Teaching workshop: performance and borders

A.A. 2026/2027
3
Crediti massimi
20
Ore totali
SSD
NN
Lingua
Inglese
Obiettivi formativi
Through this laboratory, students will: 1) examine how performance operates as a constitutive force in the making, maintenance, and contestation of borders across territorial, social, and symbolic registers; 2) analyze a broad range of border performances, situating each within its political and material conditions; 3) develop nuanced frameworks for understanding the complicities, ambivalences, and limits of performative border-crossing; and 4) engage with interdisciplinary theoretical tools drawn from border studies, performance studies, migration studies, and critical geography to analyze how bodies, movement, and representation intersect with regimes of sovereignty and control.
Risultati apprendimento attesi
1) Students will critically analyze how performances participate in both the reproduction and the contestation of borders, demonstrating an understanding of performance as a constitutive rather than merely reflective practice; 2) Students will identify and compare border performances across a range of geopolitical and cultural contexts, articulating how each operates within specific regimes of mobility, sovereignty, and exclusion; 3) Students will evaluate dominant narratives of transgression and resistance in performance scholarship, producing more nuanced accounts of how performance can simultaneously reinforce, negotiate, and challenge borders; 4) Students will design and present a research project that examines a specific border performance, analyzing its political stakes and material effects.
Corso singolo

Questo insegnamento non può essere seguito come corso singolo. Puoi trovare gli insegnamenti disponibili consultando il catalogo corsi singoli.

Programma e organizzazione didattica

Edizione unica

Responsabile
Periodo
Primo semestre

Programma
Calendario

Venerdì 2 ottobre 2026: 12:30-14:30
Venerdì 9 ottobre 2026: 12:30-15:30
Martedì 13 ottobre 2026: 12:30-15:30
Venerdì 16 ottobre 2026: 12:30-15:30
Martedì 20 ottobre 2026: 12:30-15:30
Venerdì 23 ottobre 2026: 12:30-15:30
Venerdì 30 ottobre 2026: 12:30-15:30

Sede: K33, via Noto 8. L'ultimo incontro, il 30 ottobre, si terrà presso l'Interdisciplinary Laboratory for Performance and Politics, quinto piano, via Noto 8.

Lingua di insegnamento: inglese

Iscrizione: online

Valutazione: partecipazione attiva, una presentazione in aula (5-7 minuti) e, a scelta, un elaborato finale di ricerca (5 pagine) oppure un progetto performativo accompagnato da documentazione e da una dichiarazione d'artista di due pagine informata dalle letture del corso.

Data delle presentazioni: 30 ottobre 2026

Consegna degli elaborati finali o dei progetti performativi: 11 dicembre 2026

Descrizione

I confini sembrano le cose più solide della politica: linee sulle mappe, recinzioni nei deserti, cemento che attraversa le città. Questo laboratorio parte dall'intuizione opposta: i confini non sono semplicemente cose che esistono, ma cose che le persone fanno. Vengono performati in e attraverso cerimonie, pattugliamenti, controlli dei passaporti, parate e spettacoli artistici. Soprattutto, i confini sono performativi: le pratiche di confine contribuiscono a far esistere le entità stesse—stati, cittadini, nazioni—la cui divisione la linea pretende semplicemente di riflettere.

Questo laboratorio indaga la relazione tra performance e confini, prestando attenzione a come le pratiche incarnate non si limitino a rispondere ai confini, ma li riproducano, li negozino e li contestino attivamente. Anziché romanticizzare l'impegno con i confini attraverso la performance come intrinsecamente sovversivo, il laboratorio prende sul serio i modi in cui la performance partecipa al mantenimento e alla legittimazione dei confini tanto quanto alla loro contestazione. Costruiamo un vocabolario teorico condiviso a partire dai performance studies e lo mettiamo alla prova su una serie di casi, tra cui: il tracciamento coloniale delle linee; confini contesi e performance in Israele-Palestina; stati de facto che performano la sovranità senza riconoscimento; la partizione e i confini post-conflitto a Cipro; il ruolo della performance e del patrimonio culturale nell'espansione dell'UE e nell'appartenenza globale; le rivendicazioni statunitensi sulla Groenlandia; lo "spettacolo di confine" marittimo della migrazione in Italia e oltre; e, infine, le politiche no-border come contro-performance, nonché i limiti di tali sforzi.

