomiche e la prospettiva della medicina personalizzata/medicina di precisione.
Il concetto di "avatarizzazione" del paziente come modello digitalizzato e integrato per la cura personalizzata.
Modelli derivati da paziente per la medicina di precisione in oncologia: gli organoidi da tessuto e gli xenotrapianti.
Sfide di natura bioetica nell'era della medicina personalizzata.

Basi Molecolari del Cancro e Sviluppo di Trattamenti Molecolari Mirati
Evoluzione delle terapie intelligenti in oncologia: stato dell'arte prospettive future.
Casi clinici di gestione della malattia neoplastica primitiva, localmente avanzata e metastatica nei differenti sottotipi molecolari di tumore mammario (triplo-negativo, luminale, HER2-positivo).
Casi clinici di gestione della malattia neoplastica primitiva, localmente avanzata e metastatica della prostata.
Casi clinici di gestione della malattia neoplastica primitiva e metastatica del colon-retto.

Il Problema della Sovradiagnosi e del Sovratrattamento in Oncologia
Il paradigma del cancro della mammella.
Il paradigma del cancro della prostata.

Le Cellule Staminali Tumorali e la Medicina Personalizzata in Oncologia
La teoria dell' evoluzione clonale e staminale nel processo di carcinogenesi.
Le cellule staminali tumorali come strumento diagnostico, prognostico e predittivo di risposta terapeutica in oncologia.

Programma 6° anno:
La raccolta e l'interpretazione delle evidenze cliniche
La raccolta di evidenze dal paziente - l'agenda del paziente
L'indagine anamnestica
Raccogliere la storia clinica del paziente, organizzando per problemi le informazioni acquisite e rispettando i seguenti criteri:
- Identificazione del motivo iatrotropo e della sua storia
- Completezza dell'esplorazione dei principali sintomi e degli eventi patologici maggiori
- Ricerca di informazioni mirate e pertinenti
- Correttezza della terminologia impiegata
- Riconoscimento dell'agenda del paziente nelle sue componenti di interpretazione dei sintomi, vissuto di malattia, contesto e aspettative

L'esame fisico
Organizzare la ricerca mirata dei segni clinici in relazione ai problemi attivi del paziente
Rilevare e interpretare autonomamente i principali segni patologici raccolti dal paziente, Valutare lo stato di salute generale del paziente

Le indagini di primo livello
Interpretare le principali indagini di primo livello, con particolare attenzione alle seguenti:
- es. Emocromocitom., reticolociti - enzimi miocardici - esame delle urine
- indici di funzionalità renale -indici biochimici di necrosi - ecografia addominale
- indici di flogosi - colestasi e sintesi epatica - ecocardiografia
- elettroliti sierici - sierologia autoanticorpale
- glicemia - sierologia delle epatiti virali
Analizzare sistematicamente l'ECG e riconoscerne le principali anomalie per quanto riguarda: asse elettrico, disturbi del ritmo e della conduzione (battiti ectopici ventricolari e sopraventricolari, fibrillazione atriale, flutter atriale, tachicardie sopraventricolari, tachicardie ventricolari, fibrillazione ventricolare, BBD, BBS, BAV), alterazioni ischemiche, ipertrofia del ventricolo sinistro.
Interpretare l'emogasanalisi (EGA) e riconoscere i quadri di acidosi e alcalosi respiratoria, metabolica, mista, e i quadri di alterazione degli scambi respiratori.
Analizzare una radiografia del torace in particolare per quanto riguarda:
- esplorazione sistematica di parenchima polmonare, piani pleurici, cuore e mediastino, seni costofrenici e diaframma, trachea e grossi bronchi, piano osseo;
- riconoscimento dei principali quadri patologici (con attenzione particolare verso: pneumotorace, versamento pleurico, addensamenti polmonari di natura flogistica o sostitutiva, edema polmonare acuto)

