Sociologia e metodi di educazione alla legalità

A.A. 2020/2021
6
Crediti massimi
40
Ore totali
SSD
SPS/09
Lingua
Italiano
Obiettivi formativi
L'insegnamento intende valorizzare nella sua prima parte l'importanza strategica dei processi di educazione alla legalità per la qualità delle democrazie, con particolare riferimento a sistemi sociali, come quello italiano, caratterizzati da una elevata presenza di corruzione e criminalità organizzata. La sua premessa è che il contrasto di corruzione e criminalità debba realizzarsi operando su un vasto sistema di complicità culturali, elitarie o diffuse. E che tale opera, anziché essere pacifica, porti a entrare in conflitto con modelli di pensiero, consuetudini sociali e linguaggi consolidati. A tal fine esso seleziona alcune categorie analitiche del pensiero sociale, giuridico e politico, da Machiavelli a Gramsci, da Kelsen a Bobbio o Bourdieu, da Leopardi a Pasolini o don Milani, per comprendere i meccanismi che ostacolano concretamente i processi di educazione e progresso civile.
Nella sua seconda parte l'insegnamento si propone di valorizzare i processi funzionali a uno sviluppo dello spirito di legalità. Da un lato cerca perciò di disegnare i percorsi che, pur senza essere intenzionalmente orientati all'obiettivo della legalità, concorrono nella vita quotidiana alla sua costruzione: dalle attribuzioni di senso e di valore fino allo sviluppo dei principi di solidarietà, di libertà o di giustizia. Da un altro lato contestualizza e studia, con particolare riferimento all'esperienza italiana, i movimenti educativi, alla cittadinanza attiva o all'antimafia, cresciuti soprattutto nel mondo giovanile e che appaiono portatori potenziali di una nuova etica pubblica oltre che di una rinnovata teoria del conflitto e della modernizzazione civile.
Risultati apprendimento attesi
L'insegnamento mira a fornire una approfondita conoscenza e comprensione delle debolezze e delle ambiguità dello "spirito pubblico" italiano, e delle loro radici, nonché del significato storico dei processi educativi e culturali che in forma diversa cooperano per lo sviluppo di una più avanzata etica della legalità.
Le conoscenze e la comprensione acquisite mirano a fornire le competenze necessarie per riconoscere nel proprio tempo gli atteggiamenti e le mentalità in grado di orientare, positivamente o negativamente, i rapporti tra cultura civile e fenomenologie criminali.
Le capacità critiche e di giudizio vengono sviluppate attraverso il confronto con numerosi testimoni esterni, in particolare privilegiando un'analisi empirica dei limiti delle stesse esperienze di educazione alla legalità.
Le capacità di comunicare quanto si è appreso vengono promosse per più vie: elaborati scritti sin dalla primissima parte del corso, lo svolgimento della prova finale in forma orale, discussioni aperte e continue in aula su temi specifici, l'opportunità di partecipare a percorsi didattici integrativi, come il laboratorio di giornalismo antimafioso, o viaggi (con funzioni di tutoraggio verso gli studenti più giovani) organizzati dall'università o dal Miur, come nel caso della cosiddetta "nave Falcone".
Programma e organizzazione didattica

Edizione unica

Responsabile
Periodo
Terzo trimestre
Metodi didattici. Le lezioni si terranno sulla piattaforma Microsoft Teams e potranno essere seguite sia in sincrono sulla base dell'orario del primo trimestre sia in asincrono perché saranno registrate e lasciate a disposizione degli studenti sulla medesima piattaforma.

Programma e materiale di riferimento. Il programma e il materiale di riferimento non subiranno variazioni.

