Letteratura cristiana antica

A.A. 2021/2022
9
Crediti massimi
60
Ore totali
SSD
L-FIL-LET/06
Lingua
Italiano
Obiettivi formativi
Il corso di Letteratura cristiana antica si propone un quadruplice obiettivo:
1) esso intende introdurre gli studenti a quel fondamentale repertorio letterario e storico del pensiero delineatosi nelle origini cristiane;
2) il corso intende inoltre illustrare le principali traiettorie lungo le quali si è consolidata la perdurante rilevanza culturale dei testi di questa tradizione (dalla raccolta neotestamentaria ad autori ad autori quali Origene d'Alessandria, Eusebio di Cesarea, Agostino di Ippona, Girolamo di Stridone ecc.) nella storia del pensiero e nelle diverse culture letterarie;
3) esso si propone di introdurre alla principale strumentazione metodologica, caratteristica di questo settore di ricerca e distintiva dei suoi più recenti sviluppi critici;
4) Infine, il corso di Letteratura cristiana antica desidera mostrare agli studenti le concrede possibilità di intraprendere un itinerario di ricerca in questo specifico ambito di studio.
Tale articolato patrimonio metodologico e di conoscenza è volto, in ultima istanza, a consentire allo studente di interagire in modo critico con il patrimonio documentario studiato dalla Disciplina e con la complessa costellazione di studi e ricerche che, attorno ad esso, le diverse tradizioni critiche hanno animata.
Risultati apprendimento attesi
Conoscenze
Al termine dell'insegnamento, lo studente dovrebbe aver acquisito una conoscenza critica di base dei principali dinamiche letterarie, dei rispettivi referenti contesti storici (Sitz im Leben), dei più significativi momenti di questa storia letteraria e del pensiero. Accanto a questa, il corso intende fornire competenze critiche rispetto alle le principali coordinate metodologiche della Disciplina, per orientarsi criticamente entro questo variegato e plurale patrimonio documentario.

Competenze
Tale conoscenza dovrebbe accompagnarsi a una prima capacità di confronto critico con i principali strumenti elaborati da e per la ricerca nell'ambito della critica neotestamentaria e "patristica".
Programma e organizzazione didattica

Edizione unica

Responsabile
Periodo
Primo semestre
In fase di didattica emergenziale, il programma viene mantenuto con le seguenti modifiche:

Metodi didattici:
Le lezioni si terranno in videoconferenza su piattaforma Skype.
Il calendario delle lezioni e tutti i dettagli delle attività saranno pubblicati sul sito Ariel del Docente entro l'inizio delle lezioni. Eventuali aggiornamenti saranno comunicati attraverso avvisi, sempre sul sito Ariel del Docente.

Modalità di verifica dell'apprendimento e criteri di valutazione:
L'esame è orale e viene svolto in Teams, secondo le indicazioni fornite dall'Ateneo o, laddove la regolamentazione lo consentisse, in presenza, sempre in forma orale.
Gli obiettivi del corso e i criteri di verifica resteranno in ogni caso immutati.
Programma
Titolo: «Tradunt maiores nostri». Dal Kerygma ai Simboli di fede nelle origini cristiane. Il caso della Spiegazione del Credo di Rufino di Aquileia