Obiettivi formativi

Attraverso questo laboratorio, gli studenti e le studentesse acquisiranno la capacità di:

1. spiegare come la performance possa operare come forza costitutiva nella creazione, nel mantenimento e nella contestazione di confini territoriali, sociali e simbolici;
2. analizzare le performance di confine nelle loro specifiche condizioni politiche, storiche e materiali e confrontarle tra diversi contesti geopolitici;
3. valutare criticamente le narrazioni di trasgressione e resistenza, sviluppando resoconti più sfumati dei modi in cui la performance può riprodurre, negoziare e sfidare i regimi di mobilità, sovranità ed esclusione;
4. progettare e presentare un progetto di ricerca che analizzi una specifica performance di confine, la sua posta in gioco politica e i suoi effetti materiali.

Nota sui contenuti

Questo laboratorio affronta materiali difficili, tra cui violenza coloniale, guerra, sfollamento, immaginari etnonazionalisti e razzisti e rappresentazioni della morte o di danni fisici. Ove opportuno, sarà dato preavviso in caso di materiali particolarmente difficili. Vi invito a contattarmi per qualsiasi esigenza di accomodamento, domanda o dubbio.

Programma

Incontro 1 (venerdì 2 ottobre 2026)
Definire i nostri termini: confini e performance

Che cos'è un confine, e che cosa serve perché qualcosa conti come performance? Apriamo con le due parole chiave del corso e con The Green Line di Francis Alÿs, in cui l'artista percorre a piedi la linea armistiziale del 1949 a Gerusalemme lasciando colare vernice verde da un barattolo. Gli intervistati divergono su che cosa il gesto realizzi, ammesso che realizzi qualcosa. Le domande che si aprono qui ci accompagneranno per tutto il mese: chi performa un confine, per chi, e che cosa ne definisce l'esito?

Schechner, Richard. Excerpt from Performance Studies: An Introduction, 4th ed. (New York: Routledge, 2020), 1-24.
Balibar, Étienne. "What Is a Border?" in Politics and the Other Scene (London: Verso, 2002), 75-86.
Wilson, Thomas M. and Hastings Donnan. "Borders and Border Studies." In A Companion to Border Studies, eds. Thomas M. Wilson and Hastings Donnan (Malden: Wiley-Blackwell, 2012), 1-25.

Proiezione in aula:
Francis Alÿs, The Green Line (2004) (interviste con Rima Hamami ed Eyal Weizman)

Incontro 2 (venerdì 9 ottobre 2026)
Definire i nostri termini: confini, liminalità e performatività

Parole che fanno cose, soglie che trasformano, soggetti e corpi costantemente (ri)prodotti. Questo incontro assembla il motore concettuale del corso—la performatività—e si chiede come i confini, e gli stati che vi stanno dietro, siano sostenuti attraverso la messa in atto ripetuta. Il nostro caso è quello di Marina Abramović e Ulay, che percorsero la Grande Muraglia cinese partendo dalle estremità opposte per tre mesi, per incontrarsi a metà strada e separarsi: un rito di passaggio durazionale compiuto al contrario, che trasforma il sé e lo spazio.

Turner, Victor. "Liminality and Communitas." In The Performance Studies Reader, 4th ed., eds. Henry Bial and Sara Brady (New York: Routledge, 2025), 91-98.
Schechner, Richard. Excerpts from Performance Studies: An Introduction, 4th ed. (New York: Routledge, 2020), 231-234 and 259-267.
Austin, J.L. "How to Do Things with Words: Lecture II." In The Performance Studies Reader, 4th ed., eds. Henry Bial and Sara Brady (New York: Routledge, 2025), 177-182.
Althusser, Louis. Excerpt from Lenin and Philosophy and Other Essays, trans. Ben Brewster (New York: Monthly Review Press, 1971), 170-177.
Butler, Judith. "Performative Acts and Gender Constitution: An Essay in Phenomenology and Feminist Theory." Theatre Journal 40(4) (1988): 519-531.
Johnson, Corey, Reece Jones, Anssi Paasi, Louise Amoore, Alison Mountz, Mark Salter, and Chris Rumford. "Interventions on Rethinking 'the Border' in Border Studies," Political Geography 30(2) (2011): 61-69.
van Houtum, Henk and Ton van Naerssen. "Bordering, Ordering and Othering," Tijdschrift voor Economische en Sociale Geografie 93(2) (2002): 125-136.

Proiezione in aula:
Marina Abramović e Ulay, The Lovers: The Great Wall (1988)

Incontro 3 (martedì 13 ottobre 2026)
Definire i nostri termini: confini e repertori

Le nazioni conservano archivi—mappe, trattati, atti di proprietà—ma si sostengono attraverso il repertorio: canzoni, gesti e cerimonie che trasferiscono la memoria sociale da corpo a corpo, e che nessuno può mai davvero possedere. Mettiamo alla prova la capacità e i limiti del repertorio con Whose Is This Song? di Adela Peeva, che segue un'unica melodia di epoca ottomana attraverso sette paesi balcanici, ciascuno certo che appartenga esclusivamente a sé.

Taylor, Diana. The Archive and the Repertoire: Performing Cultural Memory in the Americas (Durham: Duke University Press, 2003), 1-52.
Coplan, David B. "Border Show Business and Performing States." In A Companion to Border Studies, eds. Thomas M. Wilson and Hastings Donnan (Malden: Wiley-Blackwell, 2012), 507-521.
Kaiser, Robert J. "Performativity and the Eventfulness of Bordering Practices." In A Companion to Border Studies, eds. Thomas M. Wilson and Hastings Donnan (Malden: Wiley-Blackwell, 2012), 522-537.

Proiezione in aula:
Adela Peeva, regia, Whose Is This Song? (2003)

Incontro 4 (venerdì 16 ottobre 2026)
Linee imperiali: (neo)colonialismo e (neo)imperialismo

I confini moderni non portano semplicemente il segno delle dinamiche di potere coloniali e imperiali: le riproducono anche sotto nuove vesti. Questo incontro si muove da un Viceré dell'India che celebra il tracciamento delle frontiere come arte imperiale, passando per il mondo tagliato in due di Fanon, fino al resoconto di Mbembe dei confini che viaggiano attraverso determinati corpi—e all'Italia contemporanea, dove la narratrice di Igiaba Scego mette alla prova la propria italianità su un piatto di salsicce di maiale. La nostra proiezione, The Couple in the Cage, mostra due artisti che si espongono come "nativi non ancora scoperti", rivelando come i visitatori creduloni diventassero essi stessi partecipanti della performance.

Curzon of Kedleston, George Nathaniel. Excerpts from Frontiers: The Romanes Lecture 1907, 2nd ed. (Oxford: Clarendon Press, 1908), 7-8 and 55-58.
Fanon, Frantz. Excerpt from The Wretched of the Earth, trans. Richard Philcox (New York: Grove Press, 2004), 1-23.
Mbembe, Achille. "Bodies as Borders." From the European South 4 (2019): 5-18.
Scego, Igiaba. "Sausages," trans. Giovanna Bellesia-Contuzzi and Victoria Offredi Poletto. Metamorphoses 13(2) (2005): 214-225. Available at: https://www.warscapes.com/retrospectives/food/sausages.

Proiezione in aula:
Fusco, Coco and Paula Heredia, dirs. The Couple in the Cage: Guatinaui Odyssey. 1993. 30 min (Third World Newsreel).

Incontro 5 (martedì 20 ottobre 2026)
Performare la sovranità, (ri)fare i confini: riconoscimento e appartenenza globale

Come si performa la sovranità quando il riconoscimento è conteso o negato? Dalla "sovereignty in drag" di Cipro del Nord e da Nymphia Wind al Palazzo Presidenziale di Taiwan, fino ai giochi di sovranità della Groenlandia, esaminiamo quando le performance di sovranità falliscono e quando acquisiscono forza strategica. Consideriamo inoltre The Arctic Is Not for Sale, creato dal Teatro Nazionale della Groenlandia e da Nordting per il festival sámi Riddu Riđđu.

Weber, Cynthia. "Performative States." Millennium: Journal of International Studies 27(1) (1998): 77-95.
Jacobsen, Marc. "Greenland's Arctic Advantage: Articulations, Acts and Appearances of Sovereignty Games." Cooperation and Conflict 55(2) (2020): 170-192.
Bryant, Rebecca. "Sovereignty in Drag: On Fakes, Foreclosure, and Unbecoming States." Cultural Anthropology 36(1) (2021): 52-82. Available at: https://journal.culanth.org/index.php/ca/article/view/4463.

Proiezione in aula:
Ziynet Sali, Deli Divanenim (regia di Nihat Odabaşı, 2018).
TaiwanPlus News, "President Tsai Welcomes RuPaul's Drag Race Winner Nymphia Wind to Office."

Incontro 6 (venerdì 23 ottobre 2026)
Disfare i confini? La contro-performance e i suoi limiti

Il nostro ultimo incontro basato sulle letture prende sul serio le pratiche che trattano i confini come illegittimi: dagli argomenti teorici a favore dei confini aperti, ai contro-spettacoli di Lampedusa, fino alla dichiarazione di Nutopia di John Lennon e Yoko Ono. Esaminiamo poi i limiti di questi progetti attraverso le vite postume della fotografia di Alan Kurdi e una solidarietà islamica transfrontaliera articolata attraverso la drammaturgia giovanile nazionalista.

Anderson, Bridget, Nandita Sharma and Cynthia Wright. "Editorial: Why No Borders?" Refuge: Canada's Journal on Refugees 26(2) (2011): 5-18.
Mazzara, Federica. Reframing Migration: Lampedusa, Border Spectacle and the Aesthetics of Subversion (Oxford: Peter Lang, 2019), 1-18.
Altınay, Rüstem Ertuğ. "Muslim Abjections, Transtemporal Identifications: The Politics and Aesthetics of Islamic Youth Dramatic Literature in Turkish." Youth Theatre Journal 38(1-2) (2024): 57-70.
Vis, Farida and Olga Goriunova, eds. Excerpts from The Iconic Image on Social Media: A Rapid Research Response to the Death of Aylan Kurdi (Sheffield: Visual Social Media Lab, 2015), 11-18, 47-55, 61-63.

Proiezione in aula:
Lennon, John and Yoko Ono. Declaration of Nutopia. Conferenza stampa, New York, 1° aprile 1973.

Incontro 7 (venerdì 30 ottobre 2026)
Workshop: confini incarnati, movimenti normativi
Presentazioni degli studenti e delle studentesse

Il nostro incontro conclusivo riporta l'attenzione sul corpo e sui suoi confini attraverso un workshop critico di movimento. Attingendo ai principi Fluxus, il workshop utilizza semplici partiture di movimento per esplorare come i confini vengano sentiti e riprodotti attraverso il movimento. Gli esercizi invitano i partecipanti a sperimentare modi di muoversi abituali e inconsueti, per poi riflettere su ciò che queste esperienze rivelano sui confini incarnati.

Non è richiesta alcuna formazione pregressa nel movimento. Il workshop è pensato per accogliere corpi e mobilità differenti, e gli esercizi non richiedono contatto fisico ravvicinato. I partecipanti possono modificare o saltare qualsiasi esercizio senza doverne dare spiegazione.

Le presentazioni degli studenti e delle studentesse chiudono infine il laboratorio con nuovi casi e nuove domande.
Prerequisiti
È richiesta un'ottima padronanza della lingua inglese, poiché il laboratorio si svolgerà interamente in inglese. Non sono previsti altri prerequisiti.
Metodi didattici
Il laboratorio, della durata complessiva di 20 ore e svolto interamente in inglese, combina brevi lezioni introduttive, discussioni seminariali delle letture, analisi di casi di studio e visione e discussione di materiali audiovisivi. Le studentesse e gli studenti saranno invitati a mettere alla prova gli strumenti teorici del corso attraverso il confronto collettivo e una presentazione individuale.

L'incontro conclusivo comprende un workshop di movimento critico ispirato ai principi di Fluxus. Attraverso semplici istruzioni di movimento, il workshop esplora il modo in cui i confini vengono percepiti e riprodotti attraverso il corpo. Le attività non richiedono formazione precedente né contatto fisico ravvicinato e possono essere modificate o non svolte in base alle esigenze di ciascun partecipante.
Materiale di riferimento
Letture:

Althusser, Louis. Estratto da Lenin and Philosophy and Other Essays, trad. Ben Brewster. New York: Monthly Review Press, 1971, 170-177.

Altınay, Rüstem Ertuğ. "Muslim Abjections, Transtemporal Identifications: The Politics and Aesthetics of Islamic Youth Dramatic Literature in Turkish." Youth Theatre Journal 38, nn. 1-2 (2024): 57-70.

Anderson, Bridget, Nandita Sharma e Cynthia Wright. "Editorial: Why No Borders?" Refuge: Canada's Journal on Refugees 26, n. 2 (2011): 5-18.

Austin, J. L. "How to Do Things with Words: Lecture II." In The Performance Studies Reader, 4a ed., a cura di Henry Bial e Sara Brady. New York: Routledge, 2025, 177-182.

Balibar, Étienne. "What Is a Border?" In Politics and the Other Scene. London: Verso, 2002, 75-86.

Bryant, Rebecca. "Sovereignty in Drag: On Fakes, Foreclosure, and Unbecoming States." Cultural Anthropology 36, n. 1 (2021): 52-82. https://journal.culanth.org/index.php/ca/article/view/4463.

Butler, Judith. "Performative Acts and Gender Constitution: An Essay in Phenomenology and Feminist Theory." Theatre Journal 40, n. 4 (1988): 519-531.

Coplan, David B. "Border Show Business and Performing States." In A Companion to Border Studies, a cura di Thomas M. Wilson e Hastings Donnan. Malden: Wiley-Blackwell, 2012, 507-521.