La raccolta di evidenze dalla letteratura medica

Identificare le conoscenze che devono essere acquisite per il corretto inquadramento di un problema clinico e tradurle in domande che ammettano risposta dalla letteratura medica
Impostare una strategia di ricerca per la consultazione delle banche dati bibliografiche
Valutare criticamente la letteratura riguardante l'accuratezza di metodi diagnostici e l'appropriatezza del loro impiego, la prognosi di una malattia, l'efficacia di un intervento
Discutere in quale modo le evidenze reperite possono essere applicate al paziente in questione

Decisioni diagnostiche

Valutazione della gravità
Dati un sintomo, un segno o un'alterazione di laboratorio, proporre strategie finalizzate a valutare la gravità del quadro attraverso:
- la stratificazione (soglie) dell'intensità dell'alterazione in categorie di gravità;
- la ricerca delle complicanze o danni d'organo presenti (indicatori di progressione di malattia) o che il paziente potrebbe sviluppare a breve, medio e lungo termine;
- la ricerca di comorbidità o di condizioni anche fisiologiche, quali l'età, che possono influenzare la storia naturale/prognosi, il successo e le complicanze del trattamento della malattia di base.

Riconoscere il paziente critico e le emergenze mediche: utilizzare pressione arteriosa, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, glicemia, EGA, ECG e quadro clinico del paziente per stabilire il grado di urgenza di un provvedimento diagnostico o terapeutico.

Utilizzare le principali classificazioni impiegate nella definizione di gravità del quadro clinico o della prognosi (Classificazione NYHA per lo scompenso cardiaco; classificazione di Child nella cirrosi epatica, etc.).

Discutere le ricadute che la definizione di gravità del paziente può avere nei confronti delle decisioni diagnostiche e terapeutiche.


Diagnosi differenziale
Impostare strategie appropriate di diagnosi differenziale mostrando di essere in grado di:
- stabilire gerarchie tra le alternative diagnostiche sulla base dell'attribuzione di probabilità a priori di malattia in rapporto alle conoscenze epidemiologiche e alla valutazione critica delle informazioni anamnestiche ed obiettive offerte dal caso clinico;
- individuare le principali condizioni necessarie e quelle sufficienti per porre una determinata diagnosi;
- utilizzare le caratteristiche di sensibilità e specificità delle indagini diagnostiche integrandole con le probabilità a priori delle diverse ipotesi prese in considerazione;
- formulare strategie diagnostiche fondate sull'impiego di indagini sensibili per l'esclusione iniziale di ipotesi (meno probabili ma dotate di caratteristiche di urgenza o evolutività) e di indagini specifiche per la conferma delle ipotesi più probabili;
- scegliere i tests diagnostici più appropriati sulla base delle caratteristiche di accuratezza, invasività, costo;
- valutare l'effettiva utilità della diagnosi per il paziente
Per la particolare frequenza o rilevanza clinica che esse rivestono, la discussione delle seguenti alterazioni fisiche, sintomatologiche o degli esami di laboratorio verrà privilegiata ai fini della valutazione delle capacità acquisite nel raccogliere e nell'integrare le informazioni ottenute dal paziente (punti 1-7) e nell'impostare strategie di diagnosi differenziale (punti 12,13):
- Dispnea, Sanguinamento digestivo
- Dolore toracico, Anemia
- Sincope , Piastrinopenia
- Dolore addominale, Porpora
- Vomito, Linfoadenopatia
- Diarrea, Splenomegalia
- Edemi (localizzati e generalizzati), Febbre
- Squilibri elettrolitici e acido-base, Calo ponderale
- Ittero, Dolore articolare e muscolare
- Ascite