"Simbolo" (o "Credo") è il titolo di numerosi, brevi componimenti testuali, le cui affinità formali hanno permesso di classificare un genere letterario, consolidatosi a partire dagli esordi del III secolo, contraddistinto da raccolte assiomatiche, articolate in strutture retoriche spiccatamente paratattiche.
A questi brevi elaborati venne affidato il compito di definire e custodire i lineamenti dell'identità religiosa di ciascuna comunità cristiana; tale decisiva funzione fece sì che il complesso percorso di identificazione e perfezionamento di questo "genere testuale" coincidesse con il travagliato processo di diramazione e consolidamento delle diverse identità ecclesiali entro le quali si venivano disponendo le tradizioni cristiane delle origini.
"Professare il kerygma" - e, poi, "professare la fede" - significava infatti dare pubblica visibilità alla personale adesione a una Chiesa, confessando come proprie le tesi teologiche (i "teologumeni") che quella determinata tradizione religiosa custodiva.
L'itinerario che condusse alla definizione dei primi Simboli conobbe diverse fasi: a partire dalla semplice affermazione del Nome, nel momento dell'ingresso nella comunità ("Nel Nome di Gesù, il Cristo ", "Nel nome del Signore " ecc.), si pervenne a brevi serie di questionarî ("Credi tu in ?") che stabilirono le rubriche attorno alle quali si strutturò infine l'ossatura dei primi Simboli di fede, nati come serie di proposizioni teologiche da confessare pubblicamente - coram populo e coram Deo -, nelle quali ciascuna Chiesa poneva la memoria della propria vicenda religiosa e i fondamenti di un'identità che si pretendeva risalisse sino alla predicazione di Gesù, il Cristo.
Contrariamente al comune convincimento, dato il caratteristico valore identitario che questi testi assunsero, le origini cristiane produssero numerosi simboli di fede, nella maggior parte dei casi equiparabili per struttura, ma mai del tutto coincidenti per contenuto teologico.
Il corso mira a indagare questa specifica tradizione letteraria a partire dal più antico trattato dedicato alla Spiegazione di una di queste formule: la Spiegazione del Credo di Rufino di Aquileia.
Lo sviluppo del corso seguirà tre Unità Argomentative:
I Unità Argomentativa: il concetto di kerygma nelle tradizioni protocristiane: da Paolo ai Sinottici.
II Unità Argomentativa: dal kerygma al Simbolo. Identità, polemica e culto nelle antiche Chiese cristiane.
III Unità Argomentativa: la Spiegazione del Credo di Rufino di Aquileia.
Nella prima Unità si tenterà di risalire sino all'origine del concetto di kerygma, osservando come esso sia costitutivo dei più antichi movimenti cristiani. La disamina della genesi di questo tema permetterà di considerare i tratti caratteristici della più antica produzione testuale cristiana richiamando i principi epistemologici sui quali si fonda l'autonomia disciplinare della Letteratura cristiana antica, le cui principali acquisizioni metodologiche verranno esemplarmente applicate alla critica del testo in esame. Tale disamina consentirà anche di entrare nel merito del più recente dibattito circa l'originale natura dei movimenti di credenti in Gesù, il Cristo, se essi debbano essere considerati alla stregua di aggregazioni sapienziali akerygmatiche o se effettivamente si basassero sul riconoscimento, nella Pasqua di Gesù, dell'evento destinato a dare compimento alla storia, inaugurando il regno di Dio.
Nella seconda Unità si osserverà la genesi dei primi Simboli di fede, con particolare attenzione al valore liturgico, polemico (in ottica soprattutto anti-eresiologica) e identitario delle diverse formulazioni kerygmatiche e dei diversi Simboli. Nello specifico, la genesi della tradizione aquileiese assumerà la funzione di "caso di studio".
Infine, l'ultima Unità Argomentativa sarà dedicata alla Spiegazione del Credo di Rufino di Aquileia. L'analisi del testo si propone diversi obiettivi: per un verso essa mira a restituire il documento al proprio Sitz im Leben; per altro verso, essa è volta a isolare e analizzare la formula kerygmatica restituita dalla Spiegazione; infine essa vuole sottolineare le peculiarità del Credo di Aquileia e le strategie argomentative con le quali esse furuno presentate da Rufino.
Prerequisiti
Non sono richieste conoscenze preliminari.
Metodi didattici
Le lezioni verranno erogate facendo principalmente ricorso a una didattica frontale (non sono tuttavia escluse le possibilità di esercitazioni e di lavori di gruppo). La frequenza alle lezioni è vivamente consigliata.
Materiale di riferimento
INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE GENERALI
A sostegno della frequenza e della preparazione d'esame, tutti gli studenti sono pregati di dotarsi di: * un'edizione della Bibbia a scelta tra:
a) La Bibbia di Gerusalemme, Bologna (EDB) 2009;
b) E Dio disse La Bibbia. Nuovissima versione dai testi originali, Cinisello Balsamo (San Paolo) 2007.
Gli studenti con curriculum antichistico, sono inoltre vivissimamente pregati di integrare quanto già segnalato con:
* Nestle - Aland, Novum Testamentum Graece, Stuttgart (Deutsche Bibelgesellschaft) 2012 (28ma edizione).
I testi appena elencati verranno impiegati durante la discussione dell'esame.