Modalità di verifica dell'apprendimento e criteri di valutazione. L'esame finale si svolgerà in forma orale utilizzando la piattaforma Microsoft Teams o, ove possibile, in presenza. La prova orale sarà preceduta da una prova scritta di taglio riflessivo e rielaborativo, da inviare al docente una settimana prima dell'appello o in altra data concordata durante il corso.
Programma
Nella prima parte il corso, attraverso un approccio sperimentale e interattivo, sviluppa una riflessione sul rapporto generale tra processi educativi e qualità dei sistemi sociali, con particolare riferimento ai valori di libertà, responsabilità e democrazia. Analizza i fattori etici, culturali e psicologici di massa che influenzano lo spirito pubblico nel contesto sociale e istituzionale italiano, indicando la legalità come grande questione irrisolta della storia nazionale. La seconda parte del corso studia il percorso compiuto in Italia dal movimento di educazione alla legalità a partire dalla fine del XX secolo. Spiega la nascita di tale movimento, il suo stretto rapporto con alcuni rilevanti traumi sociali, specialmente legati all'aggressione delle organizzazioni criminali verso le istituzioni e la convivenza civile, e gli approcci teorici e pratici di cui si è nutrito. Andando dai "maestri di strada" di Napoli ai differenti progetti di didattica antimafia realizzati nelle scuole superiori o ai percorsi di risocializzazione nelle carceri, il corso enuclea progressivamente i più innovativi filoni educativi espressi dalla recente realtà italiana. E ospita testimoni di esperienze realizzate nei contesti urbani e sociali maggiormente problematici per acquisire nuove prospettive conoscitive e nuovi spunti di teoria generale. E problematizza la relazione di tali filoni educativi con le principali criticità culturali ed etiche della società italiana, cercando di verificarne le sintonie possibili con i movimenti sociali e civili in corso nel contesto nazionale e internazionale.
Prerequisiti
Non ci sono requisiti particolari
Metodi didattici
Lezioni integrate da testimonianze su esperienze significative e da visite a luoghi significativi, con successive analisi e discussioni in aula, aperte alla presentazione di contributi scritti.
Materiale di riferimento
Testi obbligatori:
Nando dalla Chiesa, La legalità è un sentimento. Manuale controcorrente di educazione civica, Bompiani, Milano, 2021
Una opzione a scelta tra:
Luigi Ciotti, La speranza non è in vendita, Edizioni Gruppo Abele-Giunti, Torino-Firenze, 2011; Luigi Ciotti, L'eresia della verità, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2017;
Carla Melazzini, Insegnare al principe di Danimarca, Sellerio, Palermo, 2011;
CROSS, Storia dell'educazione alla legalità nella scuola italiana, 2018, www.cross.unimi.it (l'Introduzione e due capitoli a scelta tra Lombardia, Campania, Calabria e Sicilia)

Letture consigliate
Una a scelta tra le seguenti:
Antonino Caponnetto, Io non tacerò: una vita contro la mafia, Melampo, Milano, 2011
Gherardo Colombo, Gustavo Zagrebelsky, Il legno storto della giustizia, Garzanti, Milano, 2017
Nando dalla Chiesa, La scuola di via Pasquale Scura, Filema, Napoli, 2004
Nando dalla Chiesa, Manifesto dell'Antimafia, Einaudi, Torino, 2014
Elvio Fassone, Fine pena ora, Sellerio, Palermo, 2015
Aurelio Grimaldi, Meri per sempre, La Luna , Palermo, 1987
don Lorenzo Milani, Lettera a una professoressa, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze, 1976
Ulteriore materiale didattico verrà offerto e realizzato nell'ambito del corso.
Modalità di verifica dell’apprendimento e criteri di valutazione
Prova orale, con l'obiettivo di valutare la maturità delle conoscenze e delle prospettive teoriche e metodologiche acquisite nell'ambito del corso e attraverso la lettura dei testi. Facoltà di discutere, a integrazione, una libera riflessione scritta sui contenuti del corso, anche in riferimento alle attività didattiche e formative svolte lateralmente (testimonianze esterne, viaggi, visite ecc.), o in riferimento a esperienze educative realizzate autonomamente dallo studente in campo associativo o istituzionale. Tale discussione concorre a formare la valutazione finale.
SPS/09 - SOCIOLOGIA DEI PROCESSI ECONOMICI E DEL LAVORO - CFU: 6
Lezioni: 40 ore
Docente/i
Ricevimento:
secondo trimestre (fino alla fine di marzo): consultare il sito ariel; di massima lunedì mattina, 9.30-12.30
stanza 19 - 1° piano