Obiettivi e strategia di internazionalizzazione

Alle strategie e alle azioni per sviluppare l'internazionalizzazione sono dedicati documenti programmatici elaborati dai prorettori all'internazionalizzazione e dalla governance dell'Ateneo.

Il ruolo di Prorettore con delega alla Internazionalizzazione è ricoperto da ottobre 2018 dalla prof.ssa Antonella Baldi, professoressa di Nutrizione e Alimentazione animale, presso il Dipartimento di Scienze veterinarie per la salute, la produzione animale e la sicurezza alimentare "Carlo Cantoni" (VESPA).

Il Prorettore è anche presidente della Commissione per i Programmi Internazionali e la Mobilità.

Commissione per i Programmi Internazionali e la mobilità

Organo dedicato ad attuare la strategia di internazionalizzazione, nel campo della ricerca e della formazione.

Strategia di Internazionalizzazione biennio 2018-2020

Le strategie per l’internazionalizzazione di un grande Ateneo devono perseguire l’obiettivo di promuovere la libera circolazione di persone  - studenti, docenti, staff - e idee per sviluppare la diffusione della conoscenza.  
Considerato  questo  obiettivo  generale,  le  azioni  da  compiere  saranno  mirate  da  un  lato  a  valorizzare e implementare i programmi di mobilità bidirezionale internazionale, dall’altro a elaborare nuove strategie per la ricerca e la didattica, che sviluppino una crescente interazione e collaborazione  con  partner  strategici  internazionali  come  momento  di  crescita  qualitativa dell’intero Ateneo.

In particolare

Per migliorare la mobilità in ingresso e l’attrattività verso gli studenti stranieri si intende:

  • potenziare l’offerta formativa in lingua straniera
  • migliorare la visibilità internazionale dell'offerta formativa sia attraverso il portale di Ateneo che tramite altri siti e network
  • creare un catalogo degli insegnamenti in lingua inglese che completi l’offerta didattica in lingua straniera dei corsi di laurea della Statale
  • potenziare il supporto amministrativo e logistico legato all’accoglienza e all’orientamento
  • includere  stage  aziendali, anche  attraverso  lo  sviluppo  di  accordi  con  le  associazioni  di imprese, nell’ambito di progetti di traineeship per studenti stranieri.

Nell’ambito della mobilità dei nostri studenti in uscita occorre:

  • operare  un’attenta  rivisitazione  e  armonizzazione  delle  procedure 
  • risolvere alcune criticità che possono incidere sugli indicatori di internazionalizzazione per rispondere ai requisiti di qualità dei corsi di studio (numero di crediti - congrui  rispetto agli indicatori ministeriali - riconoscimento crediti maturati all’estero, periodi di stage ecc.)
  • informare gli studenti in modo chiaro e tempestivo delle diverse opportunità offerte loro sia nell’ambito del programma Erasmus che dei programmi di Ateneo (bando tesi all’estero, fellowships ecc.).  

 

Per quanto riguarda i docenti, si metteranno in atto strategie che permetteranno di aumentare la mobilità internazionale come momento di qualificazione dell’offerta formativa, ma anche di promozione e comunicazione.

Si promuoverà la mobilità “out-going” dei docenti dell'Ateneo che, oltre a generare reciprocità, possono diventare efficacissimi attori di relazione e promozione della Statale.  Inoltre si intende incentivare, attraverso un finanziamento specifico erogato dall'Ateneo (Bando visiting professors), le opportunità di ospitare docenti di rilievo internazionale.

Verranno valorizzati i programmi  di“staff mobility” del personale tecnico amministrativo - per la rilevanza strategica che rivestono anche come elementi di crescita professionale - previsti nel programma Erasmus + Staff Mobility for Training, finanziato dalla Commissione Europea, che offre opportunità di svolgere periodi di formazione presso istituzioni europee.

Un processo d’internazionalizzazione non può prescindere dalla valorizzazione dei Dottorati di Ricerca. Il terzo livello di formazione è sicuramente quello più funzionale al processo di apertura internazionale, soprattutto per la rilevanza che gli indicatori di internazionalizzazione hanno nel definire l’accreditamento del percorso dottorale.

In questa direzione deve essere valorizzato e supportato lo sviluppo di percorsi di formazione alla ricerca di eccellenza e la costituzione di partenariati strategici, finanziati fra l’altro dal programma Erasmus+.

Nell’ambito di una visione più ampia di internazionalizzazione, appare indispensabile favorire percorsi di internazionalizzazione diffusa, che facciano emergere e valorizzino i numerosi accordi internazionali dei dipartimenti. Questo punto è fondamentale anche per la definizione dei ranking e il miglioramento della raccolta e mappatura di informazioni accurate, che mettano in luce le moltissime attività svolte in Ateneo, ma che non sempre sono tracciate.

Una politica d’internazionalizzazione di questo genere è di grande importanza anche per il territorio ed i rapporti con le aziende e le associazioni, a cui vanno comunicate e trasferite efficacemente le iniziative internazionali promosse in Ateneo anche per offrire agli studenti percorsi formativi spendibili sul mercato del lavoro internazionale.

 

La formazione alla ricerca d’eccellenza è essenziale per aumentare l’attrattività internazionale di un Ateneo, come ben delineato in diversi documenti della CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

Non a caso i dati più pubblicizzati sui siti di diversi Atenei, rivolti agli studenti stranieri, sono quelli riferiti al posizionamento della “home institution” nei vari ranking internazionali. In questo scenario va continuato il dialogo con le 23 Università della League of European Research Universities (LERU), prestigioso network del quale il nostro Ateneo è membro fondatore e unica università italiana.

In tal senso occorre potenziare la costruzione di reti con altre grandi università  europee, nell’ottica di una “long-­‐term vision” connaturata a un'università europea, che permetta di superare le barriere ancora presenti e progettare un nuovo modello integrato di formazione universitaria: l'Università degli Studi di Milano ha aderito, nel gennaio 2019, a una grande rete che comprende Paris Sorbonne, Charles University di Praga e le Università di Heidelberg, Copenhagen e Varsavia in cui si sperimenteranno nuovi strumenti di mobilità e di didattica.

In conclusione

Il processo di internazionalizzazione deve diventare parte integrante della vita del nostro Ateneo e non può prescindere dalla definizione e adozione di procedure snelle, di un piano di comunicazione mirato ed efficace, di interventi trasversali e di attività di supporto e incentivazione. Per una strategia efficace di internazionalizzazione, i dipartimenti sono fondamentali e imprescindibile è un loro maggior coinvolgimento in termini non solo di condivisione delle strategie, ma come parte attiva nel proporre percorsi e modelli adatti alle loro specificità.

Prorettore con delega alla Internazionalizzazione