Storia delle professioni legali

A.A. 2020/2021
6
Crediti massimi
42
Ore totali
SSD
IUS/19
Lingua
Italiano
Obiettivi formativi
L'insegnamento si propone di fornire allo studente gli strumenti per conoscere lo sviluppo storico delle professioni legali in Europa (e in particolare dell'avvocatura), rintracciando le linee di continuità e discontinuità tra passato e presente.
L'obiettivo formativo del corso consiste, pertanto, nell'illustrare le dinamiche evolutive che hanno condotto all'assetto attuale dell'avvocatura, attraverso la riflessione sui modelli storici dell'organizzazione e delle regole della professione forense dal XII al XX secolo.
Risultati apprendimento attesi
Al termine del corso, lo studente dovrà dimostrare di:
- conoscere l'evoluzione della disciplina dell'avvocatura dal medioevo all'età contemporanea (conoscenza e comprensione);
- saper riflettere sulle questioni connesse con l'esercizio delle professioni legali nei diversi contesti storici (capacità di applicare conoscenza e comprensione);
- aver acquisito consapevolezza critica sul ruolo svolto dall'avvocatura nello sviluppo del diritto europeo e attitudine alla configurazione di questioni connesse con l'esercizio delle professioni legali in prospettiva storica, anche attraverso la redazione di relazioni scritte (capacità critiche e di giudizio);
- saper esporre (in forma orale e scritta) le nozioni acquisite con coerenza argomentativa, rigore sistematico e proprietà di linguaggio (capacità di comunicare quanto si è appreso);
- avere acquisito la capacità di riflettere sulle linee evolutive della storia dell'avvocatura, nei rapporti con la magistratura, nonché con la politica e la società, nella costante comparazione tra passato e presente (capacità di proseguire lo studio in modo autonomo nel corso della vita).
Programma e organizzazione didattica

