Anticorruzione e trasparenza

L'Università degli Studi di Milano, come ogni amministrazione pubblica, ha un proprio Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT),  figura prevista dalla legge n. 190/2012 per valutare il livello di esposizione degli uffici al rischio di corruzione e indicare gli interventi organizzativi necessari a mitigarlo.

Al Responsabile (RPCT) spetta l’elaborazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza (PTPCT), sulla base delle linee strategiche definite dall’Organo di governo, e la verifica della sua attuazione. Spetta al RPCT l’attività di controllo sull'adempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla legge, assicurando completezza, chiarezza e aggiornamento delle informazioni pubblicate (ai sensi del D.lgs. n. 33/2013).

Oltre alla figura del RPCT, l’Ateneo ha istituito, a ottobre del 2018, la carica di Prorettore delegato alla Legalità, Trasparenza e Parità di Diritti per consentire un dialogo e una collaborazione costante tra governance, RPCT e amministrazione universitaria sui temi più significativi in materia di prevenzione della corruzione e promozione della trasparenza.

Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) 
dott.ssa Antonella Esposito 
mail: antonella.esposito@unimi.it

Prorettore con delega a Legalità, Trasparenza e Parità di diritti
prof.ssa Maria Elisa D'Amico 
mail: marilisa.damico@unimi.it

Per informazioni
anticorruzione@unimi.it

 

Antonella Esposito, Capo settore Gestione documentale - Direzione Affari istituzionali, è la Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) dell'Università degli Studi di Milano dal 1° gennaio 2019.

Maria Elisa D'Amico, professore ordinario di Diritto costituzionale, è Prorettore delegato alla Legalità, Trasparenza e Parità di Diritti, per il biennio accademico 2018/2020.

Dal novembre 2018, opera in Ateneo anche un gruppo di lavoro sulle tematiche della prevenzione della corruzione e della trasparenza presieduto dal prorettore Maria Elisa D’Amico e costituito dal RPCT, da professori e ricercatori in ambito giuridico e da personale tecnico amministrativo.
Il gruppo si riunisce con una cadenza almeno quindicinale per affrontare di volta in volta le questioni principali in relazione al processo di gestione del rischio corruzione e alla trasparenza, 
anche rispondendo alle varie istanze provenienti dalla comunità accademica e organizzando momenti di confronto con i referenti anticorruzione e trasparenza. 

L'Ateneo ha anche realizzato un sistema organizzativo a rete basato su un gruppo di referenti individuati in modo capillare all'interno delle sue strutture centrali e periferiche, che prevede periodiche riunioni per facilitare la collaborazione su questi temi.

Il gruppo, composto da circa 80 persone, comprende:

  • due rappresentanti per ogni Dipartimento  (che i direttori hanno individuato sia per la componente di professori e ricercatori sia per il personale tecnico-amministrativo) 
  • un rappresentante per ogni Direzione amministrativa centrale, scelto dai responsabili tra il personale tecnico-amministrativo di rispettiva afferenza.

La necessità di individuare referenti - che abbiano compiti informativi nei confronti del RPCT e vengano coinvolti nel processo di gestione del rischio corruzione - è particolarmente avvertita in un ateneo di grandi dimensioni come l’Università degli Studi di Milano, che ha molte sedi, dislocate sia nell'area urbana che nel più ampio territorio lombardo.

Riferimenti normativi e nomine

Il PTPCT è uno strumento finalizzato a individuare le aree di rischio presenti all'interno dell'Ateneo e a identificare le misure e le attività di prevenzione necessarie a ridurlo. 

Il processo di gestione del rischio di corruzione prevede l’espletamento di diverse fasi:

  • analisi del contesto interno ed esterno
  • valutazione del rischio corruzione: identificazione, analisi e ponderazione
  • trattamento del rischio corruzione: individuazione di apposite misure di prevenzione per mitigare i rischi
  • monitoraggio e riesame.

Misura di prevenzione per eccellenza è la trasparenza amministrativa.

Il Codice di comportamento prescrive le condotte da adottare in servizio, nei rapporti privati e con il pubblico.

Improntato alla correttezza, alla trasparenza, al buon andamento e all’imparzialità della pubblica amministrazione, il Codice intende in modo particolare contrastare pratiche scorrette come ad esempio l'abuso di posizione e l'utilizzo improprio di risorse pubbliche e/o informazioni acquisite per ragioni di ufficio.

Il codice intende anche disciplinare il conflitto di interesse in cui potrebbe trovarsi il pubblico dipendente, prevedendo l’astensione in situazioni anche solo di apparente conflitto.

La segnalazione di illeciti deve essere percepita come un atto di manifestazione di senso civico che può facilitare l’emergere di fatti corruttivi o comunque pregiudizievoli per l’Ateneo e per l’interesse collettivo.

L’obiettivo della misura non deve essere volto a "irrigidire i rapporti tra i colleghi, ma deve essere visto in chiave collaborativa per salvaguardare il bene pubblico e l’immagine stessa dell’Amministrazione". È bene precisare che l’istituto non ha la funzione per il segnalante di accertare un suo diritto negato, bensì quello di tutelare l’interesse pubblico a che l’attività della pubblica amministrazione sia integra ed eticamente irreprensibile.

Il segnalante gode di precise tutele nel momento in cui decide di avvalersi dello strumento per segnalare fenomeni di bad administration; prima di tutto non può subire delle discriminazioni come conseguenza diretta della segnalazione e ha diritto alla riservatezza dell’identità nei termini previsti dalla legge n. 179/2017.

L'Ateneo dal mese di settembre 2019 ha messo a disposizione della collettività universitaria una specifica piattaforma in grado di garantire, attraverso l'utilizzazione di tecnologie critografiche moderne e standard, la tutela del segnalante in termini di riservatezza della sua identità.