Obiettivi e strategia di internazionalizzazione

Nel quadro del Piano strategico 2024-2030, l’Università degli Studi di Milano definisce una strategia di internazionalizzazione ambiziosa e trasversale, coerente con la propria identità di Ateneo pubblico, multidisciplinare e policentrico.

In un contesto globale segnato da dinamiche geopolitiche complesse, transizioni digitali e ambientali, e sfide educative emergenti, l’Ateneo riconosce nell’internazionalizzazione un asse strategico per rafforzare la qualità della formazione e della ricerca, promuovere inclusione e cooperazione e affermare un ruolo attivo nello spazio europeo e globale dell’istruzione superiore.

Il ruolo di Prorettrice con delega alla Internazionalizzazione è ricoperto da ottobre 2024 dalla professoressa Paola Catenaccio, docente presso il Dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazioni.

Prorettrice con delega all'Internazionalizzazione

Obiettivi strategici

L’Ateneo intende incrementare l’offerta formativa in lingua inglese, promuovere percorsi con titoli doppi e congiunti (double e joint degrees), e sviluppare nuove modalità di erogazione dell’insegnamento (blended, online e modulare). In particolare, verranno promossi Massive Open Online Courses (MOOC), microcredentials, e Blended Intensive Programmes (BIP), con l’obiettivo di intercettare pubblici non tradizionali e rispondere alle esigenze di una formazione continua e flessibile.

L’Università rafforzerà gli accordi di mobilità Erasmus+ ed extra-UE, incentivando flussi in entrata e in uscita per la componente studentesca, dottorale, e del personale docente e tecnico-amministrativo e bibliotecario. In questo ambito, si valorizzerà il partenariato strategico nell’ambito dell’Alleanza 4EU+, una piattaforma europea di collaborazione accademica che consente alla Statale di stabilire relazioni strutturate e continuative con alcune fra le università più prestigiose del continente, facilitando la co-progettazione di percorsi didattici, programmi di mobilità integrata, progetti di ricerca interdisciplinari e iniziative di innovazione pedagogica. L'Alleanza rappresenta un laboratorio di integrazione universitaria europea e uno strumento fondamentale per costruire una cittadinanza scientifica e accademica condivisa.

L’Ateneo intende consolidare e sistematizzare le azioni di accoglienza, orientamento e supporto rivolte agli studenti internazionali attraverso strumenti come l’International Student Hub virtuale, pacchetti culturali e linguistici, programmi di tutorato fra pari e facilitazioni amministrative (visti, permessi di soggiorno, iscrizione). Particolare attenzione sarà riservata all’inclusione e alla costruzione di un senso di appartenenza alla comunità universitaria, anche in collaborazione con reti studentesche internazionali.

L’Università incoraggerà l’adozione di forme agili di didattica internazionale (Cooperative Online International Learning, BIP, moduli in co-docenza, microcredentials), capaci di integrare l’internazionalizzazione nei curricula ordinari e di raggiungere una platea più ampia e diversificata. Questi strumenti costituiranno anche una leva per sviluppare le competenze digitali, interculturali e collaborative di studenti e studentesse e docenti.

In ambito europeo, l’adesione all’Alleanza 4EU+ e il coinvolgimento in reti strategiche fra cui LERU (League of European Research Universities), EUA (European University Association) e EUF (European University Foundation) assicurano un forte posizionamento strategico. Sul fronte extra-europeo, l’Ateneo vanta già oggi una rete consolidata di accordi internazionali distribuiti su tutti i continenti, che la strategia 2024-2030 intende consolidare e ampliare attraverso un rafforzamento mirato in regioni prioritarie per motivi geopolitici, culturali e scientifici. Fra queste saranno oggetto di particolare attenzione il bacino del Mediterraneo e l’Africa, senza tralasciare aree nelle quali esistono collaborazioni già ampiamente consolidate (comprese l’Asia, l’America del Nord e l’America Latina) e i Paesi emergenti nelle regioni orientali del continente europeo. In tali contesti, l’Università Statale intende inserirsi in progettualità multilaterali di ampio respiro, che vanno oltre la dimensione bilaterale, includendo la partecipazione a programmi di capacity building, la creazione di campus condivisi, la co-diplomazia scientifica e la mobilità solidale.