Edizione unica

Responsabile
Periodo
Secondo semestre
Programma
L'insegnamento è volto a delineare la storia delle professioni legali, ed in particolare dell'avvocatura, dal medioevo all'età contemporanea.
L'avvocatura continua a costituire uno dei tradizionali sbocchi professionali dei laureati in Giurisprudenza. Le trasformazioni sociali ed economiche dell'attuale fase storica ne hanno, tuttavia, modificato profondamente l'organizzazione e l'esercizio, rendendo più che mai attuale una riflessione in prospettiva storica sulla funzione e sulle specificità della professione forense, come del resto testimoniano i numerosi studi sulla storia dell'avvocatura svolti negli ultimi anni.
Nell'analisi dei modelli storici delle professioni legali nel contesto europeo e nella ricostruzione dell'evoluzione dell'organizzazione e delle regole dell'avvocatura dal XII al XX secolo, verranno esaminati e discussi il ruolo degli avvocati, sia come singoli sia come ceto, nello sviluppo del diritto e delle istituzioni e il rapporto tra professione forense, da un lato, e politica, società e economia, dall'altro. In particolare, verranno approfonditi, anche attraverso l'analisi di fonti storico-giuridiche, alcuni temi cruciali nello sviluppo storico e attuale dell'avvocatura, quali la formazione delle regole della deontologia forense, il ruolo della difesa tecnica nel processo penale, il rapporto tra avvocatura e magistratura, il dibattito sulla formazione e sull'accesso alle professioni legali.
-L'avvocatura dal medioevo all'età delle riforme (XII-XVIII secolo): la 'nascita' dei giuristi di professione: avvocati e procuratori, barristers e solicitors; l'organizzazione delle professioni legali nel medioevo e nell'età moderna: i collegi dei giudici e degli avvocati e i collegi dei procuratori e dei notai; la formazione della deontologia forense; il ruolo del difensore nel processo penale di antico regime; verso le 'moderne' professioni: la disciplina rivoluzionaria e napoleonica.
-L'avvocatura in età liberale (XIX secolo): la disciplina preunitaria; il ruolo del difensore nel c.p.p. del 1865; il rapporto tra avvocatura e magistratura nell'Ottocento; l'istituzione degli ordini degli avvocati in Italia (1874).
-L'avvocatura dal fascismo alla repubblica (XX secolo): il ruolo del difensore nei c.p.p. del 1913 e del 1930; l'avvocatura durante il fascismo (le riforme dal 1926-1933); dopo la Costituzione: il ruolo del difensore nella novella del 1955 e nella giurisprudenza costituzionale; il rapporto tra avvocatura e magistratura nel Novecento; il dibattito sulla codificazione delle regole deontologiche e sulla formazione e l'accesso alla professione forense nella seconda metà del Novecento.
Prerequisiti
Come da regolamento didattico del corso di laurea: in particolare, sono propedeutici Istituzioni di diritto privato e Diritto costituzionale.
Metodi didattici
La frequenza delle lezioni è fortemente consigliata, anche se non obbligatoria. Il docente utilizzerà lezioni frontali, volte innanzitutto all'acquisizione delle conoscenze e delle competenze dell'insegnamento. La discussione in aula col docente su casi pratici e questioni giuridiche è parte integrante del metodo didattico al fine di promuovere lo spirito critico e la capacità di ragionamento e argomentazione degli studenti.
L'insegnamento si avvale di materiale didattico disponibile sulla piattaforma ARIEL.
Materiale di riferimento
Per gli studenti frequentanti, i materiali didattici verranno indicati durante le lezioni e resi disponibili sul sito Ariel.
Per gli studenti non frequentanti, l'esame si svolgerà sui testi contenuti nella dispensa per l'a.a. 2019/20 (acquistabile presso la copisteria convenzionata indicata sul sito Ariel):
1. A. Padoa Schioppa, Brevi note sull'avvocatura nell'età del diritto comune (pubbl. in Un progetto di ricerca sulla storia dell'avvocatura, a cura di G. Alpa, R. Danovi, Bologna, Il Mulino, 2003, pp. 41-53);
2. E. Dezza, L'avvocato nella storia del processo penale (pubbl. in Un progetto di ricerca sulla storia dell'avvocatura, a cura di G. Alpa, R. Danovi, Bologna, Il Mulino, 2003, pp. 111-134);
3. C. Storti, Avvocati milanesi tra Austria e Italia (pubbl. in Sapere accademico e pratica legale fra Antico Regime ed unificazione nazionale, a cura di V. Piergiovanni, Genova, Accademia Ligure di Scienze e Lettere, 2009, pp. 352-399 e in Avvocati e avvocatura nell'Italia dell'Ottocento, a cura di A. Padoa Schioppa, Bologna, Il Mulino, 2009, pp. 271-321);
4. C. Cavagnari, E. Caldara, Avvocati e procuratori, edizione a cura di G. Alpa, Bologna, Il Mulino, 2004 (limitatamente alle pp. 7-35 e 157-357);
5. M.N. Miletti, Uno "zelo invadente". Il rifiuto della pubblicità istruttoria nel c.p.p. del 1913 (pubbl. in Processo penale e opinione pubblica, a cura di F. Colao, L. Lacchè, C. Storti, Bologna, Il Mulino, 2008, pp. 227-262).
Modalità di verifica dell’apprendimento e criteri di valutazione
- Modalità: prova orale
- Tipologia di prova: interrogazione orale
- Parametri di valutazione: correttezza dei contenuti, chiarezza ed efficacia argomentativa, proprietà d linguaggio, capacità di analisi critica.
- Tipo di valutazione utilizzata: voto in trentesimi
- Per gli studenti frequentanti, è prevista, a metà dell'insegnamento, una prova intermedia facoltativa: prova scritta a risposte aperte.
I risultati della prova scritta saranno comunicati sulla piattaforma Ariel.
In caso di esito positivo della prova scritta intermedia, la relativa parte del programma sarà scorporata dalla prova orale finale (valida per tutto l'a.a. 2020/21, ossia fino al febbraio 2022).
La valutazione finale sarà composta dalla media ponderata dei voti ottenuti nella prova scritta e nella prova orale.
Le modalità d'esame per studenti con disabilità e/o con DSA dovranno essere concordate col docente, in accordo con l'Ufficio competente
IUS/19 - STORIA DEL DIRITTO MEDIEVALE E MODERNO - CFU: 6
Lezioni: 42 ore
Docente/i
Ricevimento:
Lunedì ore 12.30-13.30. È possibile contattare la docente via e-mail (raffaella.bianchi@unimi.it) per fissare un colloquio su Microsoft Teams.