Ai fini della valutazione diagnostica, verranno prese in esame le patologie già affrontate nell'ambito delle diverse cliniche specialistiche, le patologie chirurgiche (cfr. Programma d'esame di Clinica Chirurgica) e alcune patologie o condizioni patologiche non sempre affrontate sistematicamente in precedenza, quali:
- Malattia tromboembolica venosa (TVP, TEP) - SIADH
- Sarcoidosi - Rabdomiolisi
- Amiloidosi - Morbo di Wilson
- Ipoglicemia e iperglicemia

Decisioni terapeutiche

La scelta assieme al paziente di un intervento terapeutico
Facilitare i processi decisionali attraverso l'utilizzo competente di shared decision making skills e l'attenzione costante alla risposta psicoemotiva del paziente
Stabilire e proporre al paziente strategie di intervento terapeutico basate su:
- conoscenza della storia naturale della malattia, delle possibili complicanze, degli effetti collaterali dei trattamenti al fine di definire l'opportunità e l'intensità di un intervento terapeutico;
- comprensione delle attitudini del paziente e motivazioni al trattamento;
- definizione degli obiettivi terapeutici (cura della malattia, prevenzione di complicazioni, prevenzione di recidive, rallentamento della progressione di malattia e limitazione di deterioramento strutturale e funzionale, alleviamento di sintomi e palliazione, preservazione della dignità del malato);
- definizione degli indicatori (segni o sintomi, esami strumentali, esami di laboratorio) utilizzati per monitorare l'efficacia della terapia, i suoi effetti collaterali, la sua durata, e per stabilire eventuali modificazioni di dosaggio.
- conoscenza del ruolo dell'età come fattore determinante nell'adeguare la scelta e il monitoraggio della terapia alla realtà del malato
Di seguito è riportato un elenco di condizioni patologiche che per prevalenza, gravità, evolutività, esemplarità saranno oggetto privilegiato di valutazione al fine di esplorare la maturità acquisita nelle decisioni terapeutiche:
- Asma bronchiale, attacco acuto e trattamento cronico
- BPCO e riacutizzazione di BPCO
- Polmoniti
- Ipertensione arteriosa
- Sindromi coronariche acute e croniche
- Fibrillazione atriale
- Scompenso cardiaco acuto e cronico
- Malattia tromboembolica venosa (TVP e TEP)
- Diabete mellito
- Cirrosi epatica scompensata (ascite, encefalopatia epatica, prevenzione del sanguinamento digestivo)
- Infezioni batteriche delle vie urinarie
- Insufficienza renale acuta e cronica
- Rabdomiolisi
- Disidratazione e ipovolemia
- Squilibri elettrolitici (K+, Ca++)
- Anemia
- Alcolismo
- Osteoporosi
- Addome acuto non chirurgico

Gestione del paziente con fattori di rischio
Riconoscere i fattori di rischio per patologie cardiovascolari o neoplastiche e utilizzare gli strumenti per la quantificazione del rischio.
Concordare strategie efficaci di prevenzione primaria e secondaria con il paziente portatore dei suddetti fattori di rischio.

Approccio e gestione del paziente oncologico
Riconoscere e gestire le specificità cliniche del malato oncologico, in particolare per quanto riguarda le complicanze attese nel corso delle principali terapie oncologiche; l'importanza, i limiti e i criteri per la corretta applicazione delle metodiche di screening
Orientare il paziente oncologico terminale e i familiari tra i servizi di assistenza per il malato terminale (Hospice, assistenza domiciliare integrata, etc.)
Illustrare i principi della terapia palliativa
Proporre una terapia per il controllo del dolore

