Orto Botanico G.E. Ghirardi di Toscolano Maderno

Camptotheca acuminata Decne
Digitalis grandiflora Mill
Evento Orto GE Ghirardi Toscolano Maderno

L’Orto ha una superficie di circa 10.000 mq, si trova a Toscolano Maderno (BS), nei pressi di Salò, sulle rive del Lago di Garda. Dal 2012, è gestito dal Dipartimento di Scienze ed è ufficialmente riconosciuto come raccolta museale da Regione Lombardia.

All'interno dell’Orto sono coltivate anche specie autoctone per la realizzazione di progetti in collaborazione con la Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano finalizzati allo studio della flora del territorio.

Recenti attività di ricerca nell'ambito di progetti finanziati da Regione Lombardia sono incentrate sulla duplice visione dell’organismo pianta quale fonte di principi attivi, che mediano le interazioni con la componente biotica ambientale, e sono al contempo potenzialmente utili all'uomo nei settori alimentare, terapeutico o cosmetico.

L’Orto è infine sede di attività didattiche a tutti i livelli di scolarità ed è parte attiva in diverse collaborazioni internazionali come con l’Orto botanico di Valencia, per attività di ricerca, scambi e visite degli studenti.

Direttore: Prof.ssa Gelsomina Fico

Orto Botanico G.E. Ghirardi
Via Religione 25
Toscolano Maderno, Brescia
orto.ghirardi@unimi.it

Orari di apertura

Aprile - settembre
Martedì - venerdì, ore 10-12 e 14 -16
Sabato, ore 1 -12

Chiusura invernale
Ottobre - marzo 

La storia

L’Orto nasce nel 1964 come Stazione Agricola sperimentale della casa farmaceutica milanese SIMES (Società Italiana Medicinali e Sintetici), per volere del suo proprietario, Giordano Emilio Ghirardi, al fine di approfondire lo studio delle piante medicinali provenienti da diverse parti del mondo. 

In particolare, lo scopo è quello di coltivare specie, di difficile reperimento, con principi cardioattivi e antitumorali, come la Camptotheca acuminata, simbolo dell’orto, introdotta per la prima volta in Italia proprio nell'Orto di Toscolano.In quegli anni, quindi, il fondatore acquisisce le diverse specie da Sud Africa, Cina e Sud America, grazie a una collaborazione con alcuni missionari ed esperti conoscitori delle piante e dei loro usi, come l’etnoiatra Antonio Scarpa.

Ghirardi conservò l’Orto Botanico per la ricerca scientifica anche una volta venduta la SIMES, fu solo alla sua morte, nel 1991, che l'Orto venne donato all'Università degli Studi di Milano, come suo lascito testamentario con la clausola di mantenerne l’indirizzo di studio e ricerca sulle piante medicinali.

La struttura dell’Orto è rimasta invariata, le piante infatti non sono posizionate seguendo criteri paesaggistici, tassonomici o fitogeografici, bensì in base all'adattamento all’ambiente delle singole specie, ma negli ultimi due decenni l’Ateneo si è impegnato migliorane la struttura.

Si è rinnovata la recinzione, messo in opera un impianto di irrigazione automatico, sistemato a prato il terreno destinato a coltivazioni sperimentali. Si è costruita una nuova serra per le specie esotiche come Rhynchosia precatoria, Carica papaya, Cerbera manghas, Coffea arabica, Strophanthus capensis, Thevetia nerifolia, per le specie di Citrus e per altre specie delicate.

Dato il clima relativamente mite del lago, all'esterno prosperano varie specie mediterranee, come Arbutus unedo, Teucrium fruticans, Periploca graeca, Laurus nobilis, alcune specie di Cistus, Cneorum tricoccon, Myrtus communis, Nicotiana glauca, Ruta chalepensis, Withania somnifera.

Le collezioni

Presso l’Orto vi sono diverse specie appartenenti alla famiglia delle Solanaceae, Apocynaceae, Apiaceae, Lamiaceae, Rutaceae. 

Nella zona destinata alla coltivazione di piante per la ricerca scientifica vi è Solanum malacoxylon, da anni studiato presso l’Università degli Studi di Milano per la presenza, se pur in quantità minima, di diidrossivitamina D3. 

Ci sono anche Nigella damascena per studi legati all'interazione pianta-pianta, pianta-ambiente e Vitis vinifera, di cui si è studiata la produzione di polifenoli in relazione a trattamenti con prodotti di origine naturale ad azione protettiva nei confronti di patogeni. Permangono anche molte specie appartenenti alla famiglia delle Lamiaceae (generi Teucrium, Scutellaria, Stachys), i cui diterpeni clerodanici sono stati, in passato, oggetto di studio.

Con la donazione dell'Orto all'Università degli Studi di Milano, la sua flora è stata ampliata grazie scambi con altri orti botanici, e sono state introdotte specie appartenenti alla flora lombarda e prealpina per aumentarne la funzione didattica.

Di importanza particolare è la collezione di Digitalis perché comprende specie biennali, che tendono a ibridarsi con facilità. La collezione storica è stata in parte persa nel tempo, ma uno degli obiettivi dell'Ateneo è di ricostruirla nella sua interezza.