Indicazioni bibliografiche e programma d'esame per STUDENTI FREQUENTANTI
I Parte
* W. Weren, Finestre su Gesù, Torino (Claudiana) 2001;
* C. Moreschini - E. Norelli, Manuale di letteratura cristiana antica greca e latina, Brescia (Morcelliana) 2006 (2ed.).
* Appunti e materiali distribuiti durante il corso.
II Parte
* G. Pelizzari (cur.), Rufino, Spiegazione del Credo, Paoline (Milano) c.d.s. (Letture cristiane del primo millennio 62) [Attenzione anche l'Introduzione al testo costituisce parte integrante del programma!]: il volume sarà edito a novembre 2021.
* Appunti e materiali distribuiti durante il corso.
III Parte
* Appunti e materiali distribuiti durante il corso.

Per il conseguimento dei 6 c.f.u. è obbligatoria la frequenza e lo studio dei materiali indicati per le prime due Unità;
Per il conseguimento dei 9 c.f.u. è obbligatoria la frequenza e lo studio dei materiali indicati per tutte e tre le Unità.

Indicazioni bibliografiche e programma d'esame per STUDENTI NON FREQUENTANTI
I Parte
* W. Weren, Finestre su Gesù, Torino (Claudiana) 2001;
* C. Moreschini - E. Norelli, Manuale di letteratura cristiana antica greca e latina, Brescia (Morcelliana) 2006 (6ed.).
* P.R. Tragan, La preistoria dei vangeli. Tradizione cristiana primitiva, Sotto il Monte (Servitium Editrice) 1999.
II Parte
* G. Pelizzari (cur.), Rufino, Spiegazione del Credo, Paoline (Milano) c.d.s. (Letture cristiane del primo millennio 62) [Attenzione anche l'Introduzione al testo costituisce parte integrante del programma!]: il volume sarà edito a novembre 2021.
* J.N.D. Kelly, I Simboli di fede nella Chiesa antica. Nascita, evoluzione, uso del Credo, Bologna (EDB) 2009, pagine 31-264.
III Parte
* J.N.D. Kelly, I Simboli di fede nella Chiesa antica. Nascita, evoluzione, uso del Credo, Bologna (EDB) 2009, pagine 265-530.

Per il conseguimento dei 6 c.f.u. è obbligatorio lo studio dei materiali indicati per le prime due Unità;
Per il conseguimento dei 9 c.f.u. è obbligatorio lo studio dei materiali indicati per tutte e tre le Unità.
Modalità di verifica dell’apprendimento e criteri di valutazione
Il corso mira a presentare con efficacia, mediante il ricorso a casi di studio esemplari, le specificità, sotto il profilo critico e storico, della polimorfa tradizione letteraria cristiana antica, richiamando il valore paradigmatico e l'influenza che essa esercitò sulla successiva storia letteraria e del pensiero.
Con particolare riferimento all'impiego degli strumenti metodologici e critici elaborati da questa Disciplina, il corso vorrebbe abituare lo studente a svolgere criticamente l'analisi di un documento letterario delle origini cristiane.
L'esame finale avviene attraverso un'interrogazione orale che mira a saggiare le capacità critiche e le nozioni acquisite dal candidato.
La valutazione, espressa in trentesimi e comunicata al termine di ciascuna prova, viene composta prestando attenzione ai seguenti parametri:
1) capacità di ragionamento critico (valutazione critica del documento; valutazione critica della letteratura scientifica studiata; capacità di articolare criticamente la propria opinione; capacità analitica; capacità deduttiva);
2) rigore metodologico (conoscenza dei fondamenti metodologici della disciplina; capacità di impiego della metodologia adottata);
3) conoscenza delle nozioni fondamentali della disciplina (cognizione nozionistica; organizzazione delle nozioni in un quadro di conoscenza ordinato);
4) efficacia espressiva (capacità di impiegare la lingua italiana; capacità di esprimersi in modo puntuale e non allusivo; capacità di organizzare discorsivamente la conoscenza; acquisizione di un lessico specialistico).
Moduli o unità didattiche
Unita' didattica A
L-FIL-LET/06 - LETTERATURA CRISTIANA ANTICA - CFU: 3
Lezioni: 20 ore

Unita' didattica B
L-FIL-LET/06 - LETTERATURA CRISTIANA ANTICA - CFU: 3
Lezioni: 20 ore

Unita' didattica C
L-FIL-LET/06 - LETTERATURA CRISTIANA ANTICA - CFU: 3
Lezioni: 20 ore

Docente/i
Ricevimento:
Martedì, ore 14.30-17.30
Studio A3, settore A, Dipartimento di Studi storici (stanza vicino all'Aula seminari)