La comunicazione delle informazioni cliniche al malato e al personale sanitario
Compilare una cartella clinica con particolare attenzione ai seguenti aspetti:
- esplicitazione del motivo iatrotropo, dei problemi attivi, della gravità del quadro clinico, delle principali ipotesi diagnostiche
- inquadramento degli aspetti della malattia nel contesto della personalità e dell'ambiente sociale e familiare del malato ai fini delle decisioni diagnostiche e terapeutiche
- esposizione sintetica degli obiettivi diagnostici e terapeutici
- organizzazione del diario clinico per problemi, segnalando i dati utili per le decisioni diagnostiche e terapeutiche, per la valutazione prognostica, per il monitoraggio della terapia e per la comunicazione con il paziente ed i suoi familiari.
Redigere una relazione di dimissione del paziente, riportando con chiarezza, completezza e sintesi:
- la diagnosi di dimissione del paziente
- i dati anamnestici salienti del paziente
- il motivo del ricovero
- il decorso del ricovero, organizzandolo in rapporto ai principali problemi (descrizione del quadro di presentazione iniziale, provvedimenti diagnostici o terapeutici, razionale delle decisioni prese, evoluzione) e riportando le condizioni del paziente alla dimissione
- le indicazioni per il periodo successivo alla dimissione: terapie farmacologiche (riportando con chiarezza il prodotto e il dosaggio unitario della confezione prescritta, il dosaggio, gli orari e le modalità di assunzione, la durata), interventi riabilitativi, consigli comportamentali, programma di controlli, criteri di allarme per l'accesso al curante o alle strutture sanitarie, tipo di supporto familiare o individuale da parte delle strutture operanti sul territorio.
-
Presentare un caso clinico per offrirlo alla discussione dei Colleghi (quadro di presentazione e sua interpretazione, razionale delle scelte e dei provvedimenti adottati e loro risultati, evoluzione)
Prerequisiti
Sulla base delle conoscenze acquisite nei corsi degli anni precedenti, in modo particolare i corsi di Semeiotica e Patologia degli Apparati, lo studente deve conoscere le basi patogenetiche e fisiopatologiche, i fattori di rischio e i fattori prognostici delle malattie; la loro caratterizzazione epidemiologica, anatomo-patologica e semeiologica, di laboratorio e strumentale; le basi farmacologiche della cura; le modalità di valutazione delle evidenze in medicina
Metodi didattici
Il corso utilizza gli strumenti didattici qui sotto riportati in rapporto con le attività didattiche diversificate previste durante il corso.
· Lezioni frontali - Presentazione di casi clinici atti a favorire la discussione di aspetti metodologici (epidemiologia clinica, ragionamento medico); di specifiche condizioni patologiche che per prevalenza, esemplarità e complessità richiedano una trattazione più approfondita, oppure siano state oggetto di recente aggiornamento o revisione (linee-guida, rassegne secondo EBM); analisi delle dimensioni etiche delle decisioni cliniche.
· Attività tutoriali professionalizzanti "Skills pratiche di Clinica Medica" - Percorso formativo svolto presso i reparti di Medicina dell'Ospedale al seguito di tutori dedicati, orientato all'acquisizione di Unità Didattiche Elementari relative a specifiche skills pratiche (UDE). Tale percorso è definito da una sezione del Quaderno del Saper Fare per il V e VI anno che verrà consegnata agli studenti e firmata dal tutore prescelto alla acquisizione di ciascuna delle UDE.
· Attività di "Etica pratica in Clinica Medica" e Attività "Back to basics in patologia Generale" - Analisi di casi clinici che presentano questioni etiche nel loro percorso decisionale. Incontri svolti secondo una metodologia di discussione in piccoli gruppi seguita da sessione plenaria con presentazione delle soluzioni proposte e loro discussione da parte di clinici esperti.