La cooperazione internazionale come orizzonte strategico

La cooperazione internazionale rappresenta per l’Università Statale non solo uno strumento operativo, ma una scelta valoriale e politica. L’Ateneo intende valorizzare le proprie competenze e risorse per co-costruire progetti formativi sostenibili attraverso collaborazioni strategiche nei Paesi partner, favorendo la circolazione della conoscenza e promuovendo la formazione di comunità scientifiche globali fondate su reciprocità, corresponsabilità e giustizia epistemica.

L’Ateneo si propone inoltre di essere attore attivo nelle reti accademiche internazionali, partecipando a progetti finanziati nell’ambito di Horizon Europe, Erasmus Mundus, Jean Monnet e altri strumenti europei ed extra-europei di cooperazione accademica. Attraverso la mobilità di studenti e studiosi in contesti fragili, il supporto a visiting scientists a rischio e la promozione della diplomazia universitaria, la Statale si posiziona come agente di solidarietà accademica e di mediazione culturale.

Principi di attuazione

La strategia sarà implementata secondo principi di gradualità, scalabilità e co-progettazione, attraverso il coinvolgimento sistemico di tutte le componenti dell’Ateneo: governance, personale docente e tecnico-amministrativo e bibliotecario, comunità studentesca e Alumni. Le azioni saranno coordinate in modo interdipartimentale e interdisciplinare, promuovendo sinergie con le missioni istituzionali della formazione, della ricerca e della terza missione.

La strategia di internazionalizzazione dell’Università degli Studi di Milano si configura come un progetto trasformativo che aspira a collocare l’Ateneo in una posizione di leadership nel sistema universitario europeo e globale. L’internazionalizzazione, intesa non come fine ma come mezzo per accrescere l’eccellenza, l’equità e l’impatto della propria azione formativa e scientifica, è parte integrante della missione pubblica della Statale. Attraverso un investimento convinto in reti, relazioni, persone e idee, l’Ateneo intende contribuire in modo attivo alla costruzione di una comunità accademica mondiale, inclusiva, cooperativa e orientata al bene comune.

La ricerca di eccellenza

La formazione alla ricerca d’eccellenza è essenziale per aumentare l’attrattività internazionale di un Ateneo, come ben delineato in diversi documenti della CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

Non a caso i dati più pubblicizzati sui siti di diversi Atenei, rivolti agli studenti internazionali, sono quelli riferiti al posizionamento della “home institution” nei ranking internazionali. In questo scenario continua il dialogo con le 23 università della League of European Research Universities (LERU), prestigioso network del quale il nostro Ateneo è membro fondatore e unica università italiana.

In tal senso occorre potenziare la costruzione di reti con altre grandi università europee, nell’ottica di una “long-­‐term vision” connaturata a un'università europea, che permetta di superare le barriere ancora presenti e progettare un nuovo modello integrato di formazione universitaria: l'Università degli Studi di Milano ha aderito, nel gennaio 2019, alla rete 4EU+ European University Alliance, che comprende Charles University di Praga, Università di Heidelberg, Université Paris-Panthéon-Assas, Sorbonne Université di Parigi, Università di Copenaghen, Università di Ginevra e Università di Varsavia. All'interno di questa rete si sperimentano nuovi strumenti di mobilità, di didattica innovativa e nuovi modelli di cooperazione avanzata.

LERU

L'Ateneo è membro fondatore e unica università italiana della League of European Research Universities.

4EU+ European University Alliance

L'Ateneo è membro dell'Alleanza 4EU+ che mira a sviluppare un nuovo modello di cooperazione avanzata per innovare didattica, ricerca e terza missione.