Curzon of Kedleston, George Nathaniel. Estratti da Frontiers: The Romanes Lecture 1907, 2a ed. Oxford: Clarendon Press, 1908, 7-8 e 55-58.

Fanon, Frantz. Estratto da The Wretched of the Earth, trad. Richard Philcox. New York: Grove Press, 2004, 1-23.

Jacobsen, Marc. "Greenland's Arctic Advantage: Articulations, Acts and Appearances of Sovereignty Games." Cooperation and Conflict 55, n. 2 (2020): 170-192.

Johnson, Corey, Reece Jones, Anssi Paasi, Louise Amoore, Alison Mountz, Mark Salter e Chris Rumford. "Interventions on Rethinking 'the Border' in Border Studies." Political Geography 30, n. 2 (2011): 61-69.

Kaiser, Robert J. "Performativity and the Eventfulness of Bordering Practices." In A Companion to Border Studies, a cura di Thomas M. Wilson e Hastings Donnan. Malden: Wiley-Blackwell, 2012, 522-537.

Mazzara, Federica. Reframing Migration: Lampedusa, Border Spectacle and the Aesthetics of Subversion. Oxford: Peter Lang, 2019, 1-18.

Mbembe, Achille. "Bodies as Borders." From the European South 4 (2019): 5-18.

Scego, Igiaba. "Sausages." Trad. Giovanna Bellesia-Contuzzi e Victoria Offredi Poletto. Metamorphoses 13, n. 2 (2005): 214-225. https://www.warscapes.com/retrospectives/food/sausages.

Schechner, Richard. Estratti da Performance Studies: An Introduction, 4a ed. New York: Routledge, 2020, 1-24, 231-234 e 259-267.

Taylor, Diana. The Archive and the Repertoire: Performing Cultural Memory in the Americas. Durham: Duke University Press, 2003, 1-52.

Turner, Victor. "Liminality and Communitas." In The Performance Studies Reader, 4a ed., a cura di Henry Bial e Sara Brady. New York: Routledge, 2025, 91-98.

van Houtum, Henk e Ton van Naerssen. "Bordering, Ordering and Othering." Tijdschrift voor Economische en Sociale Geografie 93, n. 2 (2002): 125-136.

Vis, Farida e Olga Goriunova, a cura di. Estratti da The Iconic Image on Social Media: A Rapid Research Response to the Death of Aylan Kurdi. Sheffield: Visual Social Media Lab, 2015, 11-18, 47-55 e 61-63.

Weber, Cynthia. "Performative States." Millennium: Journal of International Studies 27, n. 1 (1998): 77-95.

Wilson, Thomas M. e Hastings Donnan. "Borders and Border Studies." In A Companion to Border Studies, a cura di Thomas M. Wilson e Hastings Donnan. Malden: Wiley-Blackwell, 2012, 1-25.

Materiali audiovisivi e performativi discussi in aula:

Francis Alÿs, The Green Line (2004), incluse le interviste a Rima Hamami ed Eyal Weizman.

Marina Abramović e Ulay, The Lovers: The Great Wall (1988).

Adela Peeva, regia, Whose Is This Song? (2003).

Coco Fusco e Paula Heredia, regia, The Couple in the Cage: Guatinaui Odyssey (1993).

Ziynet Sali, Deli Divanenim, regia di Nihat Odabaşı (2018).

TaiwanPlus News, "President Tsai Welcomes RuPaul's Drag Race Winner Nymphia Wind to Office."

John Lennon e Yoko Ono, Declaration of Nutopia, conferenza stampa, New York, 1 aprile 1973.
Modalità di verifica dell’apprendimento e criteri di valutazione
La valutazione si basa sui seguenti elementi: partecipazione attiva alle attività del laboratorio; una presentazione in aula di 5-7 minuti, prevista per il 30 ottobre 2026; e, a scelta, un elaborato di ricerca finale di cinque pagine oppure un progetto performativo accompagnato da documentazione e da una dichiarazione artistica di due pagine che dialoghi con le letture del corso. Gli elaborati e i progetti finali dovranno essere consegnati entro l'11 dicembre 2026.

Il giudizio finale è espresso in termini di superato/non superato. Per superare il laboratorio è necessario completare tutte le attività previste. La valutazione terrà conto della comprensione dei concetti affrontati; della capacità di contestualizzare e analizzare criticamente una specifica performance del confine; della coerenza dell'argomentazione o del progetto; del confronto con i materiali del corso; e della chiarezza della presentazione orale e dell'elaborato scritto. Nel caso di un progetto performativo, sarà valutato anche il rapporto critico tra forma, documentazione e argomentazione.
- CFU: 3
Laboratorio Umanistico: 20 ore