- Attività tutoriali professionalizzanti "Ragionamento clinico: Making Thinking Visible (MTV)" - Modulo didattico dedicato alla discussione guidata, in piccoli gruppi, su: strategie di raccolta critica delle evidenze cliniche e loro interpretazione; valutazione di gravità di malattia in termini di soglie di gravità o intensità di alterazione; formulazione di percorsi razionali di diagnosi e terapia; analisi degli aspetti critici che influenzano le decisioni diagnostiche e terapeutiche; definizione del rapporto rischi-benefici utilizzando modelli di "threshold approach" alle decisioni cliniche; gestione della terapia farmacologica (scelta dei farmaci e del loro dosaggio in rapporto alle caratteristiche del paziente; criteri per il monitoraggio dell'efficacia terapeutica e degli effetti collaterali; criteri per stabilire il successo o il fallimento della terapia, la durata e la sospensione della terapia). Queste attività sono dedicate agli studenti del V anno, 2° semestre, e VI anno, 1° semestre.
- Attività tutoriali professionalizzanti "Medicina Generale" Frequenza presso l'ambulatorio di un Medico di Medicina Generale;
- Frequenza nei reparti di Medicina, su richiesta individuale dello studente, al seguito di uno dei tutori del corso nell'ambito delle attività assistenziali svolte presso reparto di appartenenza, il Day Hospital/MAC, gli ambulatori, durante i turni di guardia interni (interdivisionali) e di Pronto Soccorso.
Materiale di riferimento
Il corso non fa riferimento a testi particolari. Costante attenzione è rivolta durante le attività didattiche a fornire riferimenti per la consultazione della letteratura di aggiornamento disponibile online, con particolare attenzione alle riviste New England Journal of Medicine, Lancet, British Medical Journal-BMJ; riviste edite dall'American College of Physicians; Cochrane Library.
Ogni lezione del corso presenta i riferimenti bibliografici essenziali circa gli argomenti trattati.
In termini generali, lo studente è costantemente invitato all'integrazione tra gli argomenti clinici trattati nel corso e quelli cosiddetti pre-clinici secondo i suggerimenti riportati nella seguente voce bibliografica:
- A.L. Spencer, T. Brosenitsch, A.S. Levine, S.L. Kanter. Back to the Basic Sciences: An Innovative Approach to Teaching Senior Medical Students How Best to Integrate Basic Science and Clinical Medicine. Acad Med. 2008; 83:662-66
Modalità di verifica dell’apprendimento e criteri di valutazione
L'esame di Clinica Medica valuterà l'acquisizione da parte dello studente della capacità di organizzare la raccolta e l'interpretazione delle evidenze cliniche emerse dal paziente e quella di programmare percorsi razionali di diagnosi e terapia alla luce della prognosi di malattia.
L'esame è suddiviso in due parti: una prova pratica, svolta sul paziente, e una prova orale.
Sono oggetto specifico di valutazione nelle due prove i contenuti di seguito riportati.
Prova pratica
(a) Capacità di raccolta e interpretazione delle evidenze cliniche emerse dal paziente e loro integrazione in specifici quadri clinici.
(b) Interpretazione di esami di laboratorio o strumentali e discussione del loro significato nel contesto del paziente preso in esame
Prova orale
(a) Discussione di sintomi o altri riscontri patologici con particolare attenzione:
- agli aspetti fisiopatologici e patogenetici
- alla definizione di un percorso diagnostico razionale fondato su: criteri epidemiologici, utilizzo razionale delle risorse diagnostiche, rapporto ottimale rischio-beneficio e costo-efficacia, prognosi attesa
(b) Discussione dei criteri di impostazione della terapia nel trattamento delle condizioni cliniche più frequenti o più rilevanti apprese nel corso del triennio clinico, con particolare attenzione all'esposizione di:
- modalità di impiego clinico dei principali farmaci e della loro efficacia terapeutica
- principali controindicazioni ed effetti collaterali nell'impiego dei farmaci più comunemente utilizzati
La valutazione di ciascuna delle due parti in cui è suddiviso l'esame sarà espressa in un voto in trentesimi; il voto finale si baserà sul valore medio delle due prove integrato da una discussione all'interno della commissione; esso terrà conto anche del contributo offerto dallo studente alla discussione in aula durante le lezioni del corso.
MED/09 - MEDICINA INTERNA - CFU: 3
Lezioni: 36 ore
Docente/i
Ricevimento:
previo appuntamento da concordare via e-mail