Scienza aperta

L’Università degli Studi di Milano aderisce e supporta i principi e le azioni della Scienza aperta, un movimento globale nato per rendere disponibili e trasparenti i processi di produzione, validazione, disseminazione e valutazione della scienza, attraverso la verifica e la riproducibilità delle ricerche.

L’Ateneo fa propri i valori della Scienza aperta con l'adesione al principio della libertà di accesso alla letteratura scientifica e di circolazione dei risultati della ricerca e, l’attuazione di una politica di comunicazione e divulgazione scientifica a più livelli per dare visibilità e accesso ai risultati della ricerca.

L’impegno dell’Ateneo a favore della piena accessibilità a dati e pubblicazioni scientifiche ha inizio formalmente nel 2005, con l’adesione alla Messina Declaration sull’Accesso aperto alla letteratura scientifica, e continua con l’adesione alle più recenti:

  • Roadmap For Research Data e Towards Open Access, della LERU,
  • consorzio OPERAS, per lo sviluppo di una infrastruttura europea aperta per le scienze umane e sociali
  • progetto open APC, per la rilevazione delle spese per l’Open Access Gold (Article processing charges).

Per diffondere una vera e propria cultura della Scienza aperta, l’Università degli Studi di Milano ha creato una  Commissione d’Ateneo, presieduta da Emilia Perassi, Delegata del Rettore per l’Open Access, e composta da un referente per ognuno dei 33 dipartimenti.

Policy open access

Il 20-05-2014 il Senato accademico ha approvato una policy sull'accesso aperto ai contributi della ricerca scientifica.

Open Access e Open Research Data per la Scienza Aperta

L’Università degli Studi di Milano dispone di strumenti e policy in linea con le migliori esperienze nazionali e internazionali nel campo dell’Open Access e dell’Open Research Data. Adottare Open Access significa promuovere il libero accesso ad articoli su riviste e monografie e su questo punto, l’Ateneo segue le due principali vie oggi utilizzate:

  • Green Open Access
  • Golden Open Access

Con il Green Open Access (la via verde, detta anche autoarchiviazione) è possibile ripubblicare lavori già pubblicati da editori tradizionali in un archivio istituzionale (o disciplinare).

L’ Archivio Istituzionale della Ricerca (AIR) – è uno strumento Green Open Access, dotato di una propria policy. AIR raccoglie articoli, monografie, saggi, curatele, interventi a convegni, working paper e tutte le tesi di dottorato conseguite in Ateneo a partire dal 2010.

Il Golden Open Access (la via d’oro) è la forma più avanzata di accesso libero a dati e risultati della ricerca, perché il libero accesso vale dal momento della pubblicazione. In coerenza con gli standard Golden Access, l’Ateneo ha implementato una piattaforma di e-publishing basata su Open Journal System (OJS) - riviste.unimi.it

La piattaforma di e-publishing d’Ateneo, con le sue riviste e collane di libri, è una delle maggiori in Italia e registra numeri di accesso e di download di grande rilievo. Le riviste sono indicizzate nella Directory of Open Access Journals e le politiche editoriali sono censite da Sherpa Romeo.

L’Ateneo offre alle redazioni assistenza tecnica e consulenza per l'avvio e la realizzazione di nuove riviste elettroniche oppure di versioni digitali di riviste già esistenti in formato cartaceo, mentre riunioni periodiche dei referenti delle redazioni sono un utile momento di condivisione di criticità e buone pratiche.

L’Università supporta i principi e le azioni favorevoli alla gestione aperta dei dati della ricerca, presupposto indispensabile della riproducibilità e dell’accesso aperto ai risultati della scienza. L’Università degli Studi di Milano, riconoscendo la rilevanza della gestione dei dati per il mantenimento dei valori di qualità e integrità della ricerca scientifica, si impegna ad applicare i più elevati standard per la loro raccolta, archiviazione e conservazione.

La Policy sulla gestione dei dati  formalizza la piena adesione dell’Ateneo all’Open Research Data, stabilisce responsabilità, diritti e doveri dell’Ateneo e di chi fa ricerca in Università, proponendo un modello di Data Management Plan (DMP) per una corretta gestione dei dati a partire dalla raccolta, documentazione e archiviazione all’accesso, uso e conservazione (o distruzione) dei dati.

IRIS - Institutional Research Information System - è il sistema di gestione dei dati della ricerca (persone, progetti, pubblicazioni, attività) adottato dall'Università degli Studi di Milano nel 2014.

Obiettivo principale del sistema è avere un unico punto di raccolta e validazione dei dati della ricerca, in accordo a standard internazionali, che possano poi essere distribuiti in maniera aggregata o meno a diverse applicazioni, ministeriali e interne all’Ateneo. E’ inoltre uno strumento fondamentale per l’analisi, il monitoraggio, l’indirizzo e la valutazione dell’mpatto sociale della ricerca.

Research data management @unimi

L’università degli Studi di Milano riconosce il valore dei dati della ricerca come prodotto scientifico a tutti gli effetti, in quanto tale ne cura la gestione secondo principi di assicurazione della qualità e ispirandosi alle linee guida della Commissione europea

I dati della ricerca sono record fattuali (dati numerici, simboli, testi, immagini o suoni) utilizzati come fonti primarie della ricerca scientifica e necessari per convalidarne i risultati (policy RDM dell'Università Statale di Milano).

La gestione dei dati della ricerca durante l’intero ciclo di vita è un processo molto complesso ed è importante che sia impostato correttamente fin dall’inizio, secondo standard internazionali che ne definiscono le caratteristiche salienti.

Open Data sono dati che possono essere utilizzati, modificati e condivisi da chiunque, per qualsiasi motivo, a patto che se ne preservino provenienza e accesso aperto.

Cosa sono i dati FAIR? 

Perché possano rispondere alle aspettative della Commissione europea e alle politiche sull’Open Science, i dati devono avere determinate caratteristiche, in particolare devono essere:

Findable : rintracciabili e descritti utilizzando set di metadati standard (ad esempio dublin core) riconosciuti dalle diverse comunità disciplinari e devono adottare identificativi univoci (ad esempio il DOI)

Accessible: i dati devono essere sempre e comunque accessibili a chi ne faccia motivata richiesta, e devono essere aperti tutte le volte che ciò sia possibile.

Interoperable: devono poter essere letti e rielaborati da sistemi conformi ai principi FAIR

Reusable: devono essere corredati da una licenza che spiega quali sono gli utilizzi permessi e da tutta la documentazione necessaria per il loro riutilizzo (metodologia, strumenti utilizzati ecc.)

La Commissione Europea, così come altri enti finanziatori, richiede a coloro che hanno ottenuto un finanziamento (Horizon 2020, ERC) di rendere disponibili ad accesso aperto i risultati della ricerca che ne derivano.

Con risultati della ricerca si intendono le pubblicazioni scientifiche e i dati a esse sottesi e generati durante lo studio. La Commissione richiede che i dati siano disponibili in un repository in linea con i principi FAIR e con il minor numero di restrizioni possibili.

Nel 2017 la Commissione europea ha pubblicato le linee guida relative all’Open Access a pubblicazioni e dati della ricerca nei programmi di finanziamento. 

I dati devono essere as open as possible as closed as necessary. Non tutti i dati possono essere aperti, ma devono comunque essere accessibili.

L’opt out (che deve essere giustificato e motivato) è possibile in qualsiasi fase del progetto qualora:

  • il progetto non prevede di generare dati
  • ci sia incompatibilità con il regolamento sulla protezione dei dati personali/sensibili
  • i dati debbano essere utilizzati per le procedure di brevettazione
  • l'apertura dei dati possa ostacolare il raggiungimento degli obiettivi del progetto

E’ eventualmente possibile rendere aperti solo alcuni dataset.

Il DMP è lo strumento attraverso il quale i ricercatori pianificano la raccolta, conservazione, descrizione e disseminazione dei propri dati e metadati della ricerca secondo i principi FAIR.

Il piano deve essere compilato entro 6 mesi dall'approvazione del progetto ed è uno dei deliverable obbligatori a meno che non venga fatto un opt out.

La gestione dei dati di ricerca è un processo molto complesso, proprio per questo è importante impostarne le linee generali e il quadro di riferimento fin dall’inizio del progetto.

Il DMP è concepito come un living document da aggiornare, in versioni successive, nelle diverse fasi della ricerca, e segue l’intero ciclo di vita dei dati consentendone tracciabilità, disponibilità, autenticità, citabilità e una conservazione appropriata, tenendo conto anche degli aspetti etici e legati alla sicurezza..

L’Ateneo mette a disposizione un template per la gestione dei dati della ricerca, elaborato da un gruppo di Atenei italiani secondo gli standard internazionali.

L’Ateneo mette a disposizione di tutti coloro che devono archiviare i dati FAIR (siano essi aperti o chiusi) una installazione di DATAVERSE (uno strumento open source elaborato dall’Università di Harvard).

Per informazioni rivolgersi a dataverse@unimi.it

La European Open Science Cloud (EOSC) è lo strumento attraverso il quale la Commissione Europea intende costruire un'economia della conoscenza europea competitiva e fondata sui dati. E’ un luogo virtuale costituito da infrastrutture federate e interoperabili, dove ricercatori e fornitori di servizi si incontrano con lo scopo comune di una gestione dei dati FAIR che favorisca un linguaggio comune, al di là dei confini nazionali e di quelli fra discipline.

Nel 2017 viene lanciata dalla Commissione europea e nel 2017 viene diffusa la EOSC Declaration che ottiene il sostegno di enti di ricerca, finanziatori, editori scientifici, enti preposti alla fornitura di servizi connessi alla gestione dei dati.

Nel marzo del 2018 viene pubblicata la Roadmap per l'implementazione della Open Science Cloud e il 20 novembre dello stesso anno vede la luce la European Open science Cloud.

La EOSC offrirà a 1,7 milioni di ricercatori europei e a 70 milioni di professionisti nel campo delle scienze dure e delle scienze umani e sociali, un ambiente virtuale e con servizi aperti e continui per la conservazione, la gestione, l’analisi e il riutilizzo dei dati della ricerca, oltre i confini geografici e fra le diverse discipline, basato su un sistema federato di infrastrutture scientifiche attualmente disarticolate e residenti nei vari